Omelia Don Carlo Lembo – audio di Pietro Zangrillo

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Dopo che ha salutato Don Eric davanti alla comunità, ecco che Don Carlo Lembo, parroco della comunita parrocchiale di Madonna del Carmine – Santa Teresa d’Avila. prendendo spunto dall’episodio evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci, ha voluto mettere in risalto il significato di questo gesto che ha compiuto il Signore. Ecco quello che ha detto nella sua omelia Don Carlo: “Un saluto a Don Eric che sta qui qualche giorno con noi, come ormai è una bella tradizione estiva, lui svolge il suo servizio a Roma e sta qualche giorno a Formia. Quindi lo ringraziamo per la sua presenza in mezzo a noi. Abbiamo ascoltato la narrazione della moltiplicazione dei pani nella versione di Giovanni. E questo miracolo straordinario, da cui scaturirà un lungo discorso che ascolteremo nelle prossime domeniche, ha come punto di partenza una mancanza che viene colmata dalla disponibilità e dalla fiducia. La mancanza è quella del cibo, c’è una grande folla che ha seguito Gesù, che lo ha ascoltato, che è andata dietro di lui per i segni straordinari che lui compiva. Questa folla rimane intorno a Gesù in un luogo che è pressocchè desertico, c’è solo erba incorno, non c’è nulla. Ed a un certo punto Gesù lì esclama, fa una domanda ai discepoli: “Dove potremo trovare il necessario per sfamare tutta questa gente?” Il Vangelo ci dice sono cinquemila persone, quindi una folla straordinaria, in un luogo dove non ci sono spazi per trovare cibo. I discepoli sono, in qualche maniera, colpiti dalla domanda di Gesù, sono perplessi. Giustamente Filippo dice: “Duecento denari di pane non basterebbero, e anche avendoli duecento denari non ci sono i luoghi dove approvvigionarsi del cibo.” Come fare per dare seguito a quello che ha detto Gesù. E interviene Andrea, il quale dice: “Bè, effettivamente qualcosa lo abbiamo”. C’è un ragazzino, anonimo, che ha cinque pani e due pesci. “Ma potranno bastare cinque pani e due pesci per cinquemila persone?” La domanda di Andrea è una domanda piena di logica e di buon senso, non possono bastare. Eppure Gesù non si sposta di un millimetro, anzi, prende i pani, prende i pesci, rende la benedizione su quel cibo e inizia a distribuire. E qui si realizza il miracolo: il miracolo della condivisione. Cinque pani e due pesci nella mani del Signore non sono solo sufficienti per tutti, ma sono addirittura sovrabbondanti: dodici ceste vengono raccolte. Allora il miracolo della moltiplicazione dei pesci e dei pani non è solo un miracolo straordinario legato all’opera del Signore, è anche il miracolo della fiducia e della condivisione. Della fiducia di quel bambino che mette nella mani di Gesù i suoi cinque pani e due pesci, fa un atto di fiducia quel ragazzo, perché poteva anche non vederli più, magari è vero che Gesù era un personaggio straordinario, ma magari se lo sarebbero preso i discepoli, lo avrebbe preso Gesù stesso, lo avrebbe potuto consumare. Quel bambino si fida di Gesù, gli mette quei cinque pani e due pesci nelle sue mani. E Gesù li moltiplica e li fa abbindare per tutti. Il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci è il miracolo della fidicia di ciascuno di noi, che sa mettere la sua piccola vita nelle mani di Gesù. Qualche volta qualcuno mi dice: ma io posso fare poco, sono piccolo, non possiamo fare grandi cose. Ebbene, se quel bambino ha potuto sfamare tutta quella gente mettendo il suo poco nelle mani di Cristo, anche noi mettendo la nostra piccola vita nelle mani di Gesù, pieni ovviamente di imperfezioni e di limiti, però fiduciosi che il Signore può accogliere la nostra piccola vita, allora la nostra piccola vita può bastare per una moltitudine immensa. Ogni qual volta che ci fidiamo del Signore e ci mettiamo nelle sue mani con fiducia, sappiamo che il Signore può non semplicemente raggiungere alcune persone con sufficienza, ma addirittura fa sovrabbondare il nostro dono per tutti. Allora questo miracolo ci spinge a fidarci di Dio, a mettere la nostra vita nelle sue mani, non pensiamo mai di non essere sufficienti, di non avere possibilità di tempo e di cuore, di non avere l’amore necessario, di non avwere la misericordia necessaria, di non avere l’accoglienza sufficiente, qualunque gesto piccolo messo nelle mani di Cristo viene moltiplicato e diventa sovrabbondante per tutti. Però questo miracolo è anche il miracolo della condivisione, perché Gesù non fa spuntare il pane in mano a ciascuno, ma lo fa passare tra la folla, lo fa condividere in modo che ognuno possa essere a sua volta colui che accoglie e colui che dona il pane. Allora la condivisione è il cuore del miracolo della condivisione, la nostra condivisione, la nostra disponibilità, il nostro spezzare la nostra vita per gli altri la fa sovrabbondare per tutti. Ogni qual volta siamo capaci di condividere, di metterci a disposizione, anche con poco, ci accorgiamo che quel poco viene benedetto da Dio e viene moltiplicato per tutti. Che il Signore ci aiuti a fidarci sempre di lui, ci aiuti sempre a non pensare mai di essere troppo deboli, troppo piccoli, di poter fare troppo poco. Ci aiuti sempre a mettere la nostra vita il Signore nelle sue mani, ci aiuti a coindividerla con chi ci sta accanto, accogliendo il dono dell’amore di Dio che, entrando nella nostra vita, diventa sovrabbondante per tutti coloro che stanno intorno a noi.”

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