L’Omelia di Don Carlo lembo per la Banda U. Scipione in occasione di Santa Cecilia

Consegna doni banda
Don Carlo Lembo
Offertorio

La solennità di Cristo re ha coinciso anche con i festeggiamenti della Banda U. Scipione di Formia in occasione di Santa Cecilia, la patrona dei musicisti. La Banda U.Scipione, diretta da Filippo Di Maio, prima di eseguire il concerto per le vie della città, ha voluto omaggiare il Signore. Ecco l’omelia del Parroco della Parrocchia del Carmine Don Carlo Lembo: “Celebriamo oggi la solennità della regalità di Cristo sull’universo e il Vangelo ci pone davanti un immagine che sembra assai distante dall’immagine della Regalità. Celebriamo un Re che sta sulla croce e lo celebriamo in tale maniera insultato da tutti coloro che gli stavano intorno. Dice il Vangelo di Luca che tutto il popolo sta a guardare questo spettacolo, tutti guardano Gesù sulla croce, il Crocifisso. Però nessuno sembra si accorga che quello che sta sulla croce è un re. I sommi sacerdoti gli dicono: salva te stesso  se sei veramente il Figlio di Dio,  e i soldati gli dicono: salva te stesso se tu sei il Re dei Giudei. L’altro ladrone gli dice: salva te stesso se sei quello che dici di essere. Poiché è impensabile che ci sia un re che non riesca a salvare se stesso. La regalità che siccome la intendiamo non è l’esercizio di un potere su tutti e su tutto. E questo potere ha come prima conseguenza quello di salvare se stesso . Quando c’è una rivoluzione in genere il Re non è il primo a cadere, forse è l’ultimo perchè è il primo a scappare tante volte, quando c’era il periodo monarchico e spero che non ci sia nessun monarchico qua, il re era già scappato bello e lontano da Roma quando Roma era occupata, era andato giù, e che in genere il re salva se stesso, in genere. Questo re invece sembra che se stesso non voglia salvarsi, sembra che non voglia  fare nulla per scendere da quella croce, tutti glielo chiedono, tutti glielo dicono: salva te stesso e capiamo alla fine perché. Lo dice il ladrone, il più sincero di tutti, l’altro: salva te stesso e anche noi, perché se tu scendi dalla croce fai sedere anche noi, perché su quella croce non vogliamo stare, su quella croce noi viviamo una pesantezza terribile, dobbiamo il lamento grande della nostra esistenza. E allora se tu scendi dalla croce, farai scendere dalla croce anche noi. Perché questo è il  motivo autentico di questa domanda che facciamo al Signore noi da quella croce. L’unico però che si accorge che lì su quella croce c’è un Re e l’altro ladrone, il quale non gli dice do salvare se stesso, non gli dice di farlo scendere da quella croce. Lui sta lì giustamente perché ha fatto il male, ed è condannato giustamente. Però dice a quel Re di ricordarsi di lui quando sarà nel suo regno, l’unico che capisce che quello è veramente un Re, egli chiede l’unica cosa sensata da poter chiedere al Signore sulla croce, ricordati di me, ricordati di me quando nel tuo regno mi chiamerai verso di te, ricordati di me quando anche io sto sulla croce con te, non mi lasciare, non mi abbandonare e non stare in silenzio, ricordati di me perché tu mi vuoi bene, e non puoi non ricordarti di me sulla croce, Tu che su quella Croce ci sei rimasto fino alla fine, perché il nostro Re non è un re che scappa, è un re che vive la croce fino alla fine, quando noi stiamo sulla croce, noi abbiamo un re che ci guarda a distanza, abbiamo un re che è inchiodato sulla croce con lui e per noi, per sempre. E allora oggi noi contempliamo questo tipo di regalità, una regalità che è disposta a perdere tutto non per salvare se stesso, ma per salvare solo noi, per portarci insieme con Lui nel suo regno. E allora in questo giorno in cui noi celebriamo questo, celebriamo anche un altro evento bello per questa città, per questa comunità parrocchiale, che ha la banda come amica, perché tutte le parrocchia di Formia peso abbiano la banda come amica, visto che voi animate momenti belli della nostra vita, quali sono le processioni dei santi Patroni, e lo facciamo in prossimità della festività di santa cecilia. Santa Cecilia è la protettrice dei musicisti, di coloro che cantano, di coloro che suonano, di coloro che amano la musica, e noi vi ringraziamo per il servizio che voi fate non solo per la città di Formia, ma anche per le parrocchie che vivono, agiscono nella città di Formia, vi ringraziamo per la disponibilità che voi manifestate perchè ci accompagnate pr vivere momenti belli della nostra religiosità, momenti in cui il suono della vostra banda ci aiuta a pregare. E vi affidiamo veramente all’intercessione di Santa Cecilia perché possiate crescere sempre di più e possiate avere intorno a voi persone che amano la musica e possiate sempre essere amati da questa città che vi deve tanto, dal maestro e da tutti coloro che suonano e si impregnano nella banda e tutti coloro che agiscono intorno alla banda. Possa il Signore misericordioso, un Re strano, perché un Re sulla croce è strano, ma possa il Signore misericordioso, un Re che ama fino alla fine, sostenervi nel vostro impegno e Santa Cecilia possa sempre intercedere per voi.”

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