Don Maurizio Di Rienzo e Don Oliveri

Nella consueta messa a porte chiuse Don Maurizio Di Rienzo ha voluto sottolineare l’amore che un credente deve portare verso il Signore: “Canterò in eterno l’amore del Signore: abbiamo ripetuto nel salmo che abbiamo ascoltato, il salmo 88, che ricordava come il cristiano deve ricordare di continuo questo amore, ricordarlo al cuore, non perdere mai la memoria di questo amore che non è un amore che inizia oggi ma parte dall’eternità da parte di Dio con le sue meraviglie. E proprio su questo volevo fermarmi, questa memoria delle meraviglie di Dio. Abbiamo a volte una memoria che si ferma a poco fa, cioè non arriva a mettere insieme tutta la storia della salvezza che inizia dall’eternità, abbiamo piccola memoria. Quello che ci viene chiesto dalla scrittura è avere una grande memoria delle opere di Dio, ecco perché ogni volta che anche c’è l’evangelizzazione, quando il cristiano ricorda e dice le meraviglie di Dio, le buone notizie di Dio, non può non partire dall’eternità, da sempre, e poi raccontare questa storia di salvezza. Ogni volta che si evangelizza si deve partire dall’eternità, da questa storia che si rivela nell’Antico Testamento in Dio che viene sulla terra nel Figlio suo nel nuovo testamento nel tempo della Chiesa, questa storia raccontata, narrata. Il Signore ci dia questa forza, questo coraggio di raccontarla sempre questa storia, l’abbiamo ascoltata nella prima lettura, quando i discepoli iniziano a raccontare: Dio vi liberò dall’Egitto, Dio vi diede i Giudici, Dio fece questo, Dio gli diede Davide, ecc. Cioè Dio è stato sempre all’opera, a volte non ce ne accorgiamo, quello però che deve essere importante è l’impegno a ricercare questa presenza, a riportare la memoria. Tanti di noi in questi giorni magari hanno ripreso in mano le storie dell’Antico Testamento o della Sacra Scrittura o del Nuovo Testamento, ecco questo modo di ricordare, di far tornare alla memoria come Dio agisce sempre dall’eternità nell’Antico Testamento le vecchia alleanza, nel Nuovo Testamento la seconda alleanza nel tempo della Chiesa fino ad arrivare a oggi e verso il futuro. Che questa memoria ci sia anche di aiuto per vivere il tempo presente e che ci aiuti a vivere sopratutto il tempo quello che non conosciamo; il tempo che verrà.”

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