Monte Inferno

Una discarica può essere un luogo per ispirare un documentario? Sembra di si. Dalla volontà di raccontare suoni, volti, immagini nascosti sotto la montagna di spazzatura di una discarica nasce il documentario “Monte Inferno” che domenica 26 marzo, alle 18.30, verrà proiettato in prima nazionale al teatro D’Annunzio. Il Monte Inferno ripreso dalla regista Patrizia Santangeli è a Borgo Montello. Erano gli anni ’70 quando iniziò l’accumulo di rifiuti che continua ancora oggi causando gravi danni alla salute dell’ambiente e delle persone. Le falde acquifere sono inquinate, così come il fiume Astura che costeggia il monte e arriva al mare. Il vento porta l’aria inquinata nelle case di chi vive ai bordi della discarica e l’economia del luogo è compromessa. Nel 1994 il pentito di camorra Carmine Schiavone dichiarò che alla fine degli anni ’80 furono interrati nella zona rifiuti tossici e nel ’95 venne ucciso Don Cesare Boschin, il parroco di Borgo Montello che per primo denunciò il traffico illecito di rifiuti che interessava la discarica. Il suo cadavere fu trovato incaprettato nella canonica e tuttora non esiste un colpevole del suo omicidio. Monte Inferno è il racconto di un posto segnato dalla presenza di una discarica. Qui s’intrecciano la vita della famiglia Giorgi (nonni, genitori e quattro figli) e quelle di alcuni residenti della zona, tra solitudine, ineluttabilità di un danno e la voglia di bellezza che gli abitanti ancora vedono nel posto in cui vivono. Monte Inferno è un film di denuncia, ma è soprattutto una riflessione sulla solitudine di chi vive ai margini di questa montagna di spazzatura e sulla speranza che solo l’umanità e la natura sanno dare. Interamente autoprodotto da Patrizia Santangeli, Monte Inferno è un progetto ampio alla cui realizzazione hanno collaborato diversi professionisti: oltre alla regista, Gabriele Rossi (fotografo), Massimo Calabro (illustratore e graphic designer), Bonifacio Pontonio e Roberto Fanfarillo (entrambi graphic designer), Giancarlo Bovina (geologo). Dal lavoro, durato più di tre anni, è nata anche una mostra esposta lo scorso anno al Museo dell’Agro Pontino e nella sede dell’associazione AlbumArte a Roma. Hanno spiegato Santangeli e Rossi : “Con il nostro progetto  abbiamo voluto raccontare un luogo destinato all’indifferenza attraverso le persone che abitano nei dintorni della discarica e attraverso l’immaginazione. Abbiamo cercato quello che di bello può generare una realtà difficile con la voglia di trasformarlo in speranza.”La proiezione è promossa dall’Assessorato alla Cultura nell’ambito del cartellone nato per rianimare gli spazi del Palacultura e del museo Cambellotti. Dopo l’anteprima a Latina il documentario sarà proiettato a Roma, al Cinema Farnese, il 31 marzo, al cinema Mario Monicelli di Narni il 10 aprile, a Lecce al Teatro Astragali il 5 maggio, all’Hub Multiculturale di Torino il 10 maggio.

Ecco la scheda tecnica del docu-film

 

Monte Inferno

 

Regia

Patrizia Santangeli

 

Durata

60 minuti

 

Uscita

26marzo 2017

 

Ufficio stampa

Francesca De Spirito

francesca.despiritoi@mail.com

 

 

www.monteinferno.it

www.facebook.com/monteinferno

Titoli di coda

 

Regia                                                                          Patrizia Santangeli

Paese                                                                         Italia

Anno                                                                          2016

Soggetto                                                                   Patrizia Santangeli

Sceneggiatura                                                        Patrizia Santangeli

Fotografia                                                                Patrizia Santangeli

Montaggio                                                               Cristiana Cerrini

Musiche                                                                   Tommaso Ermolli

Mix audio                                                                Voice Professionals Italy

Fonico                                                                       Tony Caruso

Digital Post Production                                      GMF Laserfilm Group

Colorist                                                                     Massimo Gubinelli

Progetto grafico                                                    Massimo Calabro

Project  Manager                                                  Francesca De Spirito

Comunicazione                                                     Serena Cavallo

Traduzioni                                                                Francesca Povoledo

Collaborazione alle riprese                              Giancarlo Bovina – Gabriele Rossi

Hanno partecipato

La famiglia Giorgi:Sergio, Nanda, Marco, Francesca, Martina, Lorenzo, Stefano, Daniele

Margherita Cameran, Milena Dell’Orco, Claudio Gatto, Carla Piovesan, Donatella Piovesan, Antonio Tagliaferro, i Bamboo

SINOSSI

Monte Inferno è a Borgo Montello, al centro dell’Italia.

Il progetto è nato nel 2013 con l’intenzione di leggere in maniera diversa un posto condannato dalla cronaca e di farlo attraverso la ricerca della bellezza. Cosa c’è di nuovo da raccontare su un cumulo di spazzatura come ce ne sono tanti nel mondo? Niente. La novità di questo progetto, nasce dalla voglia di mettere in gioco i propri sentimenti e ciò che di bello può generare il disagio della realtà e la voglia di trasformarlo in speranza. La frase che ha guidato quattro anni di lavoro è: Tra il bene e il male esiste un’intercapedine fatta di una materia vaga e sconfinata che a volte coincide con il sogno.

I fatti sono questi

Erano gli anni ’70 quando a Borgo Montello, centro Italia, iniziò l’accumulo di rifiuti, con gravi danni all’ambiente e alle persone. Le falde acquifere furono inquinate, così come il fiume Astura che costeggia il monte e arriva al mare. Il vento ha portato aria avvelenata nelle case di chi vive ai bordi della discarica e l’economia del luogo è stata danneggiata. Nel 1994 il pentito di camorra Carmine Schiavone dichiarò che alla fine degli anni ’80 furono interrati nella zona rifiuti tossici e nel 1995 venne ucciso, con le modalità tipiche della camorra, Don Cesare Boschin.

NOTE DI REGIA

Se dovessi scegliere un suono per descrivere il documentario, non ho dubbi, sarebbe il silenzio. Come quando a scuola ci insegnano che la somma di tutti i colori alla fine è il bianco, così il silenzio riassume bene tutto ciò che ho sentito alle pendici di Monte Inferno.

Ho lavorato per sottrazione, per questo motivo ho avuto bisogno di tempo. Avevo iniziato cercando tutte le informazioni sulla nascita, sulle vicende legali, le lotte intorno alla discarica, ma poi ho capito che quell’approccio non mi interessava. Troppo rumore per me. Allora ho messo in campo la voglia di cercare la bellezza, come faccio sempre nei miei lavori, perché è lì secondo me che abita la speranza, e ho lasciato andare le immagini cercando di trasmettere quello che sentivo e non solo quello che vedevo.

Il documentario per me è uno strumento di denuncia contro l’indifferenza di tutti noi. Monte Inferno è una discarica, ma potrebbe essere una guerra, una carestia, un fatto di cronaca o altro ancora. È una lesione di un diritto umano e questo dovrebbe far scattare la nostra solidarietà, perché siamo in tempi di condivisione e tutto riguarda tutti.

Patrizia Santangeli

Il documentario fa parte di un lavoro collettivo che comprende il progetto fotografico di Gabriele Rossi e una mostra già esposta negli spazi del Map, Museo Agro Pontino e di AlbumArte a Roma.

Patrizia Santangeli

Scrive e dirige documentari dal 2004. Ha iniziato come dj e direttore artistico di una radio privata e nel 1994 è arrivata al mondo della comunicazione, dove ha lavorato come copywriter e regista di spot, backstage, video istituzionali. Dal 2004 al 2010 è stata partner e direttore creativo di un’agenzia di comunicazione. Negli ultimi anni ha intensificato la sua attività di regista e filmmaker dedicandosi a documentari e a filmati per il web, quasi esclusivamente su tematiche sociali. Interessi, capacità progettuale maturata nel tempo e competenze multidisciplinari, la spingono ad avere un approccio creativo a piùdimensioni, dove il documentario diventa uno degli strumenti a disposizione. Vive a Roma.
www.patriziasantangeli.it

Filmografia

Monte Inferno (2016) – Documentario – www.monteinferno.it
Musica! (2014) – Documentario breve
Visit India (2011) – Documentario – www.visitindia.it
– Bastimento Film Festival, Bologna, Aprile 2013

– Etnofilm Festival, Monselice, Settembre 2012

– Visioni Fuori Raccordo, Roma, Novembre 2011

– Underground Cisterna Film Festival, Settembre 2011

Allegro moderato (2008) – Documentario – www.allegromoderato.it

– Guangzhou Film Festival, Cina, 2009

– Hitweek , Los Angeles, 2009

– Invisibile Film Fest, Cava de’ Tirreni, 2009 – Premio speciale

– Creuza de mä, Isola di Carloforte, 2009

– Documenta Film Festival, Sezze, 2009

– Io Isabella, Maratea, 2009

– Est Film Festival, Montefiascone, 2009

– Milano Film Festival, Milano, 2009

-Festival Cinema patologico:Premio Miglior Film, Roma 2011

Erano Paludi (2006) – Documentario – RAI 3

– Festival reportage Franco Ferrari, 2010 – Primo premio sez. Lazio

– Satricum Doc Festival, 2008 – Primo Premio

Sull’isola delle tartarughe (2004) – Documentario – RAI 3

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