20150810_103770436L’ha lasciata annegare pur di impedire ai bagnini di toccarla, disonorandola. Così è morta una ragazza di 20 anni nel mare di Dubai, dove il padre non ha permesso agli addetti di salvarla. Secondo Al Arabiya l’uomo, un asiatico, era sulla spiaggia con la famiglia per un pic-nic, quando la ragazza, entrata in acqua, ha cominciato a chiedere aiuto. I bagnini non hanno potuto fare nulla e il padre è poi stato arrestato.” [TGCOM 24] C’è forse poco da commentare, qualcuno penserà, perché è evidente la follia e il dramma della vicenda. Ma forse non è così ovvio se questi episodi accadono e non raccolgono, vuoi per viltà o per convinzione, la pubblica condanna. Il problema, però, c’è. E la soluzione, se anch’essa c’è, non è applicabile in una società particolarmente schiava del politicamente corretto dove ogni credo ha diritto di cittadinanza. E il rispetto delle altrui convinzioni è fondamentale ma qual è il limite che questo rispetto non può superare? Altrimenti quanto accaduto a Dubai è legittimo; anche se, legalmente, si potrebbe obiettare che a vent’anni non si è più sotto la totale giurisdizione dei propri genitori. E se, invece, per costui lo sarebbe ancora? La questione ruota intorno al dogma della laicità e a tutte le domande e i problemi che si porta dietro che solo una mentalità misera e accidiosa non vuole porsi. Probabilmente perché consapevole che ragionare intorno ai fondamenti dell’ideologia che si è sposata significa rimanere vedovi molto presto.

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