L’onestà una sola (o sòla?…) è

Il voto (s)fascista – inteso come sfascio del sistema + “qualche” voto della destra che fu – condanna la politica alla pena di morte. Rotola giù la testa di una “democrazia di “sinistra”” menefreghista, ladra e ottusa, mentre se la ride il boia – antipolitico d’eccellenza -, gridando a squarciagola “onestà, onestà!”. Siamo nel bel mezzo di un film dal titolo “Ritorno al passato”, da non confondere con il celeberrimo “Ritorno al futuro”, differenza non di poco conto. E se tanto mi dà tanto, ho il timore che chi festeggia oggi non si renda conto di quanto il nostro Paese sia diventato vulnerabile. “Onestà, onestà!” la urla chi ha votato Berlusconi e Alemanno fino a ieri, di conseguenza Previti, e – di conseguenza oltre la conseguenza – chi ha collaborato con loro (omettendo, guarda caso, tale incarico sul suo curriculum…). L‘antipolitica è pericolosa; lo è per tantissimi motivi, ma soprattutto perché mette dentro un’accozzaglia di persone e di simboli – anche se non si vedono – che la parola onestà la lasciano, spesso, “distrattamente” in cantina. Già, è vero, in Italia lonestà la devono sempre avere gli altri, mentre a noi, di mettere la macchina in doppia fila o non fare fattura e scontrino, è consentito. Una strana concezione di onestà, no? La Rivoluzione è un’altra, non questa, purtroppo. La Rivoluzione ha dentro la stessa gente, le stesse idee, ma soprattutto un’unica onestà, che è universale. Io, personalmente, non avrei “rincorso” Roma dopo le vicende ASL di Civitavecchia (il silenzio di Grillo, sotto questo punto di vista, è stato imbarazzante…). Avrei, invece, fatto un passo indietro – quello sì che sarebbe stato un messaggio positivamente devastante! – riflettendo profondamente sul concetto di onestà che il “mio” Movimento, quotidianamente, predica. Ma lo so, la presa della Bastiglia – ops!, del Campidoglio.. – era occasione troppo ghiotta da lasciarsi sfuggire. E quindi: a fare in culo (VaffaDay docet) qualche “piccola dimenticanza”, a fare in culo chi critica o vuole semplicemente dire la sua, a fare in culo chi ha chiesto spiegazioni, a fare in culo tutto – e tutti – quando soltanto NOI siamo belli, bravi e puri! Detto ciò, staremo a vedere se ci saranno – nel prossimo futuro – altri “microscopici “omissis”” o corsie preferenziali per parenti, amici e amici degli amici. Nel frattempo, godiamoci i raggi (per chi vuole, Raggi) di sole “accorsi” oggi sulla Capitale e pure l‘elezione di Clemente Mastella a Benevento (…), nella viva speranza che, un giorno – magari non troppo lontano -, ritorni a farci compagnia la politica, quella vera. A propos, lasciate Pertini e Berlinguer riposare in pace, please. “Onestà!”, certo, ma mai dimenticare che è impossibile averne diverse. Lonestà una sola (o sòla?…) è.

Riccardo Sanna

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