L’Omelia di Mons. Vari nella Messa per la Giornata della Marina nella cappella di Santa Maria de Soledad a Gaeta

Cappella Santa Maria de Soledad
Persone presenti
Consacrazione
Mons Luigi Vari
Lapide Chiesa Santa Maria de Soledad

Il clou della festa della Marina è stata la messa celebrata dall’Arcivescovo di Gaeta Mons. Luigi Vari, che commentando le letture del vangelo ha detto delle parole importanti per collegare le stesse letture all’occasione della festa:

“Solo una parola, una parola è questa qui tratta dal libro della Genesi con quanto raccontato che non è un  affresco, non è una cronaca, non è un articolo di giornale per descrivere quello che è accaduto, ma una riflessione sulle cose. Il fatto su questa grande riflessione su cosa è il male. Il male viene avvertito come qualcosa che ti fa dimenticare di essere un uomo, di fondere la tu umanità, allora abbiamo questa immagine, questo disegno del primo uomo Adamo che si mette in un cespuglio  e non vuole affrontare le responsabilità come uomo. La prima domanda che risuona dalla Bibbia è questa: uomo dove sei? Egli gli ha risposto: mi sono nascosto. Ecco, questa domanda ripropone tutti i temi della storia, e non da oggi noi qualche volta dell’uomo che affronta tanti episodi ci chiediamo: ma dove sta l’umanità, dove sono andati a finire come uomini, e credo che in questo la Marina, avendo a che fare anche con tutte queste persone che si trovano nell’inferno, e avremo una terra, una speranza, chissà quante volte tenti quotidiani si saranno chiesti, dove sta l’uomo, dove siamo andati a finire come umanità? Allora, ecco anche un po’ questa preghiera che nasce da queste letture e intanto renderci marinaio è un uomo, è uno che non importa nemmeno della propria umanità e la confonde e non ne ha paura, il secondo è anche una preghiera che le nostre vite, sa sempre u a vita nella quale non ci sentiamo più soli, in uno nell’altro abbiamo mai nelle pieghe della spalla, ma persone che possono sempre guardare in faccia con sincerità l’altro, senza mai doversi vergognare o che magari sia venuta meno la propria identità. Credo che la cosa più bella che dobbiamo chiedere al Signore che non ci avvenga e che qualcuno ti dica non per rabbia, ma magari riflettere sui certi nostri comportamenti che qualcuno che ci dica: ma tu sei un uomo? Si, ecco cristianamente dobbiamo con queste azioni nessuno che ci dica eroi e che qualcuno qualche volta che viene subito la forza per ricordare in noi. Adesso chiediamo la nostra preghiera che facciamo anche per i marinai, soprattutto quelli che hanno perso la vita, un gioire proprio per mancanza del Vangelo: le guerre, le distruzioni, le differenze del bene e del male, anche con questo fare, magari hanno sacrificato la vita, finiresti la. Questi qua, posso ricordare, sono da ricordare, sono i nostri eroi dobbiamo guardare soprattutto negli occhi, ci affidiamo a Maria, c’è qui anche l’ideatore del restauro di questa cappella, che deve andare a supportare, ricordiamo che questo luogo qui, questa isola sia per tutti, sia per la Marina ma  anche per tanti che possono, come lo è un momento di silenzio, di riflessione, per ricuperare un po’ della vita.”

 

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