L’Omelia di don Gianni Cardillo del 3 dicembre 2019 a san Giovanni Battista di Formia


Una omelia che, come si è ricordato nella locandina che è stata preparata per il 20° della ricostituzione della Confraternita dell’Immacolata di Formia, Don Gianni Cardillo, già parroco di questa chiesa parrocchiale di Formia e attualmente parroco di san Pietro in Fondi, ha tenuto in questa circostanza:

“E qui prendo una frase del vangelo, l’ho meditata e poi cerco di masticarla un pochettino con voi. L’espressione del Vangelo che prendo  è: Io ti rendo lode, Padre, Signore del Cielo e della Terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Si, Padre, perchè così è piaciuto a te. Dobbiamo, fratelli e sorelle, continuamente fare i conti con la preferenzialità che Dio ha per i piccoli. Non è invidiare lo stato di vita degli altri.  L’attuale papa Francesco, che venendo da una cultura dove tante volte ha visto i piccoli messi da parte, constantemente ci tira fuori delle dinamiche, anche se a volte un pò scomode, non sempre subito le accettiamo. E allora non è invidiare lo stato di vita degli altri, ma capire solo nella misura in cui ci facciamo piccoli, allora il Signore ci parla. La Vergine Immacolata, allora ne è esempio più nitido. Chi è pieno di se non ha spazio per accogliere la Parola di Dio, di un Dio che parla, solo a chi gli fa spazio, a chi sperimenta un vuoto, a chi accoglie, a chi sa ascoltare, a chi sa rinunciare ai propri ragionamenti onnicomprensivi, a chi cerca un punto di vista più affidabile del proprio. Dobbiamo fare spazio alla Parola di Dio, il suo esempio. I piccoli, allora, sono quelli che permettono a Dio di parlare, perchè non lo sommergono solo di sicurezze, ma gli offrono anche un tempo per la risposta.  Di questo tipo di personaggi ne incontriamo tanti lungo  l’itinerario dell’ esistenza. A molti interessa solo il loro parlare, le èproprie analisi,  i propri ragionamenti, le proprie parole, le proprie emozioni, i propri punti di vista. La Vergine Immacolata ci dice che lei ha usato un altro tipo di criterio, e non si aspettava lei di essere messa al centro. La fede è un dono, dono che non dipende semplicemente anche qui da una educazione che si riceve, da uno studio che si fa, dalla compagnia che frequenta, da quanto  sei bravo o buono. La fede, tante volte ce lo siamo detti, è un dono di Dio, è un dono, è un regalo. E la fede, essendo un dono, sta a significare che Gesù può entrare nella vita di una persona anche a prescindere da tutto e da tutti, e che chi riceve una educazione cristiana, non è detto che anche ha automaticamente incontrato Cristo, perché questo incontro rimane un dono da chiedere.  Porto una esperienza di un mese fa circa: nella mia chiesa che è un pò più oscura di questa ma  è abbastanza chiara comunque, vedo una ragazza, una giovane di 26/27 anni che arriva, sto parlando con un’altra persona, è di fuori. Una persona che molto educatamente ha atteso fuori, a volte non sai mai che cosa ti vengono a chiedere e allora l’altro se ne andato  e sono rimasto li. Era una ragazza, una giovane in ricerca, non era del luogo, in genere si viene da fuori quando ti fanno certe domande e mi dice: io sono un araba, vengo dal mondo islamico, vorrei diventare cristiana, come si fa. Si, le ho detto come si fa, è venuta ancora un’altra volta, ma non l’attiro e ho visto che il suo mondo è il mondo di Gesù che ha te. Intanto camminiamo insieme per cui la relazione, ecco umana – spirituale che tu ti porti dentro, già lo sei ormai, però camminiamo per capire come. Ecco Dio ha lavorato in te in questo tempo,  Dio lavora in te. Vedete, allora, l’educazione cristiana è importante, tutto quello che stiamo sperimentando anche nella Chiesa oggi, in tante disaffezioni, in tanti allontanamenti anche di tante persone. Però c’è un mondo sommerso di persone invece che non l’hanno conosciuto, con una fede da bambini, ma gli vogliono tanto bene, al nostro Vangelo, alla nostra adesione alla fede. E’ allora il nostro esempio, il nostro modello di vita, facciamolo vivere sempre così, perchè certamente prima o poi si coglie qualcosa.  Sapete che cosa mi ha detto: sai perchè lo chiedo? Perchè a scuola, nonostante che io seguivo, mia mamma segue una fede diversa,  ho preteso, ho chiesto, ho forzato mia mamma per fare religione. E lì la figura di Gesù mi ha innamorato. Vedete, un’altra agenzia educativa, se noi vogliamo, anche se ecco i programmi non dicono questo, però tanto la figura di Cristo, anche a livello storico e culturale, come ha, conoscendolo, poi lo seguono.  Quindi la fede è qualcosa di grande che ci portiamo dentro. Vado verso la conclusione: confondere la fede con l’educazione significa non comprendere la grande differenza cristiana, ma davanti a quando dono non si può sentirsi non investiti di responsabilità o il dono della fede, che grande responsabilità: “Vi dico che tanti profeti e re , la lettura di oggi, hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l’udirono.” Il popolo vede ma non sempre mette nel cuore, ma non sempre  interiorizza. E’ la Beata Vergine Maria, Immacolata,  ha visto, lei ha visto questo, ha interiorizzato la Parola,perciò ha risposto generosamente: : Eccomi, Signore. E su questa onda certamente il Signore non mancherà, come prima abbiamo fatto nelle intercessioni, abbiamo chiesto di rispondere e chiamare giovani ragazzi, persone ecco che non ci seguono in modo diretto, li chiamino ad una   fede più forte e più coraggiosa, anche quella della donazione totale come laici, o come consacrati, nel mondo.”

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