Omelia Don Carlo Lembo del 10 gennaio 2021 – registrazione di Pietro Zangrillo

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Battezzarsi è un camminare insieme al Signore: è l’esempio che ha voluto lasciare Gesù, quando si è fatto battezzare nel Giordano perché si adempissero le Scritture, è un gesto di grande disponibilità nei confronti dell’uomo di Dio Padre. Ecco, come ha spiegato nella sua omelia Don Carlo Lembo, parroco delle comunità di Madonna del Carmine e di Santa Teresa,, questo aspetto viene rimarcato dalleparolepronunciate diveni secoli prima della venuta del Signore dal profeta Isaia: “Nella festa del Battesimo del Signore contempliamo, a partire dalle letture che abbiamo ascoltato, due movimenti che si incrociano. Il primo movimento è quello di Dio, Gersù che scende nel Giordano per farsi battezzare e sicuramente è l’espressione del movimento di Dio che viene incontroa noi, perché per farsi battezzare nel Giordano Gesù si è messo in fila con i peccatori, è venuto incontro alla nostra storia di peccato, l’ha condivisa la nostra storia di peccato prendendo già dall’inizio del suo ministero il peso del nostro peccato su di se. Scende nell’acqua e risale da quell’acqua per, in qualche maniera, prendere su di se e riscattare il peso del nostro pecccato. E’ un agire strano quello del nostro Dio, un Dio che non si limita a guardarci a distanza, ma inizia a condividere sin dall’inizio la nostra strada, inizia a prendere su di se iul peso della nostra vita, con tutti i limiti che noi ci portiamo, non per giudicare ma per accompagnare la nostra esistenza. Allora il dono del Battesimo del Signore, che non è un dono sacramentale come quello che celebriamo noi, però è emblematico nel modo in cui Dio interpreta la sua missione, che è una missione salvifica. Abbiamo ascoltato nella prima lettura tratta dal profeta Isaia la metafora utilizzata dal profeta per descrivere l’agire di Dio è quella della pioggia e della neve. In questo periodo ne stiamo vedendo tanta di pioggia, forse anche un po’ troppa. Però soprattutto quando questa pioggia manca, ci accorgiamo come la terra diventa arida, secca, non è capace di produrre, quando non piove ci accorgiamo che facciamo fatica ad andare avanti, abbiamo vissuto tempi in cui la mancanza di pioggia ha determinato nella nostra città mancanza d’acqua e sappaimo quanto sia prezioso questo dono. Ebbene, quando Isaia deve descrivere l’agire di Dio, lo paragona appunto alla pioggia e alla neve, pioggia e neve che fecondano la terra, che la rendono fertile, che la rendono capace di produrre vegetazione, di produrre vita. Questo è l’agire di Dio, entra nella nostra terra, la terra della nostra vita e porta frutto, donandoci salvezza, donandoci fecondità. E allora il primo movimento che noi celebriamo nel Battesimo è il movimento di Dio, che entra nella nostra storia non per giudicarla ma per salvarla e accompagnarla. C’è pero anche un altro movimento, perché Dio fa tanti passi verso di noi forché l’ultimo. Abbiamo bisogno noi di fare un passo verso di lui, abbiamo bisogno di raccogliere l’invito del profeta a cercare Dio quando si rende vicino. Abbiamo bisogno di aprire il cuore, perché anche il camminare di Gesù accanto a noi non è sufficiente se noi non accogliamo questa sua presenza e non lo facciamo entrare nela nostra vita. Allora nel Battesimo, davanti al dono di Dio grande che lui ci fa di camminare accanto a noi, dobbiamo però aprire il nostro cuore, aprire la nostra vita, affinchè lui possa entrare e possiamo accolgiere il dono grande della sua grazia e della sua salvezza. Allora acogliamo l’invito del profeta, cerchiamo il Signroe che si è reso vicino, camminiamo verso di Lui, e anche quando facciamo esperienza della nostra distanza da Lui, quando ci accorgiamo che i nostri pensieri non sono i suoi pensieri, ricordiamoci che il Signore abbatte le distanze, che il Signore viene verso di noi per salvarci e per amarci, non per condannarci o per giudicarci. Che Gesù ci aiuti a fare quest’ultimo passo necessario per accoglierlo e ci faccia sempre ricordare il Signroe che lui ha fatto tutti gli altri passi, che è venuto a camminare accanto a noi, non come un giudice ma come un compagno di strada, come un fratello e come un figlio che ci insegna ad amare il Padre.”

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