Don Carlo Lembo – foto di PIetro Zangrillo
Omelia di Don Carlo lembo del 21 marzo 2021 – audio di Pietro Zangrillo

https://youtu.be/vCB3L3WNuUU

La quinita domenica di Quaresima introduce la loogica del chicco di grano che per produrre frutto deve morire, deve scomparirte nella nuda terra. Gesù, rispondendo alla richiesta di poterlo vedere, ha detto che per vederlo bisogna che lui sia innalzato al di sopra degli altri per poter morire per gli uomini dando l’amore. E’ questo il senso del Venerdì sdanto che si vivrà nella settimana santa, speigato nelle parolepronunciate nell’omelia da Don Carlo Lembo, parroco delle comunità di Madonna del Carmine e Santa teresa d’Avila a Formia, nela messa domenicale: “Vogliamo vedere Gesù: questa è la domanda che i greci rivolgono a Filippo. Il desiderio di vedere Gesù, di incontrarlo, è il desiderio che anima la vita di ogni credente. Ed è un desiderio legittimo che queste persone esprimono a uno dei dodici discepoli, il quale subito si attiva perché questo incontro, questa possibilità possa realizzarsi. Ma la risposta di Gesù sembra spiazzare la richiesta sia dei greci sia il desiderio dei discepoli. Perché effettivamente Gesù parla di un momento di gloria che non si accorda con il potere. La gloria è la manifestazione della potenza di gesù e quindi potranno realmente i greci e i discepoli vedere questa gloria. Però subito dopo Gesù inizia a parlare con una metafora che dice tutt’altro, la metafora del chicco di grano, il chicco di grano che per portare frutto deve morire nella terra. Quindi non c’è una manifestazione ma c’è un nascondersi sotto la terra. E poi alla fine del Vangelo Gesù dice che a un certo punto della vicenda lui sarà innalzato e diventerà visibile a tutti. Sarà quello il momento in cui attirerà tutti a se. Sembra un parlare strano quello di Gesù, comntraddittorio, paradossale. Eppure è la logica del Vangelo, è la logica del cammino di Gesù, quella che Giovanni esprime in questa pagina. Perché il momento della maggiore visibilità di Gesù, ossia quando sale sulla croce, è uno dei pochi passaggi del Vangelo in cui Gesù è più in alto di tutti. Generalemnte Gesù è ritratto più in basso di tutti, l’Ultima Cena è evidente questo quando si inginocchia davanti ai discepoli, è il punto più basso che lui riesce ad occupare. Nel Vangelo però, quando Gesù è innalzato al di sopra di tutti posto nella posizione più alta di tutte, è il momento in cui è meno riconoscibile, perché sulla croce tutti facciamo fatica a riconoscere il volto di Dio. Riusciamo a leggere un volto sofferente, riusciamo a leggere anche un volto schiacciato dal dolore, ma facciamo fatica a leggere nella croce il volto potente di Dio, tant’è che tutti coloro che passeranno sotto la croce, tranne qualche eccezione, non lo riusciranno a capire. Eppure è quesrto il momento più grande della gloria di Gesù, il momento in cui si manifesta pienamente ilsuo amore per noi, perché sulla croce si manifesta tutto l’amore che Lui ha per ciascuno di noi, si manifesta la verità della parabola del chicco di grano. Solo quando Gesù si nasconderà nel momento, diciamo, più alto del suo ministero, solo in quel momento sapremo quanto ci ama, sapremo quanto Lui sia capace di generare vita nella nostra esistenza. E’ quello il momento in cui il Figlio dell’Uomo ci viene incontro con il suo amore che è capace di perdere tutto per codanci tutto. Allora abbracciare la logica della croce, che è la logica del nascondimento nella gloria, vuol dire nella nostra vita vivere lo stesso, vuol dire imparare nella nostra vita a fare nostra la logica del chicco di grano, capace di amare gli altri abbassandoci sempre di più, nascondendoci sempre di più, capèace di mare gli altri perdendo tutto quello che è la nostra vita per amore degli altri. E’ questo quello che Gesù vive nel Venerdì Santo sulla croce, la sua gloria è la gloria dell’amore, non è la gloria della manifestazione potente che noi ci saremmo aspettati o che avremmo desiderato, è la gloria dell’amore che porta frutto nell’amore dell’altro, è la gloria dell’amore che allarga le braccia sulla croce perché ognuno di noi possa trovare in quella croce lo spazio per essere amato da Dio. Che il Signore ci aiuti a alzare lo sguardo su quella croce e a riconoscere il mistero dell’amore lì inchiodato. Che il Signore ci aiuti a guardare la croce con gli occhi degli innamorati, che sanno vedere oltre il velo della sofferenza e sanno cogliere la gloria della manifestazione di Dio. Che il Signore ci aiuti a fare nostra la logica del chicco di grano quotidianamente nelle piccole cose, ci aiuti a perdere un po’ della nostra vita per donarla e condividerla con gli altri, ci aiuti aperdere un po’ della nostra vita per amore degli altri.”

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