P. Mario Corvino – foto di Pietro Zangrillo
Omelia di p. Mario Corvino del 9 gennaio – audio di Pietro Zangrillo

La prima domenica dopo l’Epifania è dedicata a quella che viene definita come la festa dell’inizio della vita puibblica di Gesù come predicatore della salvezza di Dio offerta all’uomo. Infatti si tratta del Battesimo, il primo sacramento narrato nei Vangeli, dove Gesù., per iniziare il suo percorso di annunciatore della parola di Dio, deve prima purificarsi, e lo fa come tutti, come un penitente all cospetto di Giovanni Battista, suo cugino, appartenente anche lui al casato del Re Davide, per ricevere quell’unzione di figlio prediletto amato dal Padre. Come vivere questo sacramento? Ce lo dice nella sua omelia, tenuta nella chiesa parrocchiale di Santa Teresa d’Avila in Formia P. Mario Corvino, della Congregazione dei Passionisti: “Oggi festeggiamo il Battesimo di Gesù. Questa festa è collegata, dopo l’Epifania, perché il Signore vuole che noi lo glorifichiamo, ecco, all’inizio della sua vita pubblica, ed è la manifestazione vera proprio di Nostro Signore Gesù Cristo e della sua missione per cui è venuto sulla terra. La prima lettura si addice molto al Battesimo, quando soprattutto nelle parole che abbiamo ascoltato, Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta e la sua colpa è scontata e poi sono perdonati tutti i peccati. Conosciamo la storia di Israele, di questo popolo che spesso, ecco, subiva da Dio il giusto castigo mandandolo nella Terra Promessa, ma poi il Signore si pentiva e lo richiamava di nuovo, appunto, perdonandogli il peccato. Il peccato veramente ci divide da Dio, ci allontana da Dio, ci allontana anche dai nostri fratelli. E questo peccato viene soprattutto perdonato dal Signore e il Signore ha voluto perdonare il peccato alla radice, appunto, facendosi solidale con l’uomo quando nell fiume Giordano ha ricevuto il Battesimo. Dove Lui, ecco, è sceso nelle ac que per santrificare le acque e perché noi, ecco, venissimo lavati in quelle acque dove il peccato originale sarebbe scomparso nel vero senso della parola. Ed allora anche noi abbiamo vissuto questa esperienza, quando i nostri genitori, ecco, si sono presi la responsabilità di farci entrare nella grande famiglia dei figli di Dio, appunto, con il Battesimo. E il Battesimo è uno dei sacramenti principali della nostrea vita, perché proprio nel Battesimo noi abbiamo ricevuto la fede, nel Battesimo noi abbiamo ricevuto questo amore infinito di Dio perdonandoci il peccato. E allora, nella solidarietà che Cristo ha vissuto insieme alle persone, lì nel fiume Giordano, ha voluto porprio donarci, ecco, quel senso di umiltà, quel senso di amore verso l’uomo per dire all’uomo di vivere da veri Figli di Dio e impegnarsi nel cammino della vita, appunto, vivendo il Battesimo. E il Battesimo in che modo si vive innanzitutto? Ce lo ha ricordato anche San Paolo nella seconda lettura, cioè allontanandoci dal peccato e vivendo, ecco, con sobrietà in questo mondo per vivere sostanzialmente il nostro attaccamento a Cristo Gesù che è stato crocifisso per la nostra salvezza ed è li, nel suo sangue, egli ci ha lavato. Noi siamo stati lavati col sangue e dallo Spirito e quindi è lo Spirito Santo che ci spinge veramente a vivere la nostra vita in Cristo Gesù, è lo Spirito Santo che ci ha messi in questa via per la nostra salvezza, facendoci re, sacerdoti e profeti, ecco, per dominare sulla nostra vita e per annunciare Colui che è venuto a portare la nostra salvezza. E allora l’impegno nostro è quello di essere missionari insiame alla Chiesa dove ognuno di noi deve collegarsi bene nella propria situazione che vive, o nelal famiglia o nella Chiesa come sacerdote, come vescovi, come papa, deve sempre annunciare, ecco, l’amore di Dio, questo amore infinito perché ognino di noi, consacrati dallo Spirito Santo, siamo diventati coeredi della gloria di Dio insieme a Cristo Gesù.”

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