LO SCIOPERO DEGLI ADDETTI DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE: INVITO DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DI FORMIA AD ADERIRVI

Centro Itaca di Formia
Centro Itaca di Formia

L’invito del Partito della Rifondazione Comunista di Formia ad aderire allo sciopero che si terrà in tutta Italia, come prima giornata di sciopero prevista (la seconda ci sarà a dicembre a ridosso delle festività natalizie) affinché ci possa essere la definizione di un nuovo contratto collettivo nazionale che è già scaduto da oltre 22 mesi.

Ecco il comunicato emesso dal Partito della Rifondazione Comunista di Formia:

“E’ stato indetto per Sabato 7 novembre (venerdì 6 per chi lavora da lunedì a venerdì), da Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL, la prima delle due giornate di sciopero nazionale che coinvolge i lavoratori della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), alimentare e non, delle Coop, e delle aziende commerciali aderenti a Confesercenti. Tra le aziende coinvolte ci sono: Coop, Pam, Esselunga, Carrefour, Ikea, Conad, Coin, Upim, Oviesse ed ecc. La mobilitazione riguarda la vertenza per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali, già scaduti da oltre 22 mesi. I contratti collettivi nazionali (CCNL) da rinnovare sono tre: il primo con Federdistribuzione, l’associazione nazionale di categoria delle imprese della GDO che, fuoriuscendo da Confcommercio, non ha riconosciuto il recente rinnovo del contratto del commercio, stipulato lo scorso marzo; il secondo è quello con Confesercenti; Il terzo, e ultimo, è il contratto collettivo degli addetti delle cooperative di consumo (principalmente i negozi a marchio COOP), oltre 60mila lavoratori a livello nazionale, che da oltre due anni non ricevono alcun aumento salariale. L’obbiettivo delle imprese è di scaricare il costo della crisi sui lavoratori, colpendo il loro salario e le condizioni di lavoro (con richieste di aumento della flessibilità, e l’assenza di interventi per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro). In questo senso va la proposta di Federdistribuzione “di aumentare la produttività attraverso il taglio delle retribuzioni, l’annullamento degli scatti di anzianità, la negazione del passaggio dal 5° al 4° livello, l’eliminazione di 32 ore di permesso retribuito, la sterilizzazione di 13esima e 14esima ai fini del calcolo del Tfr e il ritorno alle 40 ore di lavoro con una maggiore flessibilità gestita unilateralmente dalle aziende, alla decorrenza del contratto dal 2016 al 2018”. Ancora una volta i diritti dei lavoratori e alle lavoratrici sono sotto attacco da parte di una classe imprenditoriale sempre più vorace, che – grazie alla complicità dei vari governi succedutisi in questi anni – si è fatta sempre più audace. Gli imprenditori vogliono o smantellamento pressoché totale di un sistema avanzato di tutele che i lavoratori e le lavoratrici hanno strappato con le lotte. Lo conferma, ad esempio, la liberalizzazione degli orari e delle aperture introdotte dal decreto Salva-Italia del governo Monti, che ha dato la possibilità agli esercizi commerciali e alla grande distribuzione di rimanere sempre aperti, anche durante le domeniche e i festivi e che ha creato ulteriori problemi ai lavoratori e alle lavoratrici che non hanno più tempo per se stessi e per le proprie famiglie. I lavoratori e le lavoratrici della grande distribuzione non vanno lasciati soli nella loro battaglia, ma anzi è necessario che tutti si dimostrino solidali appoggiandone le rivendicazioni contrattuali.Per questo invitiamo tutti i cittadini a boicottare i negozi delle aziende che non vogliono rinnovare il contratto ai lavoratori dei supermercati e delle catene di grande distribuzione. Ai sindacati confederati, che rappresentano la maggior parte dei lavoratori sindacalizzati, invece chiediamo di pretendere il dovuto e di non accontentarsi dei quattro spiccioletti che di solito chiedono.”

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