Salvini

Alla fine a lui il cado della Diciotti ha presentato il conto: Matteo Salvini è indagato per il sequestro di persona aggravato per il caso Diciotti. La Procura di Palermo ha trasmesso al Tribunale del Ministri del capoluogo siciliano il fascicolo d’indagine sul caso Diciotti, chiedendo ai giudici di svolgere le indagini preliminari nei confronti del ministro dell’Interno che è stato iscritto nel registro degli indagati per sequestro di persona aggravato. Al fascicolo è allegata una relazione firmata dal capo dei Pm Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Marzia Sabella. I magistrati palermitani hanno modificato le contestazioni ipotizzate dalla Procura di Agrigento che, per prima, aveva aperto l’indagine contestando a Salvini e al capo di Gabinetto del Viminale, Matteo Piantedosi i reati di sequestro di persona, sequestro di persona a scopo di coazione, arresto illegale, abuso d’ufficio e omissione d’atti d’ufficio. L’ufficio inquirente di Palermo ha   contestato il reato di sequestro di persona aggravato ma Piantedosi non risulta indagato. Salvini ha annunciato, prima su Instagram e poi su Facebook, di aver ricevuto un “documento” e ha aperto la busta con i documenti dei carabinieri in diretta “Non mi ritengo nè un sequestratore nè un eversore. E magari mi assolvono”, ha detto poco prima di aprire il plico. “Per me è un’esperienza nuova e ci tengo a condividerla con noi”. Poi legge il contenuto, in cui Salvini viene informato di si sta procedendo ad “indagini preliminari” nei suoi confronti per il reato “commesso fino al 25 agosto 2018. Dovrebbe essere il sequestro di persona aggravato dal fatto che io sia un pubblico ufficiale, dal fatto che ci fossero dei minori a bordo e dal fatto che si sia protratto per diversi giorni. Sono almeno 15 anni, a cui si bisogna aggiungere le aggravanti. Al momento sono in diretta con me su Fb 25 mila persone: una piccola parte so che sta tifando perché mi mettano in gabbia, perchè, dicono, ‘è un aguzzino, razzista e delinquente’; ma so che molti sanno che faccio quello che voi mi chiedete di fare: aprendo le porte solo alle persone perbene. Sui 100 immigrati che avrei sequestrato  pare che 75 siano spariti. A fronte dell’accoglienza che è stata loro garantita hanno risposto sparendo, non si sono fatti identificare. Io vorrei sapere dai Saviano, Renzi, Gad Lerner, Santoro cosa ne pensano. Ringrazio i 3 milioni di amici che mi stanno dicendo ‘non mollare, tieni duro’.  Sono preoccupato? No. Sono terrorizzato? Men che meno. Ho tempo da passare con gli avvocati per questa indagine o per quella di Genova? Zero. Mi pagate lo stipendio per difendere la vostra e la nostra sicurezza, per la lotta alla mafia, agli sprechi, al racket, alla droga, ai trafficanti di esseri umani: questo farò oggi, domani e dopodomani. .Questa indagine, non mi toglie il sonno. La appendo qua, è una medaglietta: rischio fino a 15 anni, venite a trovarmi a San Vittore con le arance. Sono una persona per bene, non mollo di un millimetro: possono sequestrarci soldi, possono bloccarci conti, indagarci, possono seguirci, abbracciarci. Non si molla di un millimetro finché gli italiani mi chiedono di andare avanti io vado avanti”. Dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia dalla procura di Palermo, il ministro dell’Interno intende avvalersi della difesa dell’Avvocatura dello Stato come hanno affermato dal Viminale. Il Tribunale dei Ministri ha  90 giorni per svolgere le indagini ‘sollecitate’ dalla Procura e per fare gli eventuali approfondimenti istruttori che riterrà necessari. Al termine dei tre mesi i giudici, che potranno modificare i reati ipotizzati dai Pm e disporre anche nuove iscrizioni nel registro degli indagati, potranno archiviare il fascicolo oppure rimandare gli atti in Procura perché chieda al Senato l’autorizzazione a procedere a carico del ministro.

 

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