P. Mario Corvino – foto di Pietro Zangrillo
Omelia p. Mario Corvino – audio di Pietro Zangrillo

Geremia ai suoi tempi è stato un testimone della Parola del Signore scomodo, un vero censore della morale religiosa del suo popolo, pagando con mortificazioni il suo compito di annunciare ai suoi compatrioti il ritorno alla via del Signore, ritornado a pregare come anche Gesù, prima di predicare, si raccoglieva in rpeghiera restando in disparte e lo diceva anche ai suoi discepoli. Questo è stato il succo dell’omelia di p, Mario Corvino nella messa celebrata nella chiesa parrocchiale di Santa Teresa d’Avila a Formia: “Nella prima lettura Geremia, che era un profeta molto attento, sia per quanto riguarda le cose che egli osservava tra la gente e sia le cose soprattutto che riguardavano lui e il Signore nei confronti di un popolo che purtroppo aveva abbandonato il Signore, aveva abbandonato la Legge, aveva abbandonato, ecco, tutto quello che il Signore aveva costruito per un popolo e farlo abitare in una terra promessa, ecco questo popolo gli aveva rivolto le spalle. E quando, ecco, Geremia incominciò ad annunciare che il Signore era dispiaciuto per quanto il popolo sio era ribellato alla Legge del Signore, non pensavano più, ecco, che Dio è il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, avevano diomenticato un po’ tutto le promesse che il Signore aveva fatto loro. Veramente questo popolo era come un gregge senza pastore, un gregge che ognuno andava per la propria strada, ma non solo, ma si erano pervertiti ion un modo veramente tale da richiamare l’ira di Dio su questo popolo. Se noi facciamo una considerazione, ecco, pure dio quello che sta succedendo nella nostra società di oggi, questo mondo in cui non ci troviamo più, noi che viviamo, ecco, del Vangelo che Cristo ci ha lasciato, noi che abbiamo dei valori veramente grandi nella nostra vita, noi che abbiamo camminato sempre alla luce di Dio, secondo il Vangelo di Cristo ci ha messo davanti, secondo gli insegnamenti della Chiesa, certamente noi non ci ritroviamo più in questo mondo che si è pervertito. Quindi il mondo di oggi è come quello di Geremia, oggi non si sente piuù la responsabilità da parte di nessuno né per quanto riguarda il mondo religioso né per quanto riguarda il mondoi civile e politico. Oggi ognunoi cammina secondo le proprie forze, secondo le proprie intenzioni, oggi c’è una perversione veramente grande nella società, e quindi è un vero castigo di Dio quello che sta avvenendo nella nostra società di oggi. Certamente noi dobbiamo denunciare queste cose, ma il cristiano è capace di mettere un po’ di pace, non solo in se stesso, nella propria vita, ma anche nella vita familiare, nella società? Oggi abbiamo paura di dirci pure che siamo cattolici, abbiamo paura di dire che noi siamo la famiglia di Dio, abbiamo paura di vivere, ecco, da veri cristiani, di dare viva testimonianza di quell’amore che il Signore ci ha insegnato. Noi abbiamo veramente questa caratteristica che ci distingue veramente da tutti quanti, cioè non siamo veramente quei cattolici sinceri, semplici, leali, da dichiararlo pure agli altri, questa è la cosa che ci fa paura. E allora l’invito di Cristo Gesù che ha fatto nel Vangelo “venite in disparte, riposatevi.” Ecco noi abbiamo bisogno di separarci un pochettino da questo mondo, abbiamo bisogno del silenzio, abbiamo bisogno della preghiera, abbiamo bisogno del dialogo con Dio, abbiamo bisogno dei valori che non ci sono più e che noi non riusciamo più a metterli dentro questi valori, per cui nomn siamo veri testimoni dell’amore del Signore, veri testimoni del Vangelo, della povertà, della carità, dell’amore che dobbiamo avere gli uni verso gli altri, dentro una Chiesa che veramente è dispersa, sembriamo veramente tante pecore allo sbando, non ci sono più dei pastori veramente santi, anzi li consideramo come nostri fratelli, come uno di noi, non come persone che possano darci qualche valore a noi. Noi, invece, dobbiamo veramente puntare, ecco, su veri valori e farci insegnare di nuovo come ritornare a Cristo, come ritornare alla preghiera, come ritornare al silenzio, come ritornare a vivere la vita spirituale. Il peccato non esiste più secondo alcuni, eppure proprio questo ci sta condannando, perché il peccato più grave è la mancanza di Dio nella nostra vita e la mancanza anche di quelli che sono i valori che Gesù ci ha lasciato nel Vangelo, dove noi possiamo attingere in questo pozzo, in questo pascolo che il Signore ci ha donato che è il Vangelo, dove noi vogliamo attingere la parola del Signore, ecco, il vero cibo per ritornare a vivere la nostra vita da veri figli di Dio e da veri fratelli di Cristo.”

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