L’Omelia di Mons. Vari nella Messa in suffragio per la superiora dell’Istituto Santa Maria Suor Ave Cardillo

Mons. Vari
Mons. Vari

Era un sogno questa messa per la superiore dell’Istituto Santa Maria gestita dalle Suore Pallottine della comunità di Formia, un sogno che in questa occasione si è concretizzato. Ecco il testo dell’omelia di Mons. Vari: “Ecco, soltanto una cosa voglio dire. Intanto era il sogno di suor Ave, dire la messa insieme, e adesso lo stiamo realizzando questo sogno e noi, siccome siamo discepoli di Gesù, sappiamo una cosa, che Lui è presente in mezzo a noi, solo come ricordo, perché noi con il Battesimo riceviamo una vita che è più forte della morte. Però pensiamo una cosa, una cosa voglio lasciare stasera. Questa cosa qui. La storia che abbiamo ascoltato di Davide e di Gionata, Gionata è amico di Davide e prega suo padre perché salvi il suo amico Davide. Forse l’avere ascoltata questa storia, cioè la storia dell’amico che prega per un altro amico. Allora penso una cosa: che quando succedono queste cose che ci lasciano tristi, penso, non è una cosa come si dava tristezza, quando succedono queste cose che ci lasciano tristi, tristissime, succede che noi ne parliamo fra noi, e diciamo un sacco di cose, di parole, ci diceva la madre che tante volte, perché. Adesso è giusto così che succede. Quello che adesso ci serve è parlare con Dio. E sapere come fa Gionata a salvare la vita del suo amico Davide? Dice a Saul; guarda Davide quante belle cose ha fatto, guarda Davide quante cose buone ha detto. E Saul, che era cattivo, si commuove. Noi non parliamo con uno cattivo, Dio non è cattivo, e allora ci mettiamo qui e parliamo a lui di Suor Ave, e di Suor Ave si parla stasera. Noi conosciamo tante persone che ci parlano nel cuore, e qui le diciamo a Dio, suor Ave, queste cose belle ha fatto e ha detto. E gliele mettiamo nelle sue mani, chiedendo per lui quello che Gionata chiede per Davide, Gionata chiede per Davide che gli salvi la vita. Noi diciamo a Dio, dona alla nostra sorella Ave la vita. E’ c’è una cosa in più, che non solo noi parliamo a Dio di lei, ma pure lei fa da Gionata verso di noi perché lei sta parlando di noi, parla di quando l’ho conosciuta, ma parla del suo coro, era orgogliosa di questo coro, e poi è andato pure in televisione, mi sembra a rai 1, poi mi raccontava di questo, poi mi raccontava del fatto delle lavagne e la scuola, l’inglese, c’era pure l’insegnante di inglese. E Dio gli starà a dire: suor Ave, ho capito. Perché gli starà raccontando tutte queste cose, soprattutto gli starà raccontando di tutte le persone che lei nella sua vita ha conosciuto e lei quelle ha voluto bene. Allora questa cosa io penso, sapete quale è la cosa più triste, la cosa tristissima che noi ci esse consapevole mdi non avere nessun amico per cui pensare. Questa sarebbe la cosa tristissima, sapete cosa significa essere più forti della morte? Forse io credo che ogni giorno nel mio cuore entri un amico per cui pregare, un  amico per cui dire: ma tu lo sai quante cose belle ha fatto questo mio amico, Signore? E un domani poter dire: guarda questi amici, di ognuno ti posso raccontare una cosa bella. Allora facciamo questa cosa tutti oggi: noi preghiamo per suor Ave, scrivi che lei sta pregando per noi. Allora andiamo avanti nella nostra preghiera, preghiamo per le suore, perché è una famiglia. In somma loro si sentono ferite, questa perdita è sempre dolorosa, vero, è sempre la cosa molto triste, però noi dobbiamo essere più forti di questa tristezza.” Un pensiero che è stato condiviso da tutti i presenti che stavano li per pregare e ricordare la madre dell’istituto Santa Maria di Formia.

 

 

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