L’omelia di Don Giuseppe Marzano del 17 giugno nella novena di San Giovanni Battista a Formia

 Don Giuseppe Marzano, parroco della Parrocchia di San Pio X e Regalità di Maria a Fondi, ha tenuto l’omelia partendo dal capitolo 5 del vangelo di Matteo invitato dal parroco di San Giovanni Battista in Formia Don Mariano Parisella. Ecco quello che ha detto nella sua riflessione il giovane sacerdote:

“Ringrazio Don Mariano per avermi invitato a presiedere con voi questa celebrazione durante la preparazione della festa di San Giovanni e questo luogo è un luogo per me caro perché ho iniziato qui, io ho fatto insieme con don Alessandro e don Alessio l’ammissione agli ordini sacri proprio in questa chiesa il 21 aprile del 2013, quindi è il luogo dove ho detto il mio primo si pubblico davanti al vescovo e davanti alla Chiesa, quindi è sempre bello ritornare in questa comunità. L’eucarestia che noi celebriamo è il ringraziamento per eccellenza, e vuole avere questa sera un ringraziamento particolare perché guardando al Signore noi gli diciamo grazie per averci donato i santi, per averci donato San Giovanni. E il Vangelo che abbiamo ascoltato forse è una delle pagine più difficili da accettare di tutto il Vangelo, perché propone la legge del taglione, la legge dell’occhio per occhio, dente per dente, ma Gesù che la rimodula e ovviamente la riattualizza sottolinea sempre al centro la persona e il suo bene, mettendo al centro l’amore per la giustizia, l’amore per la misericordia, l’amore per l’altro che supera veramente ogni legge umana. E allora questo Vangelo, questa pagina del Vangelo che fa parte del capitolo 5 del Vangelo di Matteo,  quindi ci troviamo subito dopo il discorso delle Beatitudini, quindi è una pagina che vuole spiegare Gesù attraverso questa sua spiegazione, vuole far comprendere ancora meglio il senso vero  delle Beatitudini, di questa legge dell’amore che deve dominare il rapporto fra le uomini, ma il rapporto anche fra  l’uomo e Dio.  E allora Gesù questo vuole dire, che se noi vogliamo essere suoi discepoli, se noi vogliamo seguirlo sulla sua strada, dobbiamo imparare ad andare oltre,  ad andare oltre ogni legge, andare oltre dire ogni regola, sempre guardando e salvaguardando il bene della persona, la dignità della persona. E allora noi dobbiamo come cristiani, imparare a superare un pò la logica del taglione, la logica della regola “occhio per occhio, dente per dente” ed è una regola che oggi, se ci guardiamo attorno, è diventata un pò  la nostra cultura.  Ci viene fatto del male, allora noi subito vogliamo e  dobbiamo, sentiamo la necessità  di rispondere al male con altro male. Ma non è questo quello che ci chiede Gesù, non è questo mettere in pratica il Vangelo,  non è questo il modo giusto per camminare verso la santità. E allora come possiamo fare, cosa possiamo fare?  Innanzitutto credo che per mettere in pratica il Vangelo, siamo chiamati a guardare l’esempio che ci ha dato San Giovanni, questo uomo che  ha saputo con  fermezza  essere collaboratore di Dio, anzi con fermezza ha prestato la sua voce, ha prestato la sua voce per preparare  la verità del Signore. Ma San Giovanni conserva delle caratteristiche, che lo hanno sicuramente reso grande,  che ancora oggi lo rendono grande, e forse ancora oggi attirano tante persone verso di lui. La prima caratteristica che possiamo notare di  San Giovanni e che è un uomo libero, non è condizionato, non si è lasciato ingabbiare dalla mentalità del suo tempo, si è mostrato sempre  uno spirito libero, e ovviamente la sua libertà non era ribellione  al tempo che lui ha vissuto, non era ribellione alle autorità, ma era libertà di spirito, era libertà interiore, quella libertà che gli ha permesso di obbedire  sempre e comunque alla sua coscienza. Poi c’è una seconda caratteristica  che possiamo sottolineare di San Giovanni e che è quella che ha vissuto il suo tempo presente, ha vissuto la sua storia, ha vissuto la sua esperienza, non ha guardato al passato con nostalgia e sopratutto non si è proiettato troppo nel futuro, ma è stato un uomo di equilibrio, che vivendo bene il presente, ha saputo  trarre gli insegnamenti del passato  e ha progettato il futuro, e ovviamente progettando il futuro ha avuto la grande capacità di leggere la sua storia personale con lo sguardo di Dio. Dio era sempre presente nella sua vita e sopratutto era un punto fondamentale della sua esistenza personale. E’ poi ecco  c’è la terza caratteristica, che è quella che fa di Giovanni un  uomo che vive costantemente  alla presenza di Dio. E Giovanni matura proprio la sua esperienza di precursore, di profeta, proprio stando alla presenza di Dio, la sua vita, la sua storia, non  può essere pensata lontano da Dio, la sua vita e la sua storia sono totalmente immersi  nella vita di Dio,  tanto è che Giovanni sa stare davanti a Dio e Dio con Giovanni riesce a scrivere pagine della storia, quelle pagine che ancora noi oggi leggiamo e che ancora noi servono per trarne beneficio e per guardare a Cristo.  Allora questo tre caratteristiche di Giovanni, uomo di libertà, uomo del presente e uomo di Dio, possono essere le nostre caratteristiche,  possono essere il nostro punto di partenza per incamminarci verso Dio,  per crescere nella santità, e sopratutto per maturare autenticamente nel rapporto fra di noi  e con noi stessi. Allora vogliamo chiedere a San Giovanni di aiutarci a  vivere bene la nostra storia, vogliamo chiedere a San Giovanni di intercedere per noi presso Dio affinché anche noi possiamo imitarlo nella fede e sopratutto possiamo guardare oltre, oltre ogni regola e fare nostra la regola dell’amore  avere oltre con cui parla voglia di fare la profeta dell’amore che ci renderà sicuramente collaboratori di Dio nella nostra storia. Amen!”

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