L’omelia di Don Antonio Cairo per il Battesimo di Gesù

Icona Pantocratore
Consacrazione
Don Antonio Cairo

Il Battesimo di Gesù è la ricorrenza liturgica che chiude le festività di Natale e l’omelia che ha tenuto Don Antonio Cairo ha messo in evidenza questo aspetto: “Dopo la manifestazione del Signore ai Magi, in questa domenica dopo l’Epifania celebriamo la seconda manifestazione di Gesù trentenne nel fiume Giordano servo e sposo dell’umanità. Abbiamo visto come nell’Epifania, in comunione con la Chiesa d’Oriente, la Chiesa Ortodossa, nell’Epifania celebrano i te eventi, secondo quanto l’antifona al Benedictus delle lodi ci ha ricordati ieri nella celebrazione della Liturgia delle Ore, oggi la Chiesa viene lavata nel fiume Giordano, purificata nel fiume Giordano, arrivano i magi con i doni alle nozze regali all’acqua cambiata in vino che allegra la festa. Facciamo un salto di qui, da due anni ieri a 30 anni oggi, che cosa ha fatto Gesù tra i due anni e i trent’anni, abbiamo incontrato di Luca che ci dice: Gesù ai dodici anni si smarrisce nel tempio, Gesù ha vestito la sua umanità e la sua libertà nel silenzio e nel nascondimento. Ha vestito il suo essere Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo, nel nascondimento della famiglia, questo ci fa ricordare che la vita cristiana viene vissuta nella sua purezza, innanzitutto nella fedeltà quotidiana, nell’impegno quotidiano, e chi è fedele nel poco, sarà fedele anche nel molto. quindi Gesù vivendo nella fedeltà, la sua vita si è preparato nella sua missione messianica, che viene inaugurata ne fiume Giordano. Si apre, come abbiamo ascoltato, nel Vangelo di Matteo, si aprirono per Lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come un a colomba e venire su di lui, tanto si è voluto rappresentare qui all’ambone essendo l’icona del pantocratore al di sotto dell’icona dello Spirito santo. lo Spirito si posa su Gesù e la voce del Cielo che dice: questo è il Figlio mio amato, in Lui ho posto il mio compiacimento. Lui è il Mio volto misericordioso, lui è il Mio messaggero per arrivare a Me e alla mia divinità dovete passare attraverso l’umanità di Gesù Cristo. E proprio nel fiume Giordano che Gesù inizia la sua missione, che cosa farà Gesù, porterà la bella notizia che Dio ama l’umanità e questa bella notizia diventerà forte, diventerà diffusa dal giorno dopo la Risurrezione, e il vangelo che viene predicato a tutti ipopoli perché cristo ha vinto il peccato e la morte. E profeticamente Gesù si immerge nelle acque del fiume Giordano per esprimere la solidarietà con la fragilità umana, e questa solidarietà poi viene accompagnata nella sua missione messianica attraverso le guarigioni, attraverso la misericordia, verso i più deboli e peccatori, attraverso la risurrezione dei morti. Sono i segni che esprimono quello che Dio Padre vuole realizzare, Dio vuole che l’umanità sia liberata dalla schiavitù del peccato, sia rafforzata dall’azione dello Spirito Santo ed ecco ch la misericordia del Padre appunto si manifesta attraverso la forza dello Spirito che opera con Gesù nel deserto, lo Spirito spinge fino alla tentazione perché gesù sia solidale con l’umanità persino in questo in tutto simile a noi, escluso il peccato. Il fatto che l’evangelista Luca e l’evangelista Matteo descrive l’apertura dei cieli significa che il cuore di Dio si apre, che ogni creatura ogni uomo e ogni donna deve rispondere a questa proposta di amare. Oggi Festa del Battesimo del Signore, è l’Epifania della voce del Padre, è l’epifania dell’Azione dello spirito, ma anche l’Epifania del cuore, il cuore di ogni uomo, di ogni donna, che ci apre alla guerra, che si apre disponibile a riconoscere con gioia tutte le opportunità di grazia, tutte le proposte di amore che Dio farà attraverso Gesù di Nazareth. Da oggi Gesù passerà nella nostra vita, ecco l’anno liturgico che ci introduce nel tempo dell’anno. Questa è l’ultima domenica delle festività natalizie, poi veniamo introdotti nel tempo ordinario. Gesù in maniera ordinaria cammina con noi, opera in noi, agisce con noi, agisce in noi. E quanto stiamo sottolineando in più riprese nella scuola di preghiera del venerdì. Noi condividiamo con Gesù la stessa umanità, quindi anche noi dobbiamo condividere la sua stessa opera di salvezza, con Gesù siamo chiamati ad operare guarigioni, con Gesù siamo chiamati ad essere operatori di misericordia, con Gesù siamo invitti a far risorgere le persone dalla situazione di depressione, dalla situazione di chiusura, di solitudine, ad una situazione di comunione pura con Dio e con i fratelli e questo lo facciamo attraverso la grande opera di carità che la liturgia eucaristica ma anche attraverso l’opera di evangelizzazione, attraverso l’opera della Chiesa, l’opera di una parrocchia che agisce all’interno di un territorio. E allora chiediamo al Signore di saperlo vedere presente nella nostra vita, di darci occhi nuovi, perché cogliendo la sua presenza nella nostra vita possiamo accogliere le sue parole di misericordia che ci invitano a rafforzare la nostra fede e accogliendo le sue parole di misericordia, possano queste fruttificare in noi, e trasformare la nostra esistenza in una esistenza nuova, rimarcata dall’amore.”

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