L’omelia di Padre Antonio Rungi dedicata a Suor Ave Cardillo, superiora delle Suore Pallottine di Formia

Chiesa di Santa Teresa
Bambinello
Presbiterio
Concelebranti
Lettore
P. Mario
P. Antonio durante l’omelia
Lettrice
Presentazione offerte
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Offerta del Corpo di Cristo
Distribuzione eucarestia
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Persone presenti

 

Dopo sette giorni si sente ancora la scomparsa di suor Ave Cardillo, la madre superiora dell’Istituto Santa Maria di Formia, dove per tanti anni ha insegnato con amore e dedizione ai tanti bambini che nel corso della vita di questo istituto si sono avvicendati. E padre Antonio Rungi, che ha presieduto la concelebrazione eucaristica  tenutasi nella chiesa parrocchiale di Santa Teresa D’Avila a Formia, ha messo in risalto la figura amorevole di questa suora. Le parole di p. Antonio Rungi sono state queste:

“Sia lodato Gesù Cristo!

Un  grazie sentito a Don Carlo che mi permette di celebrare questa santa Eucarestia in suffragio di Suor Ave, a presiederla pure. Saluto p. Mario e Don Francesco, saluto le suore pallottine di Formia che seguo da oltre 5/6 anni, da quando sono a Itri. L’ho seguita anche nella sua vita spirituale interiore la carissima suor Ave. Saluto gli studenti, gli alunni di Suor Ave che sono qui presenti, le professoresse, gli insegnanti, il personale ATA, specialmente saluto tutta la parrocchia di Santa Teresa e della Madonna del Carmine che questa sera si ritrova a distanza di sette giorni per ricordare nuovamente questa religiosa, e lo facciamo in un giorno particolarmente bello da un punto di vista liturgico. Oggi ricordiamo i Santi Innocenti Martiri. Avete ascoltato il testo del Vangelo che ci riporta a questo momento drammatico della nascita di Gesù, Gesù viene salvato ma altri bambini danno la vita per lui. Erode, il massacratore di bambini in questo caso, appare come l’uccisore degli Innocenti. Una prima idea, una  prima immagine mentre ascoltavo la parola di Dio è questa qui. Suor Ave è stata vicino ai bambini da sempre, è stata insegnante, ha curato sempre i bambini con una maternità, soprattutto da docente, era orgogliosa di svolgere la sua missione. Un  po’ tutte le suore pallottine e tutti gli istituti di vita consacrata che hanno questa finalità, nel loro carisma sono vicino ai bambini per farli crescere in sapienza e santità di vita. E possiamo dire anche attraverso le varie testimonianze che stiamo ricevendo su suor Ave effettivamente è stata una religiosa che con il cuore di san Vincenzo Pallotti è stata vicino all’infanzia, ha fatto crescere, ha dato gli imput necessari perché in questo mondo, in questa nostra realtà potevano essere realmente esemplari non soltanto da un punto di vista culturale ma anche e soprattutto spirituale, la ringraziamo per questo servizio che ha svolto vicino ai bambini educandoli, formandoli, vivendo l’esperienza di una maternità spirituale che ben emerge della sua personalità e quindi la volgiamo ringraziare per questo aspetto. La prima lettura di oggi è molto bella, ci fa toccare con mano il senso del Natale che stiamo celebrando tutti quanti, fratelli cari. Il Natale è la festa della luce, godiamo della luce di Dio. Non a caso vedete, nella devozione, nel culto popolare, verso i defunti c’è questo termine della luce eterna. Suor Ave gode della luce di Dio per sempre: “L’eterno riposo dona a loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua”. Non è la luce soltanto che abbiamo al cimitero, perché l’accendiamo vicino alle tombe dei nostri cari  ed è bene che si conservi anche questa bella tradizione, ma soprattutto la luce della fede, dell’amore, della speranza. E tutti i battezzati hanno questa possibilità d godere per sempre della luce di Dio, quando lasciano questa terra incontrano il volto misericordioso di Nostro Signore Gesù Cristo. Sapete per i santi come è definito il giorno dalla notte, Don Carlo è un grande esperto di queste cose, si chiama “Dies Natalis”, il giorno della nascita. Non è la nascita temporale che compie davanti a dio, ma quella eterna, quella che ci mette a contatto con Dio per sempre. E questo Dies Natalis, si chiami transito, i santi passano da un mondo ad un altro mondo, quello eterno, dalla realtà terrena alla realtà eterna. Questa luce eterna della misericordia di Dio Suor Ave penso la stia godendo da giovedì scorso, quando la notizia è giunta anche qui, in questa comunità e voi avete celebrato per primi la santa Messa di Suffragio. Poi siamo stati il giorno dopo a Roma per fare la celebrazione delle esequie con la madre generale, la madre provinciale e con tante religiose e con tante persone, i parenti di Suor Ave, tante persone che sono vicine a questa religiosa e ci rammentano non soltanto la sua santità, ma anche la sua umanità, il suo essere per gli altri, il suo essere per la comunità, era la madre superiora della comunità, aveva una responsabilità anche importante, e sapete le Pallottine qui vicino la Chiesa di Santa Teresa qui a pochi metri a Via Lavanga rappresenta anche un  riferimento importante per la cultura di questa città, per la vita di questa città. Per cui aver perso una religiosa, e per noi religiosi che stiamo sempre più in debito con i numeri, dalla gesta prestata a 72 anni, è una perdita gravissima che ha lasciato nel nostro cuore tanto vuoto e tanta sofferenza, come in ciascuno di voi. Ma noi stiamo qui anche conoscendo il carattere, la generosità, la semplicità di questa suora, siamo qui per rendergli a Lui, per rendergli grazie, e lo facciamo nel modo più semplice, un modo per dirgli grazie alle persone che passano l’eternità nella preghiera, nella messa, nella Santa Comunione. Non dimenticate Suor Ave, si faranno anche qualche memoria scritta, qualche testimonianza, saggie libri importanti che testimoniano questa presenza significativa di Suor Ave in questa realtà come in altre comunità della congregazione, avendo modo di ricordare coloro che ci hanno preceduto nella gloria del cielo, e lo stile di virtù, la carità, la semplicità, l’essere consacrati, l’essere religiosi, per il bene dei fratelli. E suor Ave ha fatto questo, anche nella sua fragilità. Ricordo ogni 15 giorni, lo dicevo anche nel discorso quando abbiamo fatto i funerali a Roma, come si preoccupava quando passavano uno – due giorni, che le suore non  si confessavano. E passando 15 giorni – P. Antonio, mi raccomando – ecco non facciamo andare oltre. Il valore della confessione, il sacramento della penitenza, un poco sentita questa penitenza, questo sacramento che pure è fondamentale perché come avete ascoltato, chi pensa che chi è senza peccato è un bugiardo, perché dice la falsità. Noi tutti siamo peccatori perché quando celebriamo l’Eucarestia, il primo pensiero va anche alle anime del Purgatorio, a coloro che si stanno purificando perché vogliono vedere il Signore quanto prima, lo voglio incontrare nella luce eterna. Questa sera vi invito a fare la Santa Comunione per suor Ave mentre tutti quanti noi celebriamo e ricordiamo tanti altri defunti, perché è bello ritrovarsi insieme, non soltanto intorno alla gioia del Natale, ma anche intorno alla gioia di sapere che in Paradiso oggi c’è qualcuno in più che guarda da lassù ognuno di voi, vi protegge e protegge soprattutto la comunità delle pallottine di Formia, alle sorelle qui presenti perché so che avete perso una grande suora. Non vi scoraggiate perché il Signore, anche attraverso questa prova della perdita di una religiosa, non vi abbandona e vi sarà vicino. Da lassù potrà fare molto di più di quanto ha fatto qui su questa terra.

Sia lodato Gesù Cristo!”

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