L’omelia di Don Luigi Ruggiero del 28 giugno 2019

Don Luigi Ruggiero e Don Francesco Cicione

La festa del Sacro Cuore di Gesù, che è dedicata alla santificazione dei sacerdoti, mette in evidenza l’amore del Signore verso chi si consacra a lui. Ecco quello che dice nella sua omelia Don Luigi Ruggiero, cappellano della cappella dell’ospedale “Dono Svizzero” di Formia: “Dicevamo all’inizio che il Cuore di Gesù non è semplicemente un organo del corpo, il cuore, le cose che vanno fatte con il cuore,  che significano molte  cose per noi, che vivere, agire e fare scelte con il cuore significa il più possibile farlo secondo il cuore di Dio,  Una delle beatitudini dice: beati i puri di cuore perché vedranno Dio, ecco un cuore puro ci fa vedere le cose alla maniera di Dio, ci fa agire nella maniera di Dio, anche dare la vita alla maniera di Dio. Ecco  San Paolo ci ricorda a stento si trova qualcuno disposto a dare la vita  per un altro,  forse se qualcuno semina secondo i nostri criteri, una mamma cosa non farebbe per un figlio, un amico per l’amico,  un fratello per il fratello, quando ci si vuole bene, si fa qualsiasi sacrificio. Dio  ci mostra il suo amore morendo  per noi che eravamo giusti e peccatori, quindi non eravamo degni di amore. Invece Lui ha continuato ad amarci. Questa è una delle caratteristiche di Dio, del cuore di Dio, quello che noi diciamo misericordia di Dio, e poi: siate misericordiosi come è misericordioso come il Padre Vostro, significa che è possibile essere come il cuore di Dio, anche nella misericordia.  E qui verrebbe anche da considerare  tanti aspetti dell’amore misericordioso di Dio, e di rimettere i miei  peccati anche di rimettere ai miei debitori, come Dio rimette a me. E’ un’altra cosa importante che riusciamo a chiedere nel Padre Nostro: rimettici i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Quindi non è semplicemente  un fare o vivere in una certa maniera, ma è anche fare scelte che si potrebbero dire coraggiose,  importanti. Certo amare uno che non ti ama  come fa Dio, verrebbe da dire:  è una parola, mica sono Dio, mica sono santo, mica sono Gesù Cristo, a volte diciamo queste espressioni un pò stupidine, come per dire che il figlio si vergogna del padre e della madre, una figlia si vergogna della madre, invece è bello dire mamma mia, questo bambino figlio mio, io non ho mai visto il mio amore per te. Insomma dovremmo un pò anche rivedere i modi di dire, i modi di parlare, i modi di ragionare, per poter rivolgere e vedere il modo di comportarci, comportarci secondo lo Spirito di Dio, il cuore di Dio, un cuore puro.”

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