Lo spettacolo “A memoria d’uomo” per gli alunni delle terze classi superiori alla Torre di Mola

Uno spettacolo che non è la prima volta che si svolge nella zona del Golfo, ma ogni volta è sempre commovente: “A memoria d’uomo”, lo spettacolo che ha come comune denominatore “Il giorno della memoria e della Shoah”, l’anello di congiunzione che lega le città e le comunità di Formia, Gaeta e Minturno coinvolgendo tutti i ragazzi del comprensorio. All’interno della Torre di Mola, l’attore e regista teatrale dell’associazione TeatrArte Enzo Scipione ha “guidato”, attraverso la sua voce narrante e le installazioni visive, i ragazzi delle terze classi delle scuole secondarie di primo grado di Formia in un racconto toccante, un viaggio per rivivere il ricordo della Shoah e dei campi di sterminio. Momenti ricchi di pathos, vissuti nel silenzio e con estrema attenzione dagli alunni. Al centro della scena sedie sparse poste senza una logica e senza un perché, a testimoniare ciò che sta per raccontare il genocidio, che non ha logica.  Ha commentato Alessandra Lardo, assessore alla formazione, integrazione, politiche giovanili e sportello Europa: “ Una giornata per sensibilizzare le generazioni non solo al genocidio degli ebrei, ma anche verso eventi che accadono tutt’oggi sotto la nostra indifferenza. Ci sono state persone che hanno perso la vita per salvare coloro che erano coinvolti in questi massacri, perché avevano una coscienza e si opponevano alle leggi.  Erano chiamati ‘I Giusti’, gli uomini e le donne che si sono impegnati per soccorrere i perseguitati durante i genocidi e le deportazioni. Un punto di riferimento per ricordare, a tutti, coloro i quali lottarono contro i totalitarismi, per la difesa della verità e della memoria, tramandando esempi morali ed etici. Noi dobbiamo essere dei giusti nei nostri cuori, ricordando e acquisendo una mentalità critica anche nei confronti delle ingiustizie e aiutando quelle persone che possono sembrare in quel momento delegittimate da un potere superiore”. Ha aggiunto il vice sindaco e assessore alla Cultura Carmina Trillino, presente anche lei all’evento:  “Solo attraverso la conoscenza, anche mediante la narrazione, di quei tragici avvenimenti ci si rende liberi. La memoria, insieme alla conoscenza, armi per non dimenticare quell’epoca con i ragazzi quali custodi”.

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