Don Luigi Ruggiero – foto di Pietro Zangrillo
Omelia Don Luigi Ruggiero del 9 maggio 2020

Don Luigi Ruggiero, cappellano dell’Ospedale “Dono Svizzero” di Formia, ha voluto spiegare il senso della fede per quanto riguarda l’atteggiamento che deve avere un discepolo nel praticare la fede: ” Il brano del Vangelo di Giovanni, due aspetti importanti che Giovanni nel suo Vangelo mette in evidenza. Giovanni, abbiamo detto che è dei cristiani adulti della fede, approfondisce quelle verità che gli altri evangelisti raccontano  e mette in evidenza sopratutto due grandi verità, far conoscere attraverso i segni se stesso e i suoi discepoli e far conoscere le opere, e attraverso le opere il Padre. In altri termini chi è Dio, cosa è la nostra fede in Dio, cosa significa credere in Dio, e questo fatto deve essere un aspetto che dobbiamo un pò curare anche noi, quando diciamo di credere, anche il diavolo crede,  come crede, crede in Gesù, come sa chi è Gesù, “Io sono chi sei tu, il Santo di Dio“, può rimane diavolo. Ecco non limitarci ad essere solo bravi a conoscere,  a sapere,  vi ricordate i discepoli di Emmaus, erano bravi, avevano imparato il catechismo molto bene di Gesù che è stato in mezzo a noi, che ha detto, che ha fatto, delle nostre donne che hanno detto. Però che non si sono accorti che Gesù stava accanto a loro, quel servire come Gesù dice a Pietro “lavare i piedi”, che deve essere un tutt’ uno con la comunione con lui, se no non si può essere suoi discepoli. Ecco è bello approfondire, andare un pò a  rileggere con calma il Vangelo di Giovanni, tenendo presente questi due aspetti,  chi è Gesù, chi è il Padre e noi chi siamo.” Dopo di che Don Luigi ha proseguito il discorso sul mese di maggio per spiegare il tema della grazia.

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