Massimiliano Codoro spara contro un immigrato

Codoro

Salvini non incita alla violenza quando dice che non vuole più gli immigrati che sbarchino in Italia, ma evidentemente questa persona ha esagerato usando un’ arma da fuoco contro un immigrato nella stazione di Milano Centrale, come viene, riportato dal Corriere della Sera.  Massimiliano Codoro, 51 anni, candidato del centrodestra alle ultime elezioni politiche e poi non eletto,  ha fronteggiato l’immigrato accusandolo di aver precedentemente molestato la compagna e la figlia, appena scese dal treno nella stazione milanese. Infatti è arrivata in Questura la segnalazione di un uomo con una pistola in mano in stazione e, quando gli agenti della Polfer lo hanno intercettato, Codoro ha spiegato di aver trovato compagna e figlia sotto choc perchè erano state infastidite da un uomo. A quel punto, è partito alla ricerca del molestatore e ha fronteggiato un immigrato, con il quale ha avuto una violenta discussione fino a estrarre una pistola per minacciarlo. L’arma è poi risultata regolarmente detenuta da Codoro che  rischierà conseguenze legali solo se l’immigrato presenterà querela. Gli agenti hanno condotto le verifiche di routine, constatando la regolare detenzione del porto d’armi, anche se a quanto emerge finora pare che Codoro non avesse un motivo “legittimo” per estrarre la pistola in strada. Un gesto che  ha creato un allarme ma saranno la prefettura e la questura condurre le indagini e trarre tutte le valutazioni del caso sull’episodio. La vicenda, in qualunque modo la si voglia interpretare, avrà senza dubbio un suo peso durante la discussione sulla legittima difesa in corso proprio questi giorni in Parlamento. Ci sarà ancora una volta chi chiederà una maggiore liberalizzazione dell’uso delle armi da difesa, pistole in particolare, anche perché è difficile che nel nostro Paese, qualunque sia la legge che si andrà ad approvare, si potranno avere norme che permettono di portare le armi alla cintola come nei film western. In alcuni stati strisce e stelle, in particolare nell’Arizona, i detentori di porto d’armi entrano armati anche nei bar e nei ristoranti che servono alcolici, tuttavia il divieto è categorico per individui ad alto rischio. I bar che non aderiscono alla misura espongono un’apposita insegna di divieto. Una legge simile è entrata in vigore a luglio, sempre nel 2009, in Tennessee. Gli Stati americani che consentono di entrare armati all’interno di attività commerciali che servono alcolici sono 41. Una domanda sorge spontanea, italiani armati o disarmati? Il caso di Codoro ripropone uno dei temi più sentiti di questa già torrida estate. Soprattutto, come sarà congegnata la prossima legge sulla legittima difesa e quali sono gli interessi in gioco? La scorsa settimana c’è stato un articolo pubblicato da Repubblica e ripreso da molte testate on line che  ha messo in subbuglio il mondo dei collezionisti di armi e di chi si esercita per diletto nei poligoni italiani. L’oggetto del contendere è stata una molto discussa stretta di mano tra il ministro dell’Interno Salvini e una associazione vicina agli hobbisti delle armi, il Comitato D-477. Ora Salvini, grazie all’azione criminale di un migrante, avrà in canna molti altri proiettili per chiedere, sull’onda dell’indignazione, l’approvazione di una legge sulla legittima difesa che risponda ai suoi canoni. Un peccato, perché di sicuro la legge ha necessità di essere riformata in alcune parti, ma non rivoluzionata.

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