Madre ritira figlia dalla scuola: non c’è l’insegnante di sostegno

Aula

Una madre disperata è stata costretta a ritirare la figlia disabile dalla scuola perché l’insegnante di sostegno non c’è: il fatto è accaduto in Sardegna, in un istituto del Sassarese ad una giovane disabile di 19 anni. La vicenda viene raccontata dallo stesso genitore su Facebook in alcuni post diventati virali: “Bene anche oggi F. si ritrova sola in classe a guardare i suoi compagni che fanno lezione, poichélei non ha ancora nessuna insegnante: cosa dovutagli. Pensate una ragazza, 4 ore seduta in un banco a guardare gli altri. Mi vedo costretta a ritirare F. da scuola. Sicuramente tutto ciò avrà delle conseguenze danni morali alla ragazza”. La 19nne è costretta a stareinsieme alla mamma 24 ore su 24. “Non potevo fare altrimenti”, rivela la donna che aggiunge: “La politica deve fare qualcosa per garantire che i diritti di tutti vengano rispettati. Purtroppo non è la prima volta che capitano cose simili”. La donna è pronta a dare battaglia: “Sto pensando di andare a denunciare il tutto ai Carabinieri, vediamo se così almeno si smuoverà qualcosa. Mia figlia deve poter andare a scuola ed avere tutto il supporto che le spetta di diritto”. Quello della 19nne non è il primo caso in Sardegna in quanto una  vicenda simile, sempre nel Sassarese, è stata riportata dalla Nuova Sardegna: un ragazzino che frequenta le scuole medie è stato costretto a restare a casa per la mancata nomina dell’insegnante di sostegno. Intanto i sindacati sono sul piede di guerra per la mancata nomina degli insegnanti di sostegno agli studenti disabili nelle scuole del nord Sardegna. Ha annunciato il segretario generale della Cisl Fp territoriale, Paolo Dettori, che ha partecipato ad un vertice in Provincia a Sassari per cercare di risolvere la situazione dell’assistenza negata. La riunione, convocata dalcommissario della Provincia Pietro Fois, si è conclusa con l’impegno di fare pressing sulla Regione per sbloccare i fondi destinati ad aumentare le quote di servizio assegnate ai vari istituti scolastici: “Se la situazione non dovesse cambiare, siamo pronti a proclamare uno sciopero. Non è possibile che decine di ragazzi siano costretti a restare a casa perché viene loro negata l’assistenza e quindi il diritto allo studio. Apprezziamo l’impegno e la disponibilità dimostrati dal commissario Pietrino Fois, e ci auguriamo che ci siano novità positive entro la prossima settimana. Disponibilità che invece non abbiamo riscontrato nelle parole e nell’atteggiamento del dirigente dell’ufficio scolastico”.

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