Don Maurizio Di Rienzo e Don Olivier

Una omelia che ha dato come spunto il saper vivere, riscoprire il senso del Battesimo ricevuto per diventare cristiani. E’ il tema che ha affrontato nella santa messa Don Maurizio Di rRenzo, parroco di San Biagio a Marina di Minturno:  “In questi giorni stiamo leggendo il passo di Giovanni, il vangelo di Giovanni capitolo 6, in cui Gesù più di una volta dice come lui sia proprio il pane, il pane che sazia. Diversi giorni, sottolinea Gesù, il ruolo centrale che lui ha per la nostra vita, avere lui, dissetarci di lui dicevamo qualche giorno fa, e anche cibarci di lui, avere lui. E quanto è grande questo desiderio da parte di tutti di potersi accostare proprio a questo pane, il pane della vita, il pane del cielo, il pane della vita eterna. Ma intanto che siamo distanti da questo pane, intanto che ancora non riusciamo e non possiamo accostarci alla mensa eucaristica, ci viene un pò in soccorso la prima lettura, in cui viene messo al centro questo personaggio, l’eunuco. L’eunuco che è un funzionario della regina d’Etiopia Candace. Questo eunuco che simboleggia un pò il popolo non ebreo, quindi tutto il mondo, ad un certo punto sente la parola di Dio, o meglio la legge ma non la comprende. Filippo gli si fa vicino: “Capisci quello che stai leggendo?” E gli risponde: “E come potrei capire se nessuno mi guida?” Al che poi l’eunuco riceve l’evangelizzazione, la spiegazione di questo Gesù morto e risorto per tutti noi. E l’Eunuco, prima di lasciare Filippo, viene battezzato. Ecco, allora in questo momento in cui noi siamo lontani dal pane, dal pane eucaristico, dalla comunione di per se, ecco in questo momento siamo chiamati invece a riscoprire il battesimo, quel battesimo che una volta ricevuto da parte di questo eunuco, gli cambia proprio la vita, perché diventa tutto Cristo, questo eunuco diventa discepolo vero. e anche in questo tempo in cui siamo a casa tutti, magari ci chiediamo che senso ha il nostro vivere cristiano, ricordiamoci che tutti siamo chiamati a vivere il battesimo lì dove siamo, come lo viviamo in questo momento, anche a casa, anche in quarantena, oppure chi deve andare al lavoro, e magari deve anche sopportare la paura e il timore del contagio. Ecco, vivere da battezzati questo momento, essere testimoni di Cristo anche in questo momento, in quelle tante forme che ciascuno di noi conosce: chi è impegnato in un ambito, chi in un altro, chi è un genitore, chi lavora, chi magari va a lavorare lì in prima linea negli ospedali, infermieri, medici, tutti battezzati, tutti testimoni. Che il Signore ci aiuti a vivere questo momento, che può sembrarci un momento triste e anche un momento complicato, viverlo con quella fede e che possano dire di noi: ecco, lui, lei, ecco è un vero battezzato, discepolo del Sinìgnore.”

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