Omelia di Don carlo lembo del 28 marzo 2021- registrazione di Pietro Zangrillo

Con la solennità della Domenica delle Palme comincia la Settimana Santa, quest’anno in modo decisamente insolito per via delle restrizioni anti Covid 19 che la cittadinanza vive. Infatti diverse funzioni, tra cui la Veglia Pasquale, sono state anticipate e anche la tradizione benedizione delle Palme in chiesa è stata effettuata dal posto, senza perlatro loscambio degli stessi ramoscelli di ulivo, come dadisposizioni della Cei da rispettarsi durante le celebrazioni diq eusta settimana. Ecco che, dopo la Benedizione dei rami d’ulivo e anche la lettura evangelica dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, che ha dato l’inizio alla più santa delle settimane, ecco che Don Carlo Lembo, parroco delle comunità parrocchiali di Madonna del Carmine e Santa Teresa di Formia, ha tenuto una breve omelia dopo la lettura del brano della Passione tratta dall’evangelista Marco: “Un breve pensiero su questo testo che di per se non ha bisogno di alcun commento perché rappresenta il centro della nostra fede. Quello che mi colpisce nella narrazione di Marco è l’estremo silenzio di gesù, il quale non dice quasi nulla in tutto il racconto della Passione, parla pochissimo perché di fatto c’è pochissimo da dire. Il Signore, camminando con il peso della croce, non ci dona tante parole, ci dona la sua stessa vita, facendosi crocifiggere sulla croce, ci ricorda di fronte al mistero della Croce non abbiamo nwecessità di trovare parole, dobbiamo solo avere la fede necessaria per alzare gli occhi davanti al Crocifisso, per guardare il Signore che si è lasciato inchiodare per amore nostro, perché anche noi quando prendiamo la croce, possiamo sentirci amati e abbracciati da lui. Vive anche il dramma dell’abbandono il Signore sulla croce, quando grida con il testo del salmo al Signore che lo ha abbandonato. Così anche noi, quando pèortando la Croce ci sentiamo abbandonatio dal Signore, sappaimo che il Signore è li accanto a noi, che il Signore ha attraversato e vissuto quello stesso momento di scoraggiamento che capita a tutti noi quando siamo chiamati a prendere la croce. E allora realmente sulla croce non abbiamo bisogno di parole, abbiamo bisogno solo di sentirci abbracciati da Dio, che rimane lì per stare davanti a noi e accanto a noi, che rimane lì per sostenerci con il peso della nostra croce, che rimane lì accogliendo tutti i dubbi, le pèerplessità, tutte le pèroteste, le lamentele che noi possiamo fare a lui. Un Dio non assente ma presente sulla croce, un Dio che non si dilunga in parole vuote e inutili ma che allarga le braccia per tenerci per sempre accanto a se. Chiediamo al Signore la grazia di lasciarci abbracciare la lui crocifisso, di senrtirci abbracciati da lui quando anche noi, come lui, prendiamo la croce, di sentirci sostenuti non a parole di un Dio che rimane a distanza, ma dall’abbraccio di un Dio che si fa accanto a noi e ci consola con il suo amore. “

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