Krzysztof-Charamsa-535x300-1443857621Mons. Charamsa ha, con una delicatezza e una tempistica più che sospetta, ammesso di essere omosessuale. Ha anche detto altre cose, ma c’è un aspetto, intorno alle date, che va focalizzato per capire quali possano essere le reali motivazioni e preoccupazioni di questo gesto. In sintesi:

  • Krzysztof Charamsa lavorava presso la Congregazione per la Dottrina della Fede dal 2003;
  • nel 2005 la Congregazione per l’Educazione Cattolica pubblica, ribadendo gli insegnamenti della Congregazione per la Dottrina della Fede, il documento che ribadisce “Alla luce di tale insegnamento, questo Dicastero, d’intesa con la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ritiene necessario affermare chiaramente che la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddettacultura gay. [Istruzione della Congregazione per l’Educazione Cattolica circa i criteri di discernimento vocazionale
    riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli Ordini sacri] ed egli TACE;
  • alla vigilia del Sinodo sulla famiglia, 2015, egli fa le dichiarazioni che stanno riempiendo siti, giornali e telegiornali e alla precisa domanda “Lei ha sempre saputo di essere gay?” egli risponde: «Sì, ma all’inizio non lo accettavo» [corriere.it] 

Cos’è cambiato in questi dodici dieci anni? Dal silenzio nel momento che sarebbe stato più opportuno, quando cioè la Chiesa si è espressa chiaramente e definitivamente su quella questione, alle parole nel momento che è il più inopportuno, quando cioè la Chiesa si deve esprimere per ribadire verità già note? Prima non avrebbe ottenuto tanta vanagloria? Non avrebbe supportato le cause di qualche lobby? Oggi invece sì? Perché? Cos’è cambiato da allora? Perché oggi pensa di poter essere determinante uscendo allo scoperto? Perchè rivelare questo aspetto delicatissimo della sua vita, e in contraddizione palese con il suo ministero, davanti ai microfoni di una conferenza stampa piuttosto che nel rispettoso luogo di una guida spirituale? Se questi sono i difensori delle esigenze degli omosessuali, gli omosessuali farebbero bene a preoccuparsi.

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