Lo spopolamento della città di Gaeta: il j’accuse di Rifondazione Comunista

Comune di Gaeta
Comune di Gaeta

Rifondazione Comunista di Gaeta lancia la sua accusa, partendo dai dati demografici in possesso del Comune di Gaeta, sul progressivo spopolamento della città, anche se 440 abitanti in prospettiva con una popolazione residente di circa 20 mila abitanti, che in percentuale è un irrisorio 2, 22% , non significa molto, ma se il termini numerici la città ha perso la forza lavoro in questa percentuale allora si può capire che l’allarme di Rifondazione Comunista lanciato dal circolo Mariano Mandolesi e tutt’altro che giustificato, anzi.

In questo ci facciamo aiutare dal documento che ha stilato il direttivo del Circolo:

“La lettura della parte introduttiva del Documento Unico di Programmazione 2016-2018 del Comune di Gaeta, riguardante la situazione demografica, rappresenta lo spaccato più eloquente della durissima lotta di classe unilaterale rivolta contro i ceti popolari della nostra città.

Stando ai dati pubblicati, solo nel 2015 Gaeta ha perso ben 164 residenti tra il saldo naturale (nascite e decessi) che registra un record di -101 ed il saldo migratorio (residenti emigrati e in arrivo) che registra un -63. Se si guarda indietro soltanto agli ultimi 5 anni e si sommano le due voci, quasi sempre precedute dal segno meno, si scopre che in un periodo così breve Gaeta ha perso ben 440 abitanti. Negli anni ancora precedenti è riscontrabile un andamento simile. L’invecchiamento inesorabile della popolazione è l’altro dato impressionante con ben 4995 residenti di oltre 65 anni e soltanto 2372 tra 0 e 14 anni, su un totale di 20936 cittadini registrati al 31/12/2015. Gaeta risulta essere al quinto posto della provincia di Latina per “indice di vecchiaia”.

Questi dati sono il frutto delle politiche a senso unico che denunciamo e combattiamo da tempo, del pressoché totale vuoto di rappresentanza degli interessi delle classi subalterne costituite da giovani precari, stagionali o stabilmente disoccupati, dipendenti di aziende rapaci, pensionati impoveriti, stranieri sotto schiaffo ed operatori di piccole attività. Le forze politiche di Centrodestra, Centrosinistra e liste civiche populiste susseguitesi al potere negli ultimi 30 anni hanno formato un vero e proprio “Partito Unico” legato a ristrettissime lobby speculative divise solo da logiche spartitorie, familiari e clientelari, impegnate in perenni cambiamenti di casacca ma ancorate alla difesa dei soliti privilegi. Mentre la fetta più ampia della popolazione è costretta ad emigrare come nel caso dei più giovani, a vedere i figli lasciare la propria terra o a vivere una vita sempre più difficile e meno dignitosa come accade a migliaia di anziani e meno abbienti, un’esigua minoranza rappresentata da rendite immobiliari, costruttori, stabilimenti balneari, albergatori, borghesie professionali e ceto politico irremovibile continua ad arricchirsi e a dirigere le politiche locali in suo favore e a discapito dell’occupazione lavorativa, del progresso e della equa condivisione del bene comune. Questo avviene tra l’altro nel quadro nazionale ed europeo di un capitalismo a liberismo economico sempre più spinto. La Giunta Mitrano rappresenta purtroppo l’epilogo peggiore e più accentuato di questo lungo processo degenerativo cittadino.

La completa assenza di politiche a tutela del lavoro, di edilizia popolare e difesa del diritto abitativo, l’aumento incontrollato delle tasse comunali e la loro natura indifferenziata che colpisce allo stesso modo fasce di reddito distinte, il continuo ricorso o sostegno alle privatizzazioni e al Project Financing che ha coinvolto settori quali l’acqua, i rifiuti, l’illuminazione pubblica, la cultura, le strutture sportive, i trasporti, il cimitero ed i servizi in genere, provocando aumenti esorbitanti delle tariffe, la mancanza di politiche sociali efficaci che vadano oltre la semplice elemosina o il clientelismo, stanno trasformando rapidamente Gaeta in una città per ricchi. Le inadempienze sul piano sociale vengono falsamente giustificate con la mancanza di risorse, mentre si spendono impunemente milioni di Euro in continui interventi di mero abbellimento quali rotonde, arredo urbano, vegetazione, progetti di grandi e inutili opere aggiudicati con procedure arbitrarie, ricadute occupazionali quasi nulle e rischi crescenti di infiltrazioni malavitose.

La più grande forza di questa Amministrazione tuttavia rimane evidentemente l’incapacità o la connivenza delle forze di minoranza che in Consiglio comunale operano un’opposizione debole, sterile e altrettanto disattenta ai veri bisogni della popolazione. In questo senso coloro i quali in occasione delle ultime elezioni hanno sostenuto contro Mitrano gli schieramenti oggi presenti nell’assise cittadina a sostegno dei candidati rivali sono stati presi in giro esattamente come coloro che hanno sostenuto la destra di governo.

Anche il nostro più sincero avversario ormai riconoscerà che a Gaeta, come nel resto del Paese, finché un soggetto politico simile agli storici e vincenti partiti comunisti non ritornerà ad essere egemone e rappresentativo delle classi subalterne queste continueranno ad essere tradite, schiacciate, sconfitte e umiliate. Il nostro impegno quotidiano quindi è e rimarrà quello di ridare voce ai tanti che oggi non contano niente, che sono costretti ad andarsene dalla propria città o restarvi al di sotto dei minimi livelli di sussistenza.  A questo scopo lavoriamo al rafforzamento dell’organizzazione Comunista e delle pratiche Antiliberiste e Anticapitaliste in blocco.”

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