Le norme di contenimento anti Covid lo hanno sconsigliato, ma comunque  la città di Formia non ha voluto mancare per l’ultimo saluto ad un suo figlio naturale, quell’Alberto Rossini uomo che ha servito la sua città attraverso il lavoro di funzionario comunale, ma sopratutto come uomo di sport in quanto per un periodo presidente del quel Formia Calcio 1905 nato dalle ceneri di due società che si sono unite per fra fronte ai costi che il calcio moderno richiede sempre di più, in un periodo dove il titolo era nelle mani del Comune di Formia, dove un ragazzo della rosa aveva avuto un gravissimo incidente che lo ha tenuto tra la vita e la morte, Andrea Scipione (oggi sta bene e collabora con la società). Nell’ultimo periodo era stato di quella società il vicepresidente – Falco l’anno scorso ha preso le redini, ma solo per un anno –  mentre negli ultimi mesi ha abbandonato il ruolo dirigenziale per fare il tifoso a tempo pieno. Un uomo che ha amato la musica – un tempo che fu era stato un componente del complesso bandistico cittadino “Umberto Scipione – e solo il virus ha tenuto la banda lontano dal sagrato della chiesa di San Giovanni, dove circa un’ottantina di persone, una rappresentanza di tifosi, colleghi e amici sono accorsi per rendere l’ultimo e doveroso saluto all’amico Alberto. Arrivato il feretro alle 10,30, accolto dal parroco Don Mariano Parisella e dal sindaco Paola Villa in qualità di primo cittadino, la famiglia con qualche parente stretto si sono recati all’interno della chiesa parrocchiale. Don Mariano Parisella, nella sua omelia, ha rivolto parole di conforto, ricordando che la misericordia di Dio è quella che ci mette davanti alla luce del Cristo Risorto che ha accolto tra le sua braccia amorose lo spirito di un uomo buono e generoso, che tanto ha dato alla sua comunità cittadina. Dopo di che, uscito di nuovo il feretro, l’omaggio dei suoi concittadini con un lungo e fragoroso applauso per dirgli grazie, un grazie sincero ad Alberto che con la sua scomparsa lascia una moglie e tre figli che avranno il conforto in questi giorni di amici e parenti. La benedizione finale impartita dal parroco di san Giovanni ha messo il sigillo conclusivo ad una celebrazione di addio, o meglio ad un arrivederci in quel paradiso guadagnato da quest’uomo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui