I Medici contribuirono alla fioritura del Rinascimento

I Medici erano un’antica famiglia fiorentina, i cui componenti (nell’arco di diverse generazioni), svolsero un ruolo di primo piano nella storia di Firenze e d’Europa dal primo quattrocento fino al 1737. Il capostipite Giovanni di Bicci (nato nel 1397) aveva notevoli capacità in campo bancario e diventò primo responsabile della filiale di Roma, sua grande intuizione fu quella di diventare amico di Giovanni XXIII (uno dei tre papi che reclamavano contemporaneamente il soglio pontificio negli anni del Grande Scisma di Occidente) che gli concesse il privilegio della gestione delle sue finanze. Quando Giovanni XXIII come gli altri due papi vennero condannati (come antipapa) e deposti dal concilio di Costanza del 1414, lo stesso Concilio, lasciò ai Medici il privilegio di gestire ancora una buona quantità di liquidi a parziale gestione della Camera Apostolica. In seguito la banca dei Medici riuscì ad aprire filiali in altre importanti città come Venezia, Napoli, Gaeta e Ginevra e lo stesso stato di Firenze si fece prestare da quattro banche gestite dai Medici 560mila fiorini con cui riuscì a finanziare il debito pubblico. Quando arrivò al governo, il figlio di Giovanni, Cosimo, questi riuscì a controllare la vita politica di Firenze, senza mai esporsi in prima persona, elesse alle cariche più importanti uomini a lui fedeli e riuscì ad avere il consenso della classe borghese e degli strati sociali più poveri. Uno dei suoi successi maggiori in politica estera, si rivelò l’alleanza con Francesco Sforza duca di Milano ( la città lombarda era nemica di Firenze da oltre un secolo) nel 1447, che gli consentì di arrivare alla pace di Lodi nel 1454. Cosimo contribuì ad un cinquantennio di pace in Italia e di conseguenza arrivò la fioritura del Rinascimento, nel campo delle arti protesse i maggiori artisti del tempo, da Donatello a Brunelleschi. Morto Cosimo, gli successe il figlio Piero, un uomo saggio, dal suo matrimonio nacquero cinque figli, tra i quali la personalità più famosa della dinastia dei Medici: Lorenzo detto il Magnifico. Questi quando passò al potere, oltre a dedicarsi con passione alle arti, alla filosofia e alla cultura, dimostrò di essere anche un acuto politico e contribuì a mantenere l’equilibrio tra gli stati italiani, garantendo pace e benessere nella penisola. Sotto l’aspetto imprenditoriale, non si rivelò allo stesso modo avveduto e non controllò i responsabili della sua banca che concessero prestiti eccessivi a diversi sovrani senza riuscire a farsi restituire i soldi. Così crollarono una dopo l’altra le sue filiali, tra le quali anche quella di Milano che chiuse i battenti nel 1494 per l’eccessivo credito concesso al duca di Milano. Quando morì Lorenzo, il suo successore Piero, si comportò senza ritegno e concedette senza dignità al re francese Carlo VIII di attraversare con il suo esercito Firenze, nella sua discesa verso Napoli, quello fu l’inizio della fine della dinastia Medici, in quanto il popolo di Firenze si sollevò per cacciarli istigato dal frate domenicano Savonarola.
Rino R. Sortino

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