Chiesa Snta Teresa
Chiesa Santa Teresa
Distribuzione Eucarestia
Distribuzione Eucarestia
Famiglia Colella con amministrazione comunale
Famiglia Colella con amministrazione comunale
P. Mario durante l'Omelia
P. Mario durante l’Omelia
P.Mario e Don Carlo
P.Mario e Don Carlo
Partenza della salma del dotto. Colella
Partenza della salma del dotto. Colella
Stendardo Comune listato a lutto
Stendardo Comune listato a lutto
Uscita del feretro
Uscita del feretro 

Il dottor Giulio Colella era amato da tutti: amici, colleghi medici sia della casa di cura “Casa del Sole”  e sia di altri colleghi, pazienti e gente che si è radunata nella Chiesa di Santa Teresa nel primo pomeriggio per offrire il loro cordoglio e dare l’ultimo saluto e le condoglianze al figlio Dario e alla famiglia. Ecco che il presidente della concelebrazione, P. Mario Corvino, ha nell’omelia ha dato il suo omaggio a quest’iìuomo, professionista stimato.

“Abbiamo scelto la prima lettura il libro di Giobbe. Spesso Giulio mi domandava do conoscere veramente questo personaggio per quanto riguarda la pazienza che aveva questo personaggio biblico, perché anche lui aveva  molta pazienza non solo con i pazienti ma con tutte le persone che si accostavano a lui e lo faceva senza accorgersi di niente, ma spesso noi eravamo in dialogo con il dottor Colella e durante tutto il cammino che abbiamo fatto insieme nella clinica ho conosciuto veramente l’anima di questo nostro fratello, un’anima molto sensibile, un’anima molto bella, ma un’anima sopratutto che sembrava veramente che somigliasse a questo personaggio biblico, il quale era molto ricco Giobbe, aveva una bella famiglia con dei bei figli e figlie, aveva proprietà, ad un certo punto ecco il Signore ci attira tutti quanti dall’inizio del mondo fino ad oggi si diverte per darci tante prove e Giobbe è stato uno che ha subito tante prove da parte del diavolo. Queste prove lui le ha superate non solo perché aveva l’unico obiettivo quello della salvezza della sua anima, come abbiamo ascoltato da questa lettura vedrò Dio, io lo vedrò. Quale fede aveva quest’uomo, ha dovuto superare moltissime prove, innanzitutto la moglie che lo disprezzava, vedendolo così sofferente, gli amici la stessa cosa egli aveva dovuto rispondere con la sofferenza e più soffriva più aumentava la fede nel Signore. E’ la pazienza non l’avuta con la sofferenza, ma l’avuta sopratutto con le persone che erano intorno a lui e che si beffeggiavano di lui.

Cararissimi fratelli, anche Giulio tante volte mi raccontava, ha avuto veramente questa pazienza, ha avuto la forze di superare solo tante prove nella sua vita ma le prove più grandi sono state la morte della moglie ma sopratutto del figlio, e da lui è iniziata veramente una sofferenza interiore del dott. Giulio Colella. Ma nonostante tutto non si è perso mai di coraggio, anzi nessuno si è accorto della sofferenza interiore rispetto alla sua disponibilità che aveva verso tutte le persone, per questo il Signore lo ha premiato con una lunga vita, e anche nella sua sofferenza ultimamente non ha avuto un momento di lamentarsi, con nessuno, nemmeno con noi che  gli stavamo molto vicini, nessuno ha avuto veramente una forza così grande come lui che nella sofferenza non ha fatto sentire quello che egli aveva nel proprio cuore.

carissimi fratelli, è stato un medico molto intelligente, molto sapiente, aveva veramente una perfezione ecco non solo per quanto riguarda la sua materia ma vorrei dire, era veramente enciclopedico. Discorreva di tutto, dallo sport a qualsiasi argomento  gli domandavamo, aveva  veramente una intelligenza straordinaria, e allora il Signore lo ha voluto premiare, l’ha voluto premiare con quella serenità che ha affrontato tutti i momenti nella sua vita. Noi l’abbiamo ascoltato dal Vangelo, il Vangelo che veramente una delle parti più significative della vita dell’uomo quando Gesù in questo epilogo finale della sua vita nono solo accoglie i due che furono accanto a lui, ma accoglie sopratutto uno che dice : Oggi sarai con me in Paradiso, dona a Giovanni la sua madre, di pigliarla in cura, e quante volte ha avuto questo momento di donare non solo la madre terrena ma anche la madre celeste Maria ma sopratutto il Signore ha voluto la sua anima quando ha detto “Ho sete” e ha veramente avuto sete anche dell’anima di Giulio, negli ultimi momento quanto io l’ho chiamato e egli ha aperto gli occhi e io gli ho dato l’assoluzione ed egli è stato veramente contento, contentissimo di questo gesto e un sacerdote vicino a lui, un amico veramente vicino a lui l’ha voluto presentare in questo modo al Signore. Ma viviamo veramente con fede quello che stiamo celebrando, stiamo celebrando l’Eucarestia, in suffragio del nostro del nostro fratello Giulio, ma l’Eucarestia è anche la nostra celebrazione, la celebrazione che dobbiamo sentire dentro di noi perché la Messa è nostra, nostra di viventi ma che noi pensiamo a questi nostri fratelli che sono nel mondo della verità, e per questo noi volgiamo incoraggiarci gli uni gli altri. Dario, ti saremo sempre vicini a te, ai tuoi figli, ti saremo sempre amici e sopratutto rafforzandoti in questo amore che noi abbiamo verso di te con tutti i nostri amici della clinica ch ti hanno raccomandato in questo momento di starti vicino e spero che Don Carlo, Don Antonio che sono venuti ad onorare ecco questo nostro fratello, tuo  padre Giulio, ti sono veramente nel cuore e ti volgiamo portare con se e anche nella preghiera ogni giorno. Grazie Giulio, grazie di averci veramente dato esempio e speriamo di saperne cogliere veramente i momenti più salienti della nostra vita e per il nostro cammino.”

Anche Don Antonio Punzo, parroco emerito di sant’Erasmo, ha voluto ricordare l’episodio che lo ha permesso di poter diventare un bravo sacerdote: ” Questo è stato il compito del dott. Colella che era amico di mio padre e al quale mio padre era andato dopo che avevo conseguito la maturità classica qui la liceo Vitruvio, era andato, questo qui è il primo figlio, sto aspettando da una  vita e sta pensando alla scelta di farsi sacerdote. Non era molto propenso al che il compito provvidenziale di Giulio Colella che ha detto: Aurelio, oggi quelli che si fanno preti riescono poi ad essere di aiuto alla famiglia, poi con questo e con parole simili che adesso non ricordo, fece in modo che mio padre si convincesse e dare il suo consenso. Allora si diventava maggiorenni a 21 anni, io ne avevo 19, ci voleva il consenso del papà, e questo episodio nascosto, umile, ha influito sul fatto che adesso io potessi ringraziare il Signore per il grande dono della vocazione sacerdotale, merito suo, merito del Signore che si è servito di lui allora io ho voluto essere presente e dare cenno, un saluto al caro Giulio con il quale abbiamo conservato una amicizia prolungata nel tempo grazie anche alla sua bella umanità socievole, comunicativa, ottimista, che gli permetteva di poter superare, come ha detto p. Mario, tutte le difficoltà e le prove che gli si frapponevano, anima privilegiata che lascia un buon ricordo di sé e  al quale va il nostro suffragio e la nostra preghiera nel momento in cui il Signore lo chiama  a comparire davanti a lui.”

 

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