Arrestati

Nelle prime ore del 26 maggio, al termine di una complessa indagine avviata tempo fa dalla Procura antimafia della Repubblica di Napoli. il gip del Tribunale di Napoli ha firmato delle ordinanze di custodia cautelare che  i carabinieri del nucleo investigativo della Compagnia di Napoli hanno prontamente eseguito. Sono state arrestate 16 persone ritenute appartenenti al clan Polverino. A loro carico sono state formulate le accuse di associazione di stampo mafioso, traffico illegale di sostanze stupefacenti e intestazione fittizia di beni.  Questa operazione è inquadrata in una dinamica ancora più ampia, dove hanno lavorato da diversi anni in sinergia sia il comando provinciale dei carabinieri di Napoli e sia la Procura antimafia napoletana. In ordine di tempo, questa maxi retata segue quella eseguita il 2 maggio del 2011 dove sono finiti in manette ben 57 persone, e quella del 4 giugno del 2013 dove a finire in carcere sono stati in 67. Gli affiliati hanno affrontato i procedimenti giudiziari da dove sono usciti condannati con sentenza passata in giudicato. E le condanne sono state pesantissime, colpendo sia i boss che i gregari. Tra di essi Tra di essi figurano esponenti come l’indiscusso boss Giuseppe Polverino, nonché esponenti di spicco come Giuseppe Simioli, Salvatore Cammarota, Claudio De Biase, Salvatore Licciardi e Salvatore Simioli.  Nell’ ultimo provvedimento giudiziario sono finiti nelle maglie della giustizia degli esponenti che, per diversi motivi, sono sfuggiti in passato all’arresto. Tra di essi sono stati fermati il reggente del clan Vincenzo Polverino, ed il “cassiere” Michele Marchesano che, nelle gerarchie familiari, sono rispettivamente cugino e cognato del boss Giuseppe Polverino. Tra gli arrestati eccellenti risultano esserci anche gli esecutori dell’omicidio del cronista anticamorra napoletano Giancarlo Siani, collaboratore de “Il Mattino”, trucidato per ordine dei capi del clan Nuvoletta la sera del 23 settembre del 1985.  I loro nomi sono Ciro Cappuccio e Armando Del Core. Questi due killer sono stati sostentati dai clan per ben 35 anni, prima dagli stessi Nuvoletta, e poi dai Polverino e dall’altro clan Orlando. Nel corso dell’operazione sono stati sottoposte a sigillo amministrativo anche due attività commerciali site nella stessa città di Marano, un bar e un centro scommesse, del valore complessivo di circa 500 mila euro, intestate ufficialmente ad un prestanome, ma di fatto gestite da un affiliato del gruppo camorristico.

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