Aula

Uno sciopero che è stato annunciato dagli sudenti di Latina, nonostante la direttiva che ha previsto la riapertura degli istituti al 18 gennaio. I rappresentanti di istituto e della Consulta provinciale dell’istituto ‘Marconi’ di Latina hanno spiegato le ragioni della loro adesione alla protesta che li ha coinvolti in questa mattinata: “Partecipiamo alla manifestazione di oggi per far notare i vari disagi che ruotano intorno all’organizzazione del piano di rientro nelle aule. Innanzitutto c’è il disagio legato agli orari scaglionati con un’organizzazione che ci porta nel migliore dei casi ad uscire di casa alle 7 e ritornarci circa alle 14, ma questo vale per i ragazzi che faranno fronte al primo scaglionamento e che risiedono nei pressi dell’istituto. Mentre nel peggiore dei casi i ragazzi che dovranno prendere i mezzi potrebbero uscire di casa alle 6 e tornarci alle 19 in alcuni casi: questo ci porterà a consumare  il pranzo nelle scuole senza avere una vera aula adibita a mensa e ci farà svolgere i compiti assegnati dopo le 20 non potendo svolgere attività secondarie in alcun caso. Secondo punto sono le problematiche legate ai trasporti, gli orari dei mezzi non coincidono con gli orari degli scaglionamenti mentre il terzo punto sono le temperature glaciali a cui noi saremmo sottoposti per 5 ore giornalmente. Il  virus ci porta a dover far circolare l’aria nelle classi tenendo le finestre e le porte aperte, così facendo, con le condizioni meteo dei mesi a venire i ragazzi sarebbero sottoposti a temperature basse che anche in presenza di caloriferi non risulterebbero adeguate alle legge. Quarto punto riguarda la curva pandemica: non ci sentiamo sicuri a rientrare nelle scuole con circa 14mila nuovi contagi giornalieri. Vogliamo far notare l’inadeguatezza delle misure che il Ministero sta imponendo a noi, in quasi un anno non si è riusciti a varare un piano di riapertura delle scuole efficiente, soprattutto nel rapporto con i trasporti che creano molti disagi. Non c’è stata lungimiranza nell’organizzare questo ritorno in presenza e noi manifestiamo per il tempo perso fino ad ora per organizzare una riapertura sicura che non si è dimostrata tale, siamo aperti al dialogo per discutere le nuove modalità di riapertura. Manifesteremo distanziati all’esterno dell’istituto muniti di dpi così da evitare assembramenti e pericoli di contagio, ogni ragazzo sarà distante dal suo compagno di almeno 150 centimetri.”

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