Bisogna fare una seria e profonda riflessione sulla data di ieri: 19 novembre 2015. Mentre i media di tutto il mondo, oggi, continuano a bombardarci (il termine è quello giusto) d’informazioni riguardanti il terrorismo, è “sfuggita” – ai più – la notizia che, a mio parere, doveva imporre ad ogni giornalista (e non) un’analisi coscienziosa e responsabile. Le parole pronunciate ieri dal Santo Padre, nell’omelia di Santa Marta, sono state (ovviamente) riportate dagli organi di stampa, senza – però – essere, successivamente, pesate ed approfondite in maniera adeguata. Trafiletti, qua e là, come se si trattasse di una qualunque notizia, priva di interesse. Nessuna analisi concreta, nessun tipo di approfondimento serio, niente. Il nulla. Eppure, l’omelia di ieri, avrebbe dovuto scatenare – in tutti noi – una fortissima presa di coscienza. Iniziando, anzitutto, a capire chi è Santa Marta (di Betania), figura biblica descritta nei Vangeli secondo Luca e Giovanni come sorella di Maria e Lazzaro, abitanti del villaggio di Betania vicino Gerusalemme. Nella Bibbia, Marta viene citata in tre occasioni: Luca 10, 38-42, Giovanni 11, 1-46 e Giovanni 12, 1-8. Riflettendo e partendo dal fatto che la famiglia di Marta era molto distinta e caritatevole ed era molto amata da Gesù – che sovente l’onorava con la sua presenza – è bene leggere con molta attenzione ciò che la Bibbia narra nei sopracitati versi, al fine di capire perché – proprio nella piccola chiesa di Casa Santa Marta – Francesco abbia pronunciato, ieri, frasi così forti. Parole che, pur uscendo dalla bocca del Santo Padre, null’altro sono che il grido di Dio. “Maledetti!” è parola ben conosciuta nella Bibbia (diversi termini ebraici e greci, tradotti “maledire”, “maledizione” o con parole simili, rendono fondamentalmente l’idea di desiderare, minacciare o pronunciare il male su qualcuno o qualcosa), ma che – ed è qui ove bisogna assolutamente porre l’attenzione – viene utilizzata da Dio o da una persona autorizzata – in questo caso Francesco – in momenti storici estremamente difficili e pericolosi. La prima maledizione fu quella pronunciata da Dio, al tempo della ribellione edenica, contro colui che istigò la ribellione servendosi del serpente. Poi ci furono quelle di Geova su Caino, di Noè contro Canaan (la prima maledizione pronunciata da un essere umano) e molte altre. Nell’uso biblico questi vocaboli assumono il significato di dichiarazioni solenni o predizioni infauste e – quando provengono da Dio o da una persona autorizzata – hanno significato e valore profetico. La maledizione fa inoltre capire che i princìpi e i dichiarati propositi di Dio non devono essere presi alla leggera o disprezzati. Ora, perché queste parole? A chi sono indirizzate? Non è necessario fare straordinarie osservazioni geopolitiche, sociali o religiose per capire che queste durissime frasi sono rivolte all’umanità tutta! Iniziando da chi non ha saputo integrare, nel tempo, centinaia di migliaia di persone; emarginandole, sfruttandole ed umiliandole. A chi ha fatto, e continua a fare, diabolica propaganda, calcolando minuziosamente le dosi di terrore da distribuire alla povera gente. A chi non ha educato all’amore e al rispetto. A chi, partendo dall’Afghanistan e finendo in Siria (distruggendo e devastando Iraq, Libia, Iran, Libano e Palestina), con la scusa di “esportare la democrazia”, ha massacrato intere popolazioni con l’intento – ben chiaro – di sottomettere la sovranità di quei governi, al fine di rubare petrolio e gas ed asservire, ad una cultura narcisista, egoista ed individualista, ogni altro essere umano che non la pensasse allo stesso modo. A chi, quotidianamente, induce i propri cittadini ad odiare coloro i quali fuggono da fame e guerra, sostenendo che – chi viene dal mare – rappresenti un grave pericolo alle loro vite. A chi, negli anni, ha fatto il “viaggio” in senso contrario (e non in barca..), buttando bombe sulla testa di altri popoli, per poi spartire le risorse di quella terra all’interno di sistemi ben consolidati e legati – a doppio nodo – con multinazionali che rimettono, nei bilanci, la loro unica “sensibilità”. A chi combatte il terrorismo, ma poi – proprio al terrore – gli vende le armi. A chi finanzia il terrore e l’orrore per nascondere propri fallimenti di politica interna. A chi sta uccidendo il mondo. A chi pensa che una volgare banconota valga più della vita di una persona. A chi non importa un bel niente del pianto di un bambino terribilmente impaurito dall’orrore delle raffiche di un Kalashnikov. Le parole di Francesco, di Dio devono assolutamente indurci ad una profonda riflessione. Oggi! e non domani o domani l’altro. Dobbiamo alzare, da subito, il livello di preghiera affinché gli uomini di buona volontà prendano il sopravvento sui mercenari e mercanti d’odio. E, poi, capire e sapere – quando si ha tempo.. – anche chi è San Francesco d’Assisi. “Maledetti!”, quella parola pronunciata da Dio…..

 

Riccardo Sanna

 

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