Brisinda

Medico mandato via dalla ASL e poi reintegrato dal giudice

Brisinda

E’ un moderno Dottor Jekyll o un moderno mister Hyde, e la gente si chiede se è veramente 8un mostro che lavora per far male ai pazienti oppure un chirurgo talmente produttivo e capace da essere messo da parte nella Calabria degli scandali sanitari? Sembra l’ennesima vicenda di mala sanità in Calabria, regione che con la sanità non ha un buon rapporto perché questa volta il caso è la presenza di un chirurgo di nome Giuseppe Brisinda che è stato sospeso dall’Azienda sanitaria provinciale di Crotone per sei mesi senza stipendio, ma poi reintegrato al lavoro come primario di Chirurgia per ordine del giudice lo scorso 10 aprile, Brisinda è accerchiato da accuse inquietanti. Gli si è contestato di aver eseguito “interventi chirurgici senza motivazione, procedure oncologiche pericolose per i pazienti, ricoveri impropri, disumanizzazione del rapporto medico paziente e di aver diffuso uno stato di particolare tensione, disagio e incompatibilità ambientale perché avrebbe ripreso pubblicamente in malo modo i colleghi con i quali non dialogherebbe più”. Ma è stato davvero così?  Tra i primi difensori di Brisinda, calabrese trasferitosi nella sua terra dopo aver operato al Policlinico Gemelli di Roma, c’è proprio Stefania, la paziente su cui ha  eseguto una doppia mastectomia, asportando entrambi i seni quando le analisi istologiche dimostrarono che per una mutazione genetica la donna avrebbe sviluppato in breve tempo il cancro, esattamente come decise di fare Angelina Jolie. La donna è totalmente dalla parte del chirurgo, dice di essersi potuta curare a Crotone, invece di andare altrove come capita ad oltre il 20% dei pazienti di quella zona, e di aver evitato i duri effetti di chemio e radioterapia. Ma non tutti sono dalla parte del primario. Il marito di un’altra paziente, operata di tumore al colon da Brisinda, il quale scrisse una dura lettera di lamentele per i modi “assenti e arroganti” del medico di fronte alla successiva sofferenza della moglie, poi costretta a urinare spesso. Sentito da Antonino Monteleone, inviato de Le Iene, l’ex dirigente sanitario e ora sindacalista Gianluigi Scaffidi parla di una persecuzione che non ha uguali “in 40 anni di sindacato”. A Brisinda si contesterebbe di tutto, dall’ascensore dell’ospedale malfunzionante, alle non perfette condizioni delle sale operatorie, la commistione tra visite e interventi chirurgici, fino alla non collaborazione da parte degli altri specialisti. I dati hanno mostrato che prima dell’arrivo di Giuseppe Brisinda all’ospedale di Crotone, gli interventi chirurgici erano 394. Sotto la sua direzione, sono saliti a 1028. Un primario che lavora e fa marciare il suo reparto, dal punto di vista della produttività. Interpellato da Le Iene, Sergio Arena, direttore generale dell’azienda ospedaliera crotonese, ha detto che Brisinda non è stato sospeso per il suo modo di operare, ma per i suoi modi che avrebbero spinto dopo un anno e mezzo “sette-otto medici a chiedere il trasferimento”. Tra i principali accusatori di Brisinda c’è il primario di Gastroenterologia dell’Asp di Crotone, Enrico Ciliberto, secondo il quale il medico sospeso adottava “comportamenti inadeguati in modo sistematico“. Un che non si faceva voler bene, insomma. Ma secondo il sindacalista Scaffidi chi lo ha rimosso dal lavoro e dallo stipendio,  cioè il direttore generale Verga, svolge il suo ruolo in modo abusivo, perché secondo la legge regionale n°11 del 2004, un dg che chiuda il bilancio d’esercizio in passivo, decade automaticamente. L’ultimo bilancio d’esercizio disponibile ha certificato un passivo dell’azienda sanitaria pari a 27.506.996,06 euro. All’inviato delle Iene, Verga ha dichiarato che se Brisinda fosse stato reintegrato, lui si sarebbe dimesso il giorno dopo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

+ 20 = 29

Categorie