L’unica speranza dei marò

Marò-Latorre-e-GironeChe l’Italia non goda di ottima fama a livello internazionale, e non per colpa di chi manda avanti questo Paese, è ormai cosa tristemente nota. E la vicenda dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ne è una perfetta cartina di tornasole. Non servirebbe nemmeno parlarne diffusamente, basterebbe pronunciare quella parola ‘marò’ per evocare non più i fucilieri di marina, ma una figuraccia colossale che l’Italia ha fatto e continua a fare ogni volta che l’India decida di rimandare la questione. Perché il problema di fondo non è tanto e solo l’accertamento dei fatti, che è sacrosanto, ma che – per chi se ne fosse dimenticato – la vicenda va avanti dal 2012! Sono passati tre anni e non si sa quanti governi (anche due Presidenti della Repubblica). E tutti non sono riusciti a risolvere la faccenda, né a pretendere il rispetto che si dovrebbe a persone normali figuriamoci a uno Stato sovrano. L’ultima novità è che “La Corte Suprema ha accettato oggi a New Delhi di discutere giovedì una richiesta dei legali del Fuciliere di Marina Massimiliano Latorre, attualmente in Italia per seguire un programma terapeutico dopo l’ictus subito alla fine di agosto 2014. [La Repubblica] E festeggiamo perché ci viene concesso l’onore di tutelare la salute di un nostro cittadino e di un nostro militare. Il problema, quindi, non è solo stabilire le colpe, ma quello di pretendere il rispetto delle norme e non il denigratorio ritardo che ogni volta, da tre anni, si sta verificando e perseguendo. Probabilmente la vicenda dei due marò non interessa ai nostri politici perché non si trovano in campagna elettorale (i governi cambiano tramite diversi canali). Forse l’unica speranza di Latorre e Girone e delle loro famiglie è quella di attendere le settimane precedenti le prossime elezioni; magari qualcuno per vedersi confermare il posto potrà calare l’asso del rientro in Italia dei due fucilieri.

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