P. Mario Corvino – foto di Pietro Zangrillo
Omelia di P. Mario Corvino del 31 maggio 2020

 P. Mario Corvino, nella messa del mattino che ha celebrato nella chiesa parrocchiale di Santa Teresa d’Avila a Formia, nella omelia che ha tenuto ha ricordato l’importanza della Pentecoste come atto iniziale della Chiesa nascente degli apostoli per ‘effusione dello Spirito santo Promesso da gesù prima di ascendere presso Il Padre: “Nel giorno dell’Ascensione abbiamo ascoltato il Signore che diceva ai suoi discepoli. “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a tutte le nazioni, battezzateli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.”Certamente è un comando preciso e deciso che ha dato ai suoi discepoli. Ma i discepoli incominciarono ad avere paura, perché il Signore si era allontanato da loro. Avevano paura perchè? Perché si ricordarono che senza di lui dove dovevano andare, chi crederà alle parole che loro pronunciavano, non avevano ancora la forza dello Spirito Santo. Qualcuno pensava che il Signore aveva detto: “Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi. “Ecco io vi mando in mezzo ai lupi, come pecore in mezzo ai lupi.” Quindi iniziava veramente la paura in questi discepoli, però qualcuno dovette suggerire a loro, probabilmente la Madonna, che ricordò ai discepoli queste parole: “Non vi lascerò orfani, fino alla fine del mondo.” E poi: “Ecco verrà lo Spirito consolatore, lo Spirito della verità, che vi rivelerà la verità tutta intera.” Allora gli apostoli, pensando anche a queste parole, iniziavano a pensare che lo Spirito di Dio poteva dare loro forza, coraggio, per andare nel mondo intero. Ma la paura c’era sempre, perché in mancanza del Signore, Colui che li aveva raccolti, radunati, colui che aveva dato a dodici uomini il nome degli apostoli, e sui cui il Signore puntava, certamente ecco, iniziavano veramente ad aver paura perché uno lo aveva tradito, un altro l’aveva addirittura rinnegato come Pietro, e quindi la paura c’era sempre, dice:  che cosa facciamo?  Ma quando lo Spirito Santo è disceso su di loro, quando il Signore, l’ha detto,  soffiò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo.” Quindi questo Spirito Santo li ha fortificati  fino a che veramente Pietro , uscendo nella piazza di Gerusalemme, disse: “Quel Cristo che voi avete crocifisso, è lo stesso che egli che egli porterà la salvezza in tutto il mondo.” Certamente, ecco,  la paura iniziava veramente a venir meno, quindi Pietro iniziò il suo cammino, il suo cammino di vero apostolo, come pure gli altri  apostoli iniziarono il cammino missionario, andando in tutto il mondo e predicando il Vangelo ad ogni creatura. La Pentecoste non è una stagione che passa, ma è una condizione di vita della Chiesa, quindi noi dobbiamo pensare che la Pentecoste non è finita ai tempi degli Apostoli, ma la Pentecoste pian piano si è veramente dilatata fino ai giorni nostri. Dobbiamo essere noi uomini coraggiosi a portare il Vangelo dappertutto, a portare Cristo dappertutto, a vivere veramente secondo lo Spirito della verità, che lo Spirito di Dio ci rivelerà se noi ci mettiamo in attento ascolto di questo Spirito Santo. E lo Spirito Santo, ecco, ci rivela veramente che Dio è il nostro Padre, che Cristo è il nostro Salvatore  e che lui, come dono del Padre, del Figlio, ecco ci unisce alla Santissima Trinità, e allora facendo parte della famiglia trinitari, noi dobbiamo veramente espletare il nostro compito come Cristo Gesù ha comandato agli apostoli: andiamo. Andiamo con coraggio, andiamo con fiducia,  ma sopratutto abbiamo forza in quello che noi diciamo, cioè dobbiamo essere veramente uomini coraggiosi per affrontare qualsiasi pericolo come d’altra parte hanno fatto i primi martiri. E la Chiesa non ha mai smesso, ecco, di proclamare,  la resurrezione di Cristo, non ha mai smesso che sono in Cristo c’è la salvezza. E questo ci deve incoraggiare, perché un giorno ci troveremo davanti a Lui come giudice e ci dirà: “Venite, benedetti del Padre mio, per voi è il Regno dei Cieli perché mi avete testimoniato con la vostra vita, con le vostre opere e con la vostra saggezza e sapienza.

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