Omelia di Don Luigi Ruggiero del 2 aprile 2021 – audio di Pietro Zangrillo
Omelia di Don Luigi Ruggiero del 2 aprile 2021 – video di Pietro Zangrillo

Una esperienza quella di mettersi al fianco di Gesù, che ha vissuto la passione e la morte, per poi partecipare come quelle guardie prese dal sonno a guuardia del sepolcro alla sua risurrezione. E’ il Venerdì Santo, il venerdì dove Gesù è morto per l’umanità, riscattando per sempre il nostro stato di peccato e presentarci, uniti con Lui nel martirio ma anche nella gloria, al suo cospetto in Paradiso. E in sintesi il pensiero espresso nela omelia da don Luigi ruggiero, cappellano dell’ospedale “Dono Svizzero” di Formia: “Abbiamo ricordato in questi due giorni passati due cose particolari, che incoraggia a ricordare e a curare e a impegnarci a non dire e pensare e seguire se stessi, tanto già so come va a finire, magari mi distraggo, mi facci sfuggire qualche passaggio. Quindi se questo lavoro non l’avremmo fatto, io un po’ sono riuscito a farlo, un po’ no, però è il lavoro che bisogna continuare a fare, soprattutto quando davanti a noi c’è qualcuno che ci parla, qualcuno che ci sta dicendo le cose, e quanbdo questo qualcuno è Dio, la Parola di Dio, ancora di più bisogna svuotarsi di quelle cose che possono diventare pregiudizi, oppuire occasione per distrarci e perdere le occasioni di capirte e di approfondire, ma soprattutto di sentirmi coinvolto in questo discorso. Ecco anche questi passaggi vuoti e anche le persone, ecco anche noi, non dobbiamo aspettare con Nicodemo e Giuseppe D’Arimatea che vanno a portsare Gesù nel Sepolcro, lì ci stavo pure io, e se mi permettete di dirlo subito, io sono rimasto tutta la notte con Gesù nel Sepolcro, tutto il tempo fino a che non è risorto; E questo diventa subito un impegno che dobbiamo prendere, che ognuno di noi deve prendere, vegliare Gesù morto, questo è un altro aspetto importante. Ma questo lo puoi dire dopo, lo dico adesso, così cominciamo a pensarci anche a queste cose. L’altrta cosa che abbiamo un po’ richiamato in questi giorni passati l’importanza non solo i luoghi, non solo le persone che vengono nominate ma anche le cose non dette che noi sappiamo comuqnue ci sono state. Per esempio pensando a Malco, il servo a cui Pietro ha tagliato l’orecchio, che cosa ha fatto per esempio, dopo tutto quello che è successo nell’Orto. A me piace pensare, qui comincio a prendere quelle cose che a me sta dicendo, che a me dicono qualcosa nella Parola che mi dice e che mi parla. E allora penso che questo servo sia andato a casa, che non abbia seguito tutti gli altri perché l’orecchio, anche se era guarito, sicuramente sarà stato di nuovo a casa, avrà raccontato al Sommo Sacerdote quello che è successo. E quella domanda che poi viene rivolta dal Sommo Sacerdote Sei tu il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Quindi il sacerdote ha capito il problema di fondo, Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio vivente. Qui chiamano Gesù il Nazareno, che talmente solo nominare il nome li fa cadere, questo fatto sembra un po’ curioso, il nome di Gesù, Gesù il Nazareno. Sono io, notater, sono io, se invertite le parole, Io sono, che loro sapevano benissimo il significato di quel Io sono, Io sono il Dio, Jahvé. E quindi anche quegli angoletti, dei posticini un po’ nascosti, ecco proviamoci a mettere affianco a Pietro, osserviamo quando l’altro discepolo che ra conosciuto dal Sommo Sacerdote che ra Giovanni, è Giovanni, che dice alla serva di aprire per far entrare quell’amico suo, e quel stare lì, in quella serva ad osservarlo e dire Tu sei uno di quelli. Ecco Pietro risponde no, dice no, non sono uno di quelli, non lo conosco. Giovanni che cosa avrà pensato, non dice niente lui, non è presente ma se premettete ci stavo pure io lì. E allora provare a sentire dentro quel qualcosa che sento dire dentro dalla coscienza, ecco veramente si comincia a dire e a provare quello che Gesù ha detto, Tu mi rinnegherai tre volte. E poi tutti i momenti che seguonmo, quando Pilato e Gesù discutono, ragionano, notate la furbizia di questi capi, chi si fa re si mette contro Cesare, e se tu liberi costui, ecco tu ti metti contro Cesare, quindi tu sei soggetto a punizione grave e questa cosa fa pensare al sentimento di Pilato che voleva liberare Gesù. E quindi anche lì, quel Crocifiggi, crocigfiggi, ecco qeul dire a Gesù A Morte, a morte, il Padreterno pure praticamente gli dice devi morire, anche la mamma sua, come rivolgo a Luisa, dico questo devi morire, tutti vogliono la tua morte. Poi ci sono quelli che con la tua morte salverà il mondo e con la tua morte, ecco, io ti libero di te i nemici, sono contenti loro, ma per tutti Gesù, anche per i suoi nemici, muore. Qui si realizza il cuore del messaggio di Gesù che abbiamo detto in questi giorni, che è il chicco di grano che cade in terra e muore porta frutto. Ecco il cuore del mistero di Gesù, della morte e risurrezione è proprio quello pure del seme, del chicco di grano caduto in terra e morire per portare frutto. E lì, se mi permettete, prendo il posto, devo pendere il posto, ecco di Gesù e del seme. E qui quante volte sono disposto a morire in silenzio, in silenzio e morire. E qui il discorso del mettersi in evidenza e far sapere le cose, quando si fanno, e pretendere che quando si fa qualche cosa poi significa pure grazie, insomma mettete un po’ tutte quelle situazioni qui dove noi potremmo un pochettino primeggiare, far vedere quanto siamo bravi, come sono bravo. E lì, ad un certo punto, ecco morire in silenzio, alla fine non hai fatto niente, nessuno se ne accorto, però tu hai dato il tuo contributo nel dare la vita. E qui dobbiamo un pochettino convivere, condividere, conciìvivere e con-morire con Gesù, per essere con-salvatori, co-redentori. Ecco, anche questa immagine che ha accennato questa persona che mi ha dato, non ha mai vista questa immagine di Gesù crocifisso e affianco, dietro, affianco a lui sulla croce, la stessa croce, la Madonna., che è la co-redentrice di Gesù. Ma la Madonna nel Concilio è vista come a livello di Chiesa, la Chiesa Vergine e Madre, La Chiesa Vergine e Madre da Maria. Quindi l’essere in croce con Gesù crocifisso con Lui, è la stessa croce, Gesù ha detto prendi la tua croce, stavolta è Gesù che metti la stessa croce tua, la croce per salvare il mondo. E poi, ecco, tutto quello che segue, segue prima della Risurrezione, dicevamo all’inizio provare a mettermi, non a metterci, poi fate quello che vi pare, mettermi lì nel sepolcro e rimanere lì tutto il tempo in cui Gesù è nel sepolcro. Ma Gesù, ecco, so che non è rimasto lì. Quando noi diciamo nel Credo che è disceso agli inferi, dove è stato e quanto è avvenuto questo è vero. Al ladrone ha detto: Oggi sarai con me in Paradiso, quindi non è che è stato senza fare niente lì morto. E vedere queste scene che non stanno scritte nel Vangelo ma che noi sappiamo che comunque Gesù sicuramente è vissuto, ecco certe violte ci mettiamo affianco al ladrone, che affianco a lui fare un po’ il portaborse affianco a Gesù con lui, anche tu sarai in Paradiso. Ecco ha liberato tutti i morti, quelli nati prima, il Paradiso chiuso con il peccato originale con la sua morte, ecco, viene a riaprire il Paradiso. E qui questa esperienza del Paradiso, della Comunione dei Santi, che è un aspetto che non dovremmo non solo riprendere ma approfondire. Allor Gesù risorgerà, lo so, risorgerà, poi ci saranno un po’ di difficoltà, i discepoli avranno un po’ di difficoltà a credere, ci saranno momenti particolari, vedremo. Ecco, ma Gesù continua a camminare affianco a noi, anche se non ce ne accorgiamo, come è capèitato ai discepoli di Emmaus. E qui il discorsdo della fede, non basta dire io sono stato battezzato, adesso posso dire di credere, io ho fatto questa esperienza di tipo pasquale di stare con Gesù e vivere la sua passione, la sua morte e quindi poi anche la risurrezione e fermarmi lì. Devo ogni giorno riprendere questi aspetti e ogni giorno mettere il mio “si” a disposizione. Quel “fiat” di Maria che deve diventare il nostro “fiat”, il fiat della creazione che deve diventare il nostro fiat, il mio fiat deve diventare uno dei tanti fiat che nel mondo da sempre c’è stato, perché la gente buona, la gente generosa che offre la propria vita unita a Gesù c’è stata sempre, c’è oggi e ci sarà sempre, tra questi, se permettete, vorrei esserci pure io. Così tu non vuoi, vuoi fare quello che vuoi, però io prego per te, questo è un altro aspetto importante, fare le cose per chi non lo fa. Ecco l’altra cosa e concludo, che abbiamo un po’ detto: preghiamo la nostra famiglia, sentiamoci parte delle nostre famiglie, ognuno della propria famiglia, nel proprio ambiente dove ognuno vive, posti di lavoro, parentado, vicinato. Non tutti saranno vicino a Gesù, io penso alla mia famiglia, come io tante volte sono infedele, vedo spesso che non tutti sempre, ecco, non si ricorda del Signore, e allora? E allora io mi unisco a Cristo, con Lui, per Lui, in Lui, con me, con i miei fratelli, con l’umanità, contribuisco con Gesù a salvarmi. Quindi prendere le cose con più serenità, per esempio una malattia, una umiliazione, un momento difficile che posso vivere, se volete anche il mio peccato, vederlo con un altro occhio, non solo semplicemente proposte di non farlo più, perché sarebbe il caso non farlo, non dirlo. Però dire con Gesù: Gesù se io pecco, stai con me quando io pecco, affinché tu possa rialzarmi. Questo è un altro aspetto importante: felice colpa, vedremo domani, grande è la creazione ma più grande è la redenzione, perché attraverso il peccato originale abbiamo fatto anche questa esperienza, nella grandezza e nella misericordia di Dio e nell’amore di Dio che continua comunque ad amare l’umanità nonostante tutto.”

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