P. Mario Corvino – foto di Pietro Zangrillo
Omelia di P. Mario Corvino del 24 luglio 2022 – registrazione di Pietro Zangrillo

In questa domenica, la diciassettesima del tempo ordinario, il tema che la Chiesa affronta è quello del Padre, il Padre nostro come preghiera importante per acquisire la fiducia del padre che ama, eppure il Padre non è stato così benevolo con Sodoma e Gomorra, distrutta dopo che lo stesso Abramo ha implorato misericordia per i suoi cittadini, colpevoli di comportarsi in modo perverso. In sintesi è il pensiero espresso nella omelia da p. Mario Corvino nella chiesa parrocchiale di Santa Teresa d’ Avila in Formia: “Abbiamo ascoltato un bellissimo episodio nell’Antico Testamento ma anzi è una preghiera che Abramo fa al Signore a favore del popolo ebraico, soprattutto per le città di Sodoma e Gomorra, dove egli vede grandi vizi, grandi perversioni, e soprattutto immoralità che c’era in quelle due città che era troppo grande. Ed era troppo grande il peccato per cui Dio voleva condannare e ha condannato queste due città alla distruzione. Certamente egli ha trovato anche un uomo giusto, come abbiamo ascoltato in questa lunga preghiera che il Signore ha ascoltato da Abramo. E allora questa preghiera è stata veramente una preghiera non tanto per se, egoistica, ma è stata una preghiera perché Dio avesse pietà almeno di poche persone che erano giuste. Ebbene, noi sappiamo che Dio è amore, Dio è padre, così ce lo ha presentato Cristo Gesù nel Vangelo. E per questo Egli ha inviato il Signore, come abbiamo ascoltato anche nella seconda lettura, con Lui siamo stati sepolti nel Battesimo in quell’acqua in cui Egli ci ha rigenerato per farci risorgere alla vita nuova. E quindi, come nuove creature, noi possiamo rivolgere al Padre la preghiera che egli ci ha insegnato, e ci ha presentato non un Padre che era un despota, un padre cattivo, un padre che castiga, un padre che magari noi possiamo pensare che fa venire le malattie. No, Gesù ci ha presentato Dio come Padre, e il padre, penso, ama i suoi figli, non i figli amano il padre. E’ il padre che ama i suoi figli, e noi dobbiamo farci amare proprio perché siamo figli di Dio nel Battesimo, rigenerati nella grazia nel nome di Cristo Gesù e nello Spirito Santo. Allora, carissimi fratelli, si è vero, noi viviamo in una situazione molto ambigua, forse abbiamo raggiunto veramente il massimo della perversione, come d’altra parte Abramo aveva visto nel popolo ebraico. Per questo egli dice questa bellissima preghiera, se ci sono cento giusti, se ci sono novantanove giusti, se ci sono cinquanta giusti, quaranta, ecc., e tu come Padre puoi mai distruggere questo popolo? E allora ecco che il Signore si comporta veramente come Padre. In questa società, purtroppo, ci sono tanti giusti, tante persone che stanno fermando veramente la mano di Dio, perché oggi ci troviamo come ai tempi di Sodoma e Gomorra, una società veramente pervertita. Si, ci sono persone che sono coscienti di quello che hanno nella vita e pensano che questo padre non solo si comporta con bontà, nella massima misericordia verso il suo popolo, ma ci sono anche persone che d’altra parte distruggono questa società, e noi pensiamo a tante famiglie che vogliono che i figli si divertano, che i figli pigliano altre strade, ma questa società sta costruendo veramente la tomba di questi figli. In che senso? Sta costruendo città terapeutiche per disintossicare dalla droga i ragazzi, per disintossicare dall’alcol questi ragazzi, ci sono case di educazione per tanti ragazzi che hanno preso altre strade. Carissimi, questo dipende soprattutto da noi, da noi più grandi, noi dobbiamo essere di esempio a questi, noi dobbiamo presentare veramente a questi giovani il volto del Padre, quel Padre misericordioso, quel Padre che ci ama, quel Padre che ci perdona. Allora la preghiera che abbiamo ascoltato nel Vangelo, nel Padre Nostro, non è una preghiera da recitare, ma è una preghiera da vivere e questo è molto, molto difficile. Vivere la preghiera, non basta dire Padre Nostro che sei nei cieli. No, la preghiera bisogna viverla, dobbiamo mostrare noi il volto di Dio agli altri, il volto della carità, non dobbiamo condannare le persone, non dobbiamo dire ecco perché non ammazzano quelle persone che magari seminano il male. No, questo no, dobbiamo semplicemente pregare il Signore che libera queste persone dalla malvagità che si è venuta a diradare su questa terra, dobbiamo far si che tutti ci convertiamo perché Cristo è morto per tutti, non è morto solo per noi che veniamo nella Chiesa, ma è morto soprattutto per i peccatori, per chiamare i peccatori alla conversione, e i peccatori alla conversione li dobbiamo richiamare noi, mostrando veramente il volto di questo Padre che ci ama.”

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