L’omelia di Don Luigi Ruggiero del 10 giugno 2019

Don Luigi Ruggiero

Il capitolo 5 del Vangelo di Matteo diventerà quello che mette il cristiano di fronte alla perfezione della vita come il termine per raggiungere quella perfezione che viene indicata da Gesù. ecco quello che ha detto come pensiero nella santa messa il Cappellano dell’Ospedale “Dono Svizzero” di Formia, Don Luigi Ruggiero: “Dicevamo prendere, riprendere ogni volta il tempo a vivere la fede, tenendo presente i motivi che sono alla base della fede.  Gesù Cristo morto e risorto e la vita eterna, che  ci devono animare ogni nostra azione delle verità di fede, animare e dare un senso al nostro agire, il nostro agire quotidiano, che significa vivere il tempo ordinario,  non perdere il tempo ma vivere il tempo e viverlo con la fede. Allora anche pensare  alla Passione di Cristo e pensare delle ordinarie e quotidiani gesti che facciamo, non è che si escludono, si completano,  fare un gesto semplice come quello di cucinare, fare le faccende di casa, sbrigare le faccende di lavoro, le faccende ordinarie e quotidiane,  e metterci mettici il posto della fede per la gloria di Dio, offrirle a Dio, offrirle per il bene dell’umanità, diventa un tutt’uno, diventa realtà importante. Fare una cosa semplice, farla per  la gloria di Dio e come l’obolo della vedova che fa poco, che  dà poco, ma dà più di tutti, perché dà tutto quello che ha per vivere, si accontenta di poco il Signore, ma quel poco che lo si fa e che tutti possiamo farlo,  ci si fa per la gloria di Dio e sicuramente diventa grande, di vita.  Ecco oggi cominciamo a leggere il capitolo 5 di Matteo, che sono le Beatitudini, che domani, dopodomani e per un pò di giorni ecco come il richiamo alla lode a dio e le Beatitudini che hanno nella nostra vita  secondo la volontà di Dio. Alla fine Gesù conclude per dire: siate perfetti come è perfetto il Padre vostro, si è possibile essere come Dio, anche nella nostra umanità. Non solo Dio si è fatto uomo ma anche l’uomo, l’umanità, la vita umana può diventare divina.”

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