Don Mariano Salpinone

Continuano ancora le celebrazioni della Arcidiocesi di Gaeta per questo tempo di emergenza, e il 23 marzo è stato il turno della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria – Villaggio Don Bosco, con l’omelia di don Mariano Salpinone che ha avuto come tema la fede: “Alla sera è ospite il pianto e al mattino la gioia. E’ un dinamismo proprio della nostra fede che inizia col pianto offerto la sera. Forse anche per questo gli Ebrei iniziano il giorno al tramonto, iniziano il giorno non quando sorge la luce, iniziano il giorno quando tramonta il sole, nel buio, nel buio tutto inizia. Quando nel buio ti fidi e quando sei pronto così, quando la sera sei pronto a donare lacrime, il giorno fiorisce la gioia. Sembra una cosa strana, eppure c’ è anche, ieri riflettevamo sulla malattia della tristezza che è una malattia terribile, ma distinguevamo con San Paolo una tristezza che porta alla vita e una tristezza maledetta che porta alla morte, e la differenza in genere sta nelle lacrime. C’è una tristezza senza lacrime che porta alla morte, e una tristezza in cui sai condividere il pianto.  E non si può non piangere in questi giorni come non si può condividere le lacrime di tanti nostri fratelli.,  ripeto le lacrime dei figli di Elena, che oggi è morta ma di tanti, le lacrime del figlio di questo signore a Fondi che sembra sia stato veramente ucciso, massacrato, e Radio Civita pure ha dato subito la notizia, non proprio per curiosità ma per condividere le lacrime. Perché? Perché tutto inizia quando sai camminare al buio, quando sai camminare al buio viene la luce. Guardate, noi siamo abituati a una verità scientifica che rende ragione di una parte della nostra vita, di una piccola parte della nostra vita. Le verità scientifiche richiedono distacco, no. Ma le verità, scusate, la parola ermeneutica, la verità dell’amore non richiede distacco, anzi richiede compassione, il patire con. Non puoi capire una persona se non senti quello che sente lei, se non ti lasci coinvolgere. Non puoi giocare coi bambini se non ti lasci coinvolgere nel loro gioco, prima lasciati coinvolgere, e dopo potrai mettere fino in fondo. E questo è il segreto della gioia: lasciarsi coinvolgere, anche nel dolore per poter sperimentare la gioia. Oggi il Vangelo ci riporta il secondo segno che Gesù compie a Cana di Galilea, dove il primo segno era trasformare l’acqua in vino. Gesù ritorna lì, Gesù è venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza, per ciascuno di noi. E questo in questo secondo segno c’era un funzionario del re che aveva il figlio ammalato, e ha usato l’imperfetto, chiedeva, “scendi”, gli chiedeva “scendi”,  gli chiedeva costantemente, ripetutamente. Gesù dice: “Se non vedete segni  non mi muovete, muovetevi, e ne vedrete di segni ancora più grandi”. I segni che compie Gesù non sono tanto di miracoli, ma come cartelli stradali: se li vedi li troverai per strada, li troverai il centro. Non leghiamoci mai troppo ai prodigi del Signore, i prodigi sono dei segni. Ecco Gesù gli dice: “Va’, tuo figlio vive”. Quello uomo credette alla parole che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Ecco questo dovremmo fare noi: credere a questa parola e metterci in cammino, anche quando è ancora buio, solo così il sole uscirà. Se non ci fideremo resteremo morti nella nostra solitudine, se invece ci fideremo scopriremo come il Signore fa cieli  nuovi e una terra nuova, anche in questo tempo triste, in questo tempo in cui siamo chiamati nella notte a condividere il pianto. Questo tempo è una preparazione a un nuovo sole, c’è una nuova epoca che sta per sorgere, anzi è già iniziata e inizia in chi crede alla parola del Signore, che è una parola che ci invita con fiducia ad affrontare la paura e a donare il cuore e si rimette in cammino. Scopriremo, come ha scoperto questo uomo, che tutto è iniziato quando noi abbiamo iniziato a credere, quando noi abbiamo iniziato a fidarci. Tutto l’ inizia: chi si fida, forse soffrirà ma è nel cammino che porta alla vita piena, alla vita che fa rifiorire e non c’è una sola sofferenza che vivremo per amore che non porterà il centuplo quaggiù in gioia e per l’eternità.”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui