imgresMaximilien de Robespierre, nacque ad Arras nel nord della Francia il 6 maggio 1758, da un giovane avvocato rappresentante della nobiltà di toga, dotato di un’intelligenza fuori dal comune, una volta ritrovatosi solo, a seguito della morte giovanile della madre, con il padre che lo aveva abbandonato fin da piccolo, entrò a far parte di uno dei più prestigiosi collegi di Francia, a seguito di una borsa di studio fornita dalla Chiesa e si mise subito in evidenza per i suoi risultati eccellenti. Si laureò avvocato all’età di 23 anni e a 24 anni nel 1782 vinse il concorso come giudice del tribunale vescovile della sua città natale, a soli 28 anni diventò direttore dell’Accademia di Metz. Alla soglia dei trent’anni venne eletto agli Stati Generali come rappresentante del Terzo Stato e presidente dei Giacobini, il ramo più estremista della Costituente, dove dimostrò le sue appassionate doti di oratore. Nella carriera politica di Robespierre, riveste un ruolo importante e decisivo, il pensiero del filosofo Jean Jacques Rousseau che sosteneva la necessità di una strenua lotta radicale, al fine di salvaguardare i bisogni del popolo e sconfiggere l’aristocrazia. Il futuro leader aveva uno stile molto ricercato, come traspare dalle testimonianze dell’epoca, un abito blu dove splendevano bottoni dorati e perfettamente lucidati. Robespierre, in seguito alla deposizione di Luigi XVI, nel 1793, entrò nel Comitato di Salute pubblica, creato per far fronte alla deriva sociale e politica in cui la Francia era finita a seguito della Rivoluzione francese. L’attitudine tollerante e democratica dei suoi primi anni in politica, si trasformarono in un radicale estremismo e Robespierre si trasformò in uno statista spietato. Nel club giacobino che si allineava ad una ideologia estremista repubblicana, non vi prendevano parte solo i deputati, ma anche i semplici artigiani, i cosiddetti sans culotte. Ben presto in Francia, in un clima di sospetto, si presero severe misure contro gli aristocratici, si limitò la libertà di tutti e i sanculotti si resero responsabili di ogni genere di soprusi. I montagnardi e i girondini, i gruppi antagonisti dei giacobini, (i cui membri facevano capo alla destra), cominciarono a contestare il potere della Convenzione e nell’ambito di una politica di terrore, Robespierre ordinò una serie innumerevole di insensate esecuzioni capitali, poi decise di far ghigliottinare il re il 21 gennaio 1793. Robespierre riuscì nell’intento di escludere i girodini dalla Convenzione, in un periodo considerato il più nero nella storia della Francia, ma ad un certo punto, il suo popolo si sollevò contro il suo leader: il 7 luglio Robespierre venne arrestato e la Convenzione decise di infliggergli appena trentaseienne, la stessa sorte che aveva ordinato ai suoi nemici, la morte per ghigliottina.
Rino R. Sortino

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Author: Rino Sortino

Giornalista e opinionista televisivo, nel passato ha partecipato in qualità di opinionista a trasmissioni quali "passione sport" presso lazio tv e gold tv

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