Don Carlo Lembo – foto di Pietro Zangrillo

Omelia di Don carlo Lembo del 24 gennaio 2021 – registrazione di Pietro Zangrillo

Nella seconda domenica del tempo ordinazio il tema che evince dalle parole che ha espresso nell’omelia Don Carlo Lembo, parroco delle comunità parrocchiali di Santa Teresa d’Avila e Madonna del Carmine di Formia, è il tempo da dedicare alla urgente richiesta di cambiare il nostro cuore fatto di egoismi ed invece metterlo al servizio dell’amore verso i fratelli, un amore fatto di sapienza e di coraggio, come hanno fatto sia gli abitanti di Ninive nell’ascoltare le parole del profeta Giona, sia i primi apostoli che hanno abbandonato tutto per seguirlo. Ecco le parole di Don Carlo Lembo: “Un tempo che diventa sempre più breve, questo è quello scandito dalle letture che abbiamo ascoltato. Se Giona annuncia che dopo quaranta giorni Ninive sarebbe stata distrutta, san Paolo alla Lettera ai Corinzi ci dice che il tempo si è fatto breve e Gesù nel Vangelo ci dice che il tempo è compiuto. Un tempo che diventa sempre più stretto, e che chiede una conversione urgente, una conversione rapida. Quella è quella messa in campo dagli abintanti di Ninive i quali, di fronte all’annuncio di Giona, sudito cambiano vita, iniziano a fare penitenza, iniziano a invocare la misercicordia per la loro città e per il loro popolo. E Dio ascolta questa invocazione, Dio sa cambiare il suo progetto rapidamente in prospettiva del camiamento del cuore dell’uomo, quando riesce a vedere nel cuore dell’uomo il cambiamento. E’ questa è un po’ la sintesi della pagina del libro di Giona che abbiamo ascoltato, un Dio che sa cambiare il suo progetto, un Dio che sa scrutare il cuore, che non ha bisogno di aspettare 40 giorni, ma sa in un attimo usare misericordia perché ha saputo vedere nel cuore dei niviniti il cambiamento e la conversione. Allora il primo tema di questa domenica è l’urgenza della conversione, l’urgenza del nostro cambiamento del cuore. Siamo anche noi chiamati a cambiare, a cambiare il nostro cuore, a camminare dietro il Signore, senza rimandare al domani questa scelta, senza dire lo faremo, con un futuro che non arriva mai. Oggi è il tempo favorevole, oggi è il tempo compiuto per cambiare il nostro cuore e cambiare le nostre scelte e i nostri pensieri. Nell’annucio della Parola, del Vangelo, ci chiede anche non solo di cambiare il cuore ma anche di porre gesti che raccontino questo cambiamento. E’ il gesto dei pescatori, i quali subito sanno lasciare le loro reti, la loro barca per andare dietro a Gesù. Lasciano le loro sicurezze, le loro abitudini, la loro quotidianità, per provare con il Signore una quotidianità diversa, per iniziare a camminare dietro di lui. E’ un’ atto di fiducia quello compiuto dai primi discepoli, i qualilasciano ciò che garantisce a loro la vita per abbracciare l’incertezza del cammino dietro a Gesù, convinti che il Signore non li lascerà, il Signore camminerà per sempre davanti a loro. Allora il cambiamento del cuore deve coniugarsi con il cambiamento dei gesti della nostra vita, deve faerci mettere in cammino dietro al Signore, deve farci lasciare ciò che è più sicuro per iniziare a camminare dietro a Gesù, forse con passi più incerti inizialmente, ma passi animati dalla fiducia che il Signore continua a camminare davanti a noi, che il Signore non ci lascia nel nostro cammino. Chiediamo al Signore anche noi il coraggio dei primi discepoli, i quali subito hanno saputo accogliere la parolae la chiamata del Signore e hanno iniziato a camminare dietro di lui. E quando il nostro cammino ci sembra più incerto, fidiamoci del Signore il quale cammina sempre davanti a noi, il quale ci chiede di cambiare il cuore e ci chiede di fidarci di lui e della sua parola che è parola di Vangelo, parola che è buiona notizia, che cambia il cuore e dona salvezza a chi l’accoglie.”

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