L’omelia di padre Mario Corvino nella Chiesa di Santa Teresa d’Avila per il 25 aprile

Musicante Banda
Musicante Banda
Musicanti banda
Musicanti banda
P. Mario Corvino
P. Mario Corvino
P. Mario Corvino
P. Mario Corvino
Partecipanti cerimonia
Partecipanti cerimonia
Polizia locale
Polizia locale
Stendardi
Stendardi
Stendardo del Comune di Formia
Stendardo del Comune di Formia
Stendardo Nastro Azzurro
Stendardo Nastro Azzurro
Uscita dalla Chiesa
Uscita dalla Chiesa

Il 25 aprile, Festa dell’Evangelista Marco, è anche la ricorrenza della Liberazione della tirannia Nazi-fascista in Italia dopo cinque anni di guerra sanguinosa che non hanno risparmiato nulla al nostro paese: morte, distruzione, crimini di ogni genere, ed altro. Ecco perciò il senso di rendere culto al Signore per questa ricorrenza partendo dal ricordo di un evangelista che ha scritto la buona novella per annunciare la venuta del Signore tra noi, portandoci la libertà. E le parole del celebrante p. Mario Corvino ci invitano alla speranza: “Oggi la Chiesa è in festa e vogliamo celebrare soprattutto la festa di San Marco Evangelista, un santo dei catecumeni, un santo di coloro che vengono accompagnati nell’approfondimento della fede passo passo con una certa pazienza, finché non riescono a veramente a maturare dentro di se quella fede nel Signore risorto. Certamente oggi San Marco ci vuole anche spronare a vivere questa giornata con una  certa distensione e con un amore gioioso, in quanto Gesù ha chiamato tutti i popoli attraverso la predicazione degli evangelisti, degli apostoli, e oggi della Chiesa per proclamare la gloria di Dio nella resurrezione del suo figlio Gesù. E ha dato a loro anche dei segni significativi quali sono quelli che hanno ascoltato dal vangelo: nel mio nome scacceranno i demoni, prenderanno in mano i serpenti, se berranno il veleno non  recherà loro danno, imporranno le mani agli ammalati e questi guariranno. Ecco, la Chiesa continua nel mondo a dare questa manifestazione d’amore soprattutto verso i più poveri, verso gli emarginati, verso gli ammalati. verso le categorie più inermi che sono tra noi.” Questo è il messaggio che ci ha trasmesso p. Mario della ricorrenza del santo, continuando poi a trattare la giornata di oggi dedicata alla Liberazione: “Oggi è anche la festa della Liberazione, noi dobbiamo veramente liberarci da tutte quelle cose che possono essere per noi pesanti per il cammino della nostra vita, dobbiamo liberarci da tutte le idee che forse noi non riusciamo mai a vivere la vera libertà di figli di Dio e questo è vero, perché ognuno di noi cammina secondo il proprio ideale con quella convinzione che fa sempre bene, ma soprattutto oggi e non per fare polemiche, ma per tenerci a quelle che sono le idee di Papa Francesco, e certamente anche dei nostri politici, come quello dell’accoglienza, di dare veramente a tanti nostri fratelli ciò che è necessario e probabilmente noi ci lamentiamo, ci lamentiamo perché forse vediamo un pò di disordine in tutto quello che ci sta girando intorno. Allora liberiamoci da queste idee, accogliamo veramente come Cristo Gesù ci ha insegnato, accogliamo questi nostri fratelli come Cristo ha accolto e accoglie non soltanto nella nostra realtà umana che viviamo nella vita, se saremo capaci veramente di cambiare in noi qualche cosa certamente saremo veramente uomini nuovi per una società nuova.” dopo queste parole è proseguita la santa Messa con tutta la liturgia dedicata al santo fino al termine per andare poi verso piazza Vittoria per deporre la corona ai caduti di tutte le guerre e per il ricordo delle vittime civile della Seconda Guerra Mondiale.

 

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