Santa Messa 2 giugno 2020 a San Giovanni a Formia

Una festa, quella patronale, che viene ricordata anche nella parrocchia del compatrono della città, San Giovanni Battista, di cui si ricorda la nascita il 24 giugno. Una festa, quella del patrono Sant’Erasmo vescovo e martire, che ha dato la vita per testimoniare la fedeltà al Vangelo, come ha ricordato nelle sue parole il parroco della parrocchia dei Santi Lorenzo e Giovanni Battista Don Mariano Parisella: “Farisei e erodiani tentano un tranello verso Gesù, lo fanno parecchie volte. Questo tranello consiste sostanzialmente nel fargli dire, affermare delle cose su cui poi possa essere accusato, dire cose che andrebbero contro la Legge di Dio,. andrebbero contro la sensibilità del suo stesso popolo. E nel porre tendere il tranello, lo abbiamo sentito questa mattina, viene fatto un elogio a Gesù, un classico atteggiamento di chi sta per incastrare una persona, e in questo elogio però dicono qualcosa di grande di Gesù, una persona che è veritiera, che parla secondo verità, che non si lascia intimorire ne influenzare, una persona che veramente ha delle parole in parole vere, sagge, proprio perché vengono alla profondità del cuore, e ovviamente il mio cuore è illuminato da Dio, dalla sua Parola. Il Signore dona di essere nella verità, e celebrare come oggi vogliamo ricordare Sant’Erasmo, celebrare i santi e forse in modo evidente appare di più in coloro che in quei santi che hanno subito il martirio, che hanno dato la loro vita, e non si sono tirati indietro, che veramente non hanno guardato in faccia a nessuno, nel senso di non si sono lasciati intimorire.  Con il loro esempio hanno dato testimonianza alla verità, perché la verità è così, la verità la si riconosce dai gesti delle persone, dalla coerenza dell’esistenza e della vita. Se diciamo di essere credenti, ma poi nella nostra vita non ci comportiamo di conseguenza, nono ci comportiamo quindi nel dare testimonianza, allora diventa difficile anche accogliere la verità che si vuole trasmettere. Perchè una verità che viene smentita dai propri gesti, atteggiamenti, non regge nel giudizio e nel pensiero degli altri. I santi hanno dato testimonianza alla verità, e hanno dato testimonianza alla verità sull’esempio proprio di Gesù, perchè Gesù questa testimonianza di verità la darà davanti ad un tribunale, e lo sta per condannare a morte. E lui non si tira indietro, e non cerca scuse, ma alla domanda esplicita: Sei tu il Figlio di Dio? Gesù risponde: Io lo sono. Dà testimonianza alla verità, e così va incontro alla croce. Quello che vogliono chiedere al Signore, e che veramente in noi abiti la verità. e prima ancora di professarla, annunciarla, la sappiamo riconoscere nel nostro modo di vivere, nei nostri atteggiamenti, nel nostro modo di essere coerenti, coerenti con la  coscienza, nel nostro modo di essere coerenti nel rapporto con le persone. La verità la impariamo e la impariamo dal profondo di noi stessi quando, come ho detto prima,questa profondità è illuminata dalla Parola di Dio. Ed è facendo la verità, agendo e vivendo la verità, e noi ne diventiamo i testimoni. E la rendiamo appetibile, e la rendiamo cercabile, da parte di tutti. E non è un mistero che proprio laddove i cristiani hanno pagato con la vita, hanno dato testimonianza di vita nella fede, la fede si è diffusa, la fede è entrata nel cuore delle persone. E ringraziamo il Signore, perché ieri, come oggi, continua a donarci martiri, perché sono un dono, un dono per chi sta cercando nella vita  la verità della fede. E Sant’Erasmo ci sostenga e ci aiuti e custodisca  in noi la verità della fede, fino al martirio, fino in fondo.”

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