Morti da smog, 1/5 è italiano

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Un emblematico acquerello su ciò che sta succedendo in tutte le metropoli del mondo.

L’Italia è al primo posto nella classifica dei Paesi con più morti premature dovute all’inquinamento: su 430.000 casi in Europa, 84.400 si sono verificati ai danni di nostri concittadini. A dare più problemi sarebbero sostanze come il particolato (Pm 2.5, responsabile di 59.500 decessi), l’ozono troposferico (O3, 3.300) e il biossido di azoto (No2, 21.600). Gli effetti sul corpo causati da un’eccessiva esposizione a questi veleni passano da semplici mal di testa a irritazione di occhi e gola, fino a problemi respiratori e danni ad apparato riproduttivo, fegato, cancri sistema respiratorio e diminuzione della qualità del sangue. L’area più colpita sarebbe la Pianura Padana, che ha una maggiore concentrazione di fonti inquinanti e presenta una conformazione geografica particolarmente soggetta al ristagno dell’aria, con conseguente aumento della concentrazione di sostanze pericolose nell’atmosfera.

Renzi ha dichiarato che la lotta contro l’inquinamento globale “non è una questione solo economica, ma anche etica e morale”, e ha ricordato che l’Italia ha tutte le carte in regola per parlare di clima all’incontro che si sta svolgendo in questi giorni a Parigi. Il ministro dell’Ambiente Galletti ha dichiarato: “Abbiamo fatto passi avanti nella tutela ambientale, ma ci portiamo dal passato situazioni drammatiche. Abbiamo molte cose in cantiere, come l’efficientamento dei riscaldamenti, che sono i principali inquinatori”.

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