L’omelia di Don Luigi Ruggiero del 12 giugno del 2019

Don Luigi Ruggiero e Don Francesco Cicione

Una omelia che il cappellano dell’Ospedale “Dono Svizzero” di Formia, don Luigi Ruggiero, ha rimarcato l’importanza delle abitudini con l’attitudine del cristiano a dover vivere pienamente queste regole del cuore. Ecco quello che ha detto il sacerdote: ” Da oggi con le Beatitudini con cui comincia il capitolo 5 di Matteo, ci porta ad una con conclusione importante che noi  dobbiamo meditare, che dobbiamo tenere presente, ad essere perfetti come è perfetto il Padre nostro che è nei cieli. Non per niente l’inizio con le Beatitudini e la conclusione della Parola, che non è una semplice parola, è una conclusione logica che deve portare ad un percorso di vita che non è solo spirituale, ma è di Vita, con la lettera grande,  dove c’è Dio, ecco si vive l’amore di Dio, si vive l’amore fra i fratelli e anche si incarna questo amore nella realtà, nella storia, nella quotidianietà. Ecco oggi si sottolinea il tema, l’argomento delle cose piccole che diventano grandi e queste cose piccole che tutti possono fare, che possono fare i piccoli e poco lo possiamo far tutti, insomma ognuno deve fare la sua parte – se è piccolo non vale niente, però comincia a farlo –  questo anche a livello pedagogico, quando si dice bisognerebbe, si dovrebbe, comincia a farlo tu, ma gli altri non lo fanno, comincia tu, ma poi io lo saluto e non mi risponde, tu comunque saluta, mo c’è vo, come quello che dice che vuole vincere alla lotteria poi dopo non gioca alla lotteria, se è d’accordo o non è d’accordo è un altro discorso, questo gli viene detto. Insomma il discorso del vivere da figli di Dio, da santo, siate santi come il Padre vostro, siate perfetti come il Padre vostro, siate misericordiosi come il Padre vostro, è una grandissima e straordinaria verità, a cui tutti dobbiamo non solo tendere e sperare,  ma che dobbiamo prenderlo come obiettivo permanente, costante, alla portata di tutti.  Quel sorriso che si riesce a fare la gioia viene sempre, quando si riesce a dare il sorriso, quell’essere attento a tendere la mano, quando si dice di dare un bicchiere d’acqua quando uno c’ha sete, in quel momento particolare  magari quelle persone che dovrebbero aiutarti non ci sono, ma ti aiuta un illustre sconosciuto che sta lì, l’unico che ti sta accanto. E allora non solo  siamo dovuti ad accudire ma a dare compimento alla santità,  a mettere i puntini sulla i potremmo dire, fare in modo che anche le cose piccole possono diventare straordinarie.  Ecco l’icona della vedova che lascia due spiccioli ci aiuta un pò a capire questa verità.”

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