Omelia Don Antonio Centola – registrazione di Pietro Zangrillo
Saluti Generale Di Brigata Sandro Sanasi – registrazione di Pietro Zangrillo




Una tre giorni di “Pellegrinatio Mariae” nella terra pontina dal 1 al 3 marzo che si è conclusa a Gaeta, nella chiesa della SS. Annunziata , il santuario della città di Gaeta dove è in corso il Giubileo per i settecento anni della sua fondazione. Sotto la responsabilità e l’organizzazione dell’Aeronautica Militare, esattamente la Quarta Brigata Telecomunicazioni e Sistemi per la Difesa Aerea e l’Assistenza al Volo di Borgo Piave, è cominciata lunedì a Terracina e si è conclusa a Gaeta. E’ arrivata la sacra effige della Madonna Nera di Loreto con un trasporto speciale, in perfetto orario per la celebrazione della messa prevista per le ore 10, accolta in modo solenne dal parroco della Cattedrale don Antonio Centola. Tra le autorità civili e militari presenti, come è stato annunciato nel comunicato stampa da perte dell’ufficio stampa della Quarta Brigata, sono intervenuti il Generale Di Brigata Sandro Sanasi, Comandante della 4^ Brigata dell’ Aereonautica Militare di Borgo Piave, il Tenente Colonnello Sergio De Sarno, comandante del Gruppo di Formia della Guardia di Finanza, il comandante della Guardia Costiera di Gaeta Federico Giorgi, l’ assessore Teodolinda Morini per il Comune di Gaeta, il vice Questore Roberto Graziosi e il Tenente Giovanni Pastore per l’ Arma dei Carabinieri. Dopo l’ingresso della statua a cura di un piccetto di onore, è cominciata la celebrazione eucaristica presieduta dello stesso parroco concelebrata insieme ad altri due sacerdoti, il cappellano del Presidio Aereonautico di Latina Don Antonio Atzeni e il cappellano della Scuola Nautica della Guardia di Finanza don Hovespt Achkrian. Don Antonio Centola ha accolto, all’inizio della celebrazione, la delegazione dell’Aeronautica Militare, insieme alle altre autorità civili e militari e delle forze di polizia, anche a nome dell’arcivescovo Mons. Vari. Nella sua omelia il parroco ha voluto parlare della Santa Casa, luogo di accoglienza di Dio, legata all’Arma Azzurra per via del miracolo che, secondo la tradizione, ha permesso alla Santa Casa di Nazareth di stabilirsi nelle marche, nella ridente collina di Loreto. Ecco le parole pronunciate nell’omelia dal parroco don Centola: “Ben conosciamo il nome particolare del santuario da cui proviene questa effige: è il Santuario di Loreto, ma tutti lo conosciamo come la Santa Casa. E in questa mia riflessione qui con voi vorrei partire proprio da questa definizione del luogo da cui questa raffigurazione dellamadonna proviene, la Santa Casa, e in particolare vorrei soffermamrmi sul significato di questa parola casa che ha per noi, per noi uomini innanzitutto, per noi credenti poi. E allora casa, che cosa è casa. Il cardinal Comastri, che con Loreto ha un rapporto tutto particolare, commentando uno dei misteri gaudiosi del rosario, quello di Gesù che viene ritrovato nel Tempio, parlando di casa dice che la famiglia è la casa di Gesù e dunque commenta quel mistero del ritrovamento di Gesù affermando che una famiglia, una casa, per essere felice deve avere al suo interno posto – spazio per Gesù. E come la Madonna e San Giuseppe sono stati in pena finchè non hanno ritrovato il Figlio Gesù e lo hanno riportato con loro a casa,così anche noi, commenta il porporatoi, dovremmo essere in pena, le nostre famiglie, le nostre case dovrebbero essere in quella sana e santa ansia fonché non hanno al loro interno Gesù. E allora la Santa Casa dove Gesù vive mpm è spolo quella di Loreto, ma è anche quella delle nostre famiglie. E allora davanti a questa immagine della Madonna non possiamo pensare alle nostre case, alle nostre famiglie, non possiamo affidare a Lei le nostre case e le nostre famiglie. Che cosa significa avere Gesù con noi a casa’? Mi permetto di proporre un’altra esperienza mia personale questa volta, ed è stato l’incontro con l’arcivescovo Farano che mi ha presentato nel 1996 in seminario. Quando andai, accompagnato dal sacerdote che mi aveva seguito per chiedere di andare in seminario, rimasi spiazzato perché l’arcivescovo Farano mi disse: ma tu inviti mai la Madonna a casa tua? Io non sapevo che cosa rispondere, anzi avrò anche pensato che cosa mi sta chiedendo. Adesso, dopo un po’ di anni, da quel 96 mi rendo conto della sapienza e della saggezza. Avere Gesù, avere la Madonna a casa, aprire le nostre famiglie a questa dimensione trascendente, spirituale, è qualcosa di fondamentale, altrimenti non è vero più niente, altrimenti non ha senso più niente, altrimenti ci svegliamo come questa mattina e sentiamo della notizia dell’arresto dio qeui due uomini a Faenza per l’omidicio di quella donna. Le case sono queste, possono essere queste senza la presenza del Signore e per noi che ci crediamo certo, non perché se non credenti poi ci si può ammazzare fra di noi, ci mancherebbe. Però noi abbiamo un motivo in più, abbiamo una ragione in più, abbiamo dei convincimenti in più. C’ è davvero il Signore allora nelle nostre case, nelle nostre famiglie? Perché venire qui a pregare, a invocare, a contemplare la Madonna di Loreto, la Madonna della Santa Casa poi significa far diventare concretamente anche le nostre case, le nostre famiglie la Santa Casa, dove Gesù ha un suo posto, ma non basta. Pensando a che cosa è casa, e a partire dalla prima lettura che è stata proclamata in questa celebrazione, riflettevo che il Signroe ha scelto un altro luogo dove abitare, ed è la nostra vita, il nostro cuore, la nostra anima. Anche quella è la Santa Casa. E forse noi credenti, con più coraggio, dovremmo afferamre oggi più che mai proprio questa realtà. Noi ci chiamiamo cristiani, prendiamo il nome da Gesù, da Cristo, e questo perché per noi il Signore non è una presenza semplicemente accanto a noi, ma addirittura una presenza dentro di noi, altrimenti non avrebbe senso la comunione che noi fra poco faremo in questa celebrazione. Quel pane che sull’altare diventa il corpo di Crist, poi non rimane esterno a noi, vicino a noi, viene dentro di noi. E noi diciamo Amen quando riceviamo il Corpo di Cristo e, duinque, come commentava Sant’Agostino, ripeto, a me e a tutti noi, quell’Amen significa “diventa Cristo”, “sii come Cristo”, “vivi per Cristo”, “annuncia Cristo”.Io dico Amen a tutto questo e allora si che la mia vita, il mio cuore, la mia anima, è la Santa Casa, nel momento in cui quell’Amen è vero, è reale, è convinto, è coerente e io so Cristo cosa ha portato, cosa ha annunciato, cosa ha fatto. Diventare io cristiano davvero è essere un altro Cristo, oggi significa fare memoria di quei suoi gesti, atteggiamentio, delle sue parole, deri suoi insegnamenti, ma poi viverli. Quanto sarebbe diverso il mondo attorno a me se io vivessi con convinzione, con coerenza, con determinazione, con coraggio a volte la mia fede, il mio appartenere a Cristo. E allora anche no, come Maria, possiamo essere la Santa Casa. Abbiamo ascoltato nel Vangelo che Maria chiede come avverrà questo, una domanda che ci dovremmo fare anche noi perché essere di Cristo, appartenere a Cristo non è cposa facile. E la risposta dell’angelo per noi è la stessa: lo Spirito santo scenderà su di te, la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Non c’ è chiesto di fare tutto da soli, il Signore è sempre con noi, quello Spirito accompagna anche la nostra vita, quello Spirito rende la nostra vita un luigo idoneo, adatto, pronto ad essere di Cristo, come ha reso quel grembo di Maria adatto, idoneo ad accogliere in modo vero, carnale la nascita di quel bambino, il Figlio di Dio. E infine c’è una terza dimensione che vorrei considerare, a partire dagòli insegnamenti di papa Francesco, che chiama la terra il “mondo casa comune”. E allora il mondo intero è casa comune e in modo particolare questo pensiero per gli appartenenti all’Aeronautica, che hanno la fortuna di vedere il mondo intero qualche volta un po’ con gli occhi di Dio, dall’alto. Dio abita nei cieli, la terra è lo sgabello dei suoi piedi, abbiamo sentito tante volte nella Bibbia, e poter vedere la terra dall’alto con gli occhi di Dio per chi ha fatto questa esperienza è davvero significativa, e tutto qucauista una dimensione e una proporzione particolare. Ci rendiamo conto davvero che siamo ben poca cosa quando si può osservare la terra dallo spazio, dal cielo, ci rendiamo conto che le distanze davvero sono relative. E in tal senso, a partire dall’insegnamento di papa Francesco che la terra è casa comune, in un momento in cui la globalizzazione sembra produrre effetti, anche effetti di distanza, di lontananza, di contesa, di rivalità, onìvece che di unire ancora di più vorrei proporre e concludere, vorrei proporre un Midrash, il racconto della Creazione, che ci fa capire davvero come la terra è la casa comune di tutta l’umanità, di tutti gli uomini. E questo Midrash dice questo, “che il Signore al temine del quinto giorno della creazione, perima di iniziare il sesto, e dunque di creare l’uomo, ha chiesto all’arcangelo Michele di raggiungere i quatto punti cardinali, e di rpendere da essi un pochettino della terra e poi di portarli a lui, e il Signore, impastando questa terra che proveniva dai quattro punti cardinali, con quella terra ha creato l’uomo. Dunque, ciascun uomo non è mai straniero, ciascun uomo è cittadino del mondo, ciascuna persona dove va trova una casa e non è semplicemente straniero od ospite. E allora come non ringraziare papa Francesco perché, in occasione di questo giubileo di Loreto, la Madonna di Loreto ha voluto integrare le litanie slls Madonna che portano proprio il nome di Lauretane in onore della Madonna di Loreto, porprio con anche questa invocazione che riguarda i migranti, Conforto dei Migranti. Adesso recitiamo, abbiamo aggiunto alle nostre litanie alla Madonna, per volontà di papa Francesco, in occasione di questo Giubileo, in un tempo in cui questo fenomeno migratorio mette in discussione gli equilibri degli stati, ma dovrebbe mettere più in discussione le coscienze dei buoni il papa ci ricorda, appunto, questa realtà, e ogni uomo ha diritto di abitare sulla terra. Certo, ci sono le regole, ce le dobbiamo dare per vivere bene, per vivere nel bene, nella giustizia, nella pace, però quel riferimento al Midrash ci ricorda che siamo cittadini, e questo perchè il Signore ci ha trasformati con quella polvere delsuolo che proveniva da tutta la terra da Lui creata. E allora affidiamoci alla Madonna di Loreto, chiediamo a Lei di sentire forte l’invito ad essere la Santa Casa, le nostre famiglie siano la Santa Casa, i nostri cuori, le nostre coscienze le nostre vite siano la Santa Casa, la terra tutta casa comune, siano la Santa Casa”. Dopo la liturgia eucaristica, ecco che è stata letta la preghiera dell’Aviatore:

Dio di potenza e di gloria,
che doni l’arcobaleno ai nostri cieli,
noi saliamo nella tua luce, per cantare,
col rombo dei nostri motori,
la tua gloria e la nostra passione.

Noi siamo uomini, ma saliamo verso di te
dimentichi del peso della nostra carne,
purificati dei nostri peccati.

Tu, Dio, dacci le ali delle aquile,
lo sguardo delle aquile, l’artiglio delle aquile,
per portare, ovunque tu doni la luce,
l’amore, la bandiera, la gloria d’Italia e di Roma.

Fa, nella pace, dei nostri voli il volo più ardito;
Fa, nella guerra, della nostra forza
la tua forza, o Signore;
Perché nessuna ombra sfiori la nostra terra.

E sii con noi, come noi siamo con te,
per sempre.

Al termine della funzione religiosa è intervenuto il Generale Di Brigata Sandro Sanasi del rappresentante dell’aeronautica il quale ha voluto ringraziare per l’accoglienza ricevutail parroco don Antonio Centola: “Prendo la parola brevemente semplicemente per ringraziare il parroco, l’accoglienza che ci è stata riservata e che è stata riservata alla Madonna, alle autorità civili e militari interventute, con oggi noi chiudiamo questa tre giorni sotto la responsabilità della Quarta Brigata, abbiamo concluso sicuramente in maniera eccellente. Grazie ancora e l’accoglienza della città, con la presenza che c’è anche in chiesa nopnostante il giorno feriale e di mattina ma prutroppo legate, che ci hanno obbligato a questo, quindi grazie ancora, ringrazio le Associazioni combattentistiche e d’arma che hanno voluto onorare con la loro presenza la nostra Madonna, e nella speranza che ci doni peripodi più sereni per tutti quanti visto che viviamo un momento molto particolare. Grazie ancora.” L’effige della Madonna Nera di Loreto è rimasta fino al pomeriggio inoltrato per riprendere il suo cammino itinerante atto a portare speranza e pace a tutti i cuori. La preghiera sulle immaginette distribuite alle persone presenti alla celebrazione, che è stata composta per l’occasione è la seguente:

O Dio, la tua gloria è più alta dei cieli;

fa che nel sollevarci in volo

si elevi in alto anche il nostro spirito

e donaci le ali della fede, della speranza e della carità.

Il volo degli aerei sia un arcobaleno

che unisce gli uomini e le donne di ogni continente

in un abbraccio fraterno

di amicizia, di solidarietà e di pace.

Per la materna intercessione della beata Vergine di Loreto,

proteggi tutti coloro che la invocano come cleleste Patrona,

perché concludano felicemente il loro viaggio

tra i paesi e i popoli del mondo.

A te, padre

che con il Figlio tuo regni glorioso

nell’unità dello Spirito santo,

ma lode e la gloria per l’eternità. Amen!

Maria, Regina e Porta del cielo, prega per noi!”

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