Omelia P. Mario Corvino del 22 gennaio 2021 – registrazione di Pietro Zangrillo

Ricordare la figura di questo sacerdote romano, che 78 anni fa è stato canonizzato in quella piazza san Pietro in Vaticano da un grande papa, a sua volta diventato santo recetntementecome il “papa buono”, ossia san Giovanni XXIII, è sicuramente motivo di grande letizia. Infatti per ricordare ciò che ha fatto questo, almeno per quei tempi. Il san Filippo Neri dell’Ottocento a Roma, Vincenzo Pallotti, p. Mario Corvino, passionista, lo ha paragonato come modello di virtù di santità a san Paolo della Croce. Ecco quello che ha detto il sacerdote per ricordare le virtù eroiche di questo sant’uomo di Dio: “Veramente leggendo su Internet la vita di questo grande santo, veramente si riscopre sempre qualche cosa in più rispetto a quello che manca in noi ancora, e manca moltissimo perché questi santi sono stati straordinari durante la loro epoca, quasi contemporaneo pure al nostro santo fondatore San Paolo della Croce, i quali hannpo veramente centrato tutto quello di cui la società aveva bisogno. Sembra, leggendo queste letture, che la liturgia ci ha messo davanti, sembra che san Vincenzo Pallotti abbia incarnato esattamente quello che sta scritto qua sopra e che egli ha vissuto con una intensità veramente grande. Inanzitutto era veramente una persona, sin da piccolo, uan persona di cui la preghiera era il suo pane quotidiano. La preghiera, la carità, l’amore verso i fratelli, si è contraddistinto veramente in tutte le cose, è stato anche ecco un uomo privilegiato perché il Signore gli ha dato anche la gioia di prevedere profeticamente il suo avvenire. Mentre giocava a a pallone, ecco, si fermò quasi estasiato e si vedeva già sull’altare mentre celebrava la santa messa nella chiesa di san Filippo, ha predetto il pontificato di Giovanni Maria Mastai. Quindi era veramente una grazia di Dio che aveva nella sua vita, è andato incontro a tutte le necessità dei pèoveri, dei sofferenti, ma particolarmente egli aveva una cosa veramente grande nella sua vita, essere un apostolo per tutte le persone, per tutti quanti, sopratutto per coloro che, ecco, erano lontani dalla Chiesa sia spiritualmente e sia moralmente. Anzi egli stesso aveva costituito un Comitato per distruggere, ecco, chi scandalizzava, ecco le sette sataniche, chi scandalizzava le persone. Ha avuto il modo di vivere queste realtà con una certa tragedia interiore, perchè non voleva che gli uomini morissero senza la grazia di Dio oppure si perdessero, era una persona che, ecco, ha avuto veramente le sensibilità particolari per i propri fratelli. E’ stato il fondatore della Società dell’Apèostolato Cattolico, ed è stata veramente una grande realtà pure questa l’apostolato cattolico, che con queste persone che lo hanno seguito ha veramente fatto una missione bellissima nella chiesa, richiamando soprsatutto tutti coloro che erano non solo lontani da Cristo Gesù, dalla chiesa, ma erano veramente persone perdute. E’ stato maestro di vita per quanto rigurda anche la predicazione, gli esercizi spirituali al popolo, le sue missioni che sono state così efficaci al popolo. E’ stata una persona veramente completa, come Dio ecco voleva, ed è stato non solo lui ma tutti quanti. E noi, ecco, dovremmo seguire veramente l’esempio di questo grande santo. Dobbiamo crescere come lui nell’amore verso il prossimo, l’abbiamo sentito nella seconda lettura, che quelle sono le virtù la quale la virtù più grande è l’amore, l’amore che ha origine da Dio, e che lui ogni giorno ci comunica questo amore, l’amore noi dobbiamo saperlo vivere non solo in noi ma anche nei nostri fratelli, e allora ci riconosceranno che siamo veramente uomini di Dio, uomini che sono coraggiosi come san Vincenzo Pallotti di fronte a tutte le difficoltà, di fronte alle minacce, di fronte a tante calamità che vi erano in quei tempi. E allora, ecco, carissime consorelle, noi apprezziamo molto la vita di san Vincenzo Pallotti, e allora dobbiamo far si che questa vita si incarni in noi ma in tutte le persone, a chi appartiene e chi non appartiene alla congregazione dei Pallottini e delle Pallottine ma tutti quanti dovremmo incarnare veramente questo spirito che san Vincenzo Pallotti ne ha dato l’esermpio. E allora chiediamo a lui la gioia di vivere veramente questo carisma, cher lui ha avuto non solo per gli altri, ma l’avuto sopratutto per i lontani dalla Chiesa, dal mondo cattolico e che lui voleva che tutti si salvassero. E’ questo il desiderio che dobbiamo avere anche noi nella nostra vita per vincere l’amore anche in quei fratelli che sono lontani dalla Chiesa.”

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