Carabinieri

Non cì’è stato niente da fare per l’albanese di 38 anni che è stato ferito da un colpo di pistola il 20 settembre sulla spiaggia di Torvaianica, frazione di Pomezia. Selavdi Shehaj si è spento il 22 settembre all’ospedale San Camillo di Roma dove era ricoverato nella terapia intensiva post traumi e shock, due giorni dopo quello che appare essere un vero e proprio agguato.  L’uomo era stato sottoposto ad una doppia operazione chirurgica, con i medici che hanno tentato invano di ridurre i danni causati dal proiettile che aveva lesionato il midollo paralizzandogli gambe e braccia, ma nelle scorse ore le sue condizioni sono peggiorate e la situazione è precipitata.  Con la morte di Selavdi Shehaj l’indagine affidata alla Dda di Roma ora diventa di omicidio volontario; i carabinieri della Compagnia di Pomezia sono a caccia dei due uomini che domenica sono entrati in azione. Secondo quanto ricostruito fino a questo momento, sarebbero arrivati allo stabilimento “Bora Bora” a bordo di una moto scura, uno dei due, (“con abiti da runner” come è stato riferito da alcuni testimoni) ha raggiunto il 38enne albanese sulla spiaggia e ha esploso due colpi di pistola uno dei quali lo ha colpito nella zona cervicale. I militari sono al lavoro per risalire ai due uomini e per chiarire il movente dell’agguato. Come ha riportato Romatoday, la dinamica farebbe pensare ad un regolamento di conti, anche se al momento non viene comunque esclusa neanche l’ipotesi di un dissidio che esuli dal mondo dello spaccio di droga.  Per il prossimo 1 ottobre il prefetto Matteo Piantedosi ha indetto un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica nel comune di Pomezia. A partecipare saranno i sindaci di Pomezia, Ardea, Nettuno e Anzio.

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