Matteo Salvini “il rottamatore”

Matteo Salvini è nato il 9 marzo del 1973 a Milano, dopo essersi scritto alla Lega Nord a diciassette anni, ottenne il diploma classico al liceo “Manzoni” di Milano, in gioventù ebbe modo di confrontarsi con svariate esperienze lavorative tra le quali, consegnare pizze a domicilio, poi si impegnò anche alla nota catena commerciale “Burghy” della Galleria Vittorio Emanuele per pagarsi gli studi e le vacanze. Salvini dopo aver ricoperto vari ruoli all’interno del partito, nel 1993 venne eletto consigliere comunale di Milano, l’anno successivo diventò responsabile cittadino del Movimento Giovani Padani, fino ad essere eletto segretario federale nel dicembre 2013 in seguito alle primarie del partito. Nell’anno di grazia 2018, Salvini è ormai considerato “un rottamatore”, quasi tutti i volti che un tempo si identificavano con la Lega Nord sono scomparsi o restano dietro le quinte, il partito è tutto concentrato su di lui e perfino il Nord che era il simbolo del vecchio partito è sparito dal simbolo elettorale. Ormai si guarda all’Italia intera, Matteo ha messo in secondo piano le battaglie storiche dell’autonomismo, per privilegiare due o tre temi: meno immigrati, meno tasse, meno Europa e sta mandando avanti un esercito di nuovi aspiranti parlamentari e ministri che rispondono solo al capo. Attorno a Salvini, restano solo due nomi di peso di un recente passato, Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, e Giancarlo Giorgetti, vice-segretario federale che è il vero ponte fra Salvini, Arcore, i palazzi romani e i poteri economici. E’ notorio che gli assi portanti della coalizione di centrodestra sono Silvio Berlusconi e Matteo Salvini ed i sondaggi di Demos pubblicati da Repubblica danno rispettivamente al 16,3% (Forza Italia) e al 13,2 (Lega), il bello della vicenda è che sia il grintoso Matteo che Berlusconi, promettono a vicenda di nominare il rivale-alleato ministro. Alla domanda farebbe il ministro di Berlusconi? Salvini risponde “farei fare il ministro a Berlusconi, da presidente del Consiglio non vedo l’ora di far fare il ministro a persone competenti settore per settore. L’ipotesi auspicata sembra difficile da realizzarsi, in quanto, secondo la nostra modesta opinione, il Carroccio anche se superasse il 4 marzo Forza Italia, ipotesi difficile ma non affatto impossibile, Berlusconi difficilmente darebbe l’ok al segretario leghista a Palazzo Chigi. Berlusconi in un’intervista a TeleRama, ha precisato che Salvini andrebbe “assolutamente” bene come “ministro dell’Interno”, visto che gli italiani in un recente sondaggio gli hanno attribuito una percentuale elevata di fiducia. Salvini, ha dichiarato Berlusconi “non è un estremista, si è seduto a un tavolo con noi e si è dimostrato molto concreto e ragionevole e assieme a Giorgia Meloni abbiamo firmato un programma comune”. Attualmente l’accordo che lega i partiti del Centrodestra, prevede che la forza politica che arrivi davanti, ovviamente in caso di vittoria della coalizione indichi il premier. Salvini in una recente intervista ha dichiarato che la Lega non gradisce “gli inciuci”, come quelli che portarono in passato qualcuno a partecipare ai governi con il Pd, oggi vuole partire da cose più semplici e meno scontate come la difesa personale, che deve essere legittima, lo stato a suo parere, non può perseguire chi si difende a casa propria, dovrebbero esserci invece, pene più dure per i delinquenti e certezza della pena. Un’altra grande aspirazione del leader leghista è anche quella di difendere i risparmiatori dalle banche, le quali devono essere responsabili verso i loro clienti tramite la trasparenza, poi anche nell’ambito di problematiche importanti quali ordine e immigrazione controllata, c’è in Italia tanta gente che condivide le sue idee. Matteo Salvini ha fatto recentemee sosta a Latina venerdì 16 febbraio, in vista delle elezioni del 4 marzo e ha parlato ai cittadini del suo programma politico nell’ambito del suo tour “Prima gli italiani”. Accolto da centinaia di persone, che lo acclamavano, il leader della Lega ha salutato i cittadini, arrivati numerosi in piazza del Popolo e poi è salito sul palco dove si è ritrovato con i candidati della sua lista. “La differenza in questa prossima tornata elettorale, ha detto, ormai è tra italiani e anti italiani, non lo si deve considerare più un confronto tra destra contro sinistra, spero che tanti italiani, votando me mi diano mandato per il prossimo Governo e mi consentono di cancellare la legge Fornero. Non è possibile che si vada in pensione a 70 anni e si lasciano troppi giovani senza lavoro! Stiamo perdendo migliaia di ragazzi che vanno all’estero e in cambio prendiamo balordi che ci ricambiano spacciando droga nelle nostre città”. E ancora, sulla legittima difesa: “Oggi il codice dice che io mi posso difendere in maniera proporzionata all’offesa, ma una volta al Governo toglierò l’articolo 52 e introdurrò un principio di buonsenso: la legittima difesa, così se qualche rapinatore ci rimane, nella prossima vita farà un altro lavoro. Le navi e gli aerei usati per portare qui gli immigrati le useremo per fare il contrario, riportarli indietro”, ha aggiunto sull’immigrazione, “di immigrati in Italia ce ne sono anche troppi. l’altra sera sono stato in televisione con la Boldrini, mi stupiscono queste donne di sinistra che difendono i diritti delle donne e poi spalancano le porte alle comunità islamiche in cui le donne valgono meno degli uomini. Un passaggio anche sulla scuola, che è parte della nostra società ormai imborghesita, dove se l’alunno prende un brutto voto, accoltella l’insegnante, tutto questo porta al proliferare di situazioni estreme con i genitori che arrivano a picchiare il docente. È questione di educazione, per questo ribadisce che è necessario ripristinare sei mesi di servizio militare o servizio civile. “Io l’ho fatto e mi è servito, in caserma non c’è ricco o povero, si è amici”. L’unica nota stonata del comizio, proprio perché dettata da un politico di valore che dovrebbe usare ben altro tipo di linguaggio è stata a nostro parere la frase: “vado in televisione quasi ovunque e spiego a tutti perché non vado da Fazio: è perché mi sta sulle palle”…Ma anche in questo c’è la sintesi del personaggio politico senza peli sulla lingua, verace, sincero e onesto fino all’inverosimile e lo slogan che scandisce in occasione dei suoi comizi elettorali, chiarisce meglio di altra cosa il suo pensiero: “Chi sceglie la Lega sceglie un principio, prima gli italiani”.
Rino R. Sortino

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